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Ordinanza

Ordinanza n. 854/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento -previa tutela cautelare - per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del provvedimento n. 544 del 16/5/2025 -notificato a mani presso la Sede il 4/6/2025- con cui il Consolato Generale d'Italia a Shanghai ha respinto l’istanza di visto di reingresso. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 12\12\2025 : - del provvedimento prot. n. 1565/2025 del 6/11/2025 -notificato al difensore a mezzo pec il 12/11/2025_ con cui il Consolato Generale d’Italia Shanghai, in sede di riesame del rigetto del visto di ingresso per Reingresso in Italia richiesto dalla straniera ricorrente - in ottemperanza dell’Ordinanza cautelare n. 5521/2025 R.G. Prov. Caut., resa dal T.A.R. per il Lazio sede di Roma, Sezione Quinta Quater, nel proc. n. 8956/2025 R.G., di accoglimento della domanda cautelare ai fini del riesame del provvedimento impugnato prot. n. 544/2025 del 16/5/2025 di diniego della richiesta di visto di reingresso – ha respinto la richiesta di visto per reingresso in Italia.

Giustizia amministrativa202508956

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di reingresso in Italia e successivo diniego adottato in sede di riesame

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento del Consolato Generale d'Italia a Shanghai che aveva respinto la sua istanza di visto di reingresso in Italia. In seguito all'accoglimento della precedente domanda cautelare, il Consolato ha riesaminato la posizione, adottando un ulteriore provvedimento di diniego, anch'esso impugnato con motivi aggiunti. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi di illegittimità dedotti dalla ricorrente né svolge una valutazione autonoma del fumus boni iuris o del periculum in mora.

La decisione

Il Collegio non decide nel merito né concede o nega una nuova misura cautelare. Ritiene che le esigenze prospettate dalla ricorrente possano essere adeguatamente tutelate mediante la sollecita definizione del giudizio e, ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., fissa la discussione nel merito all'udienza pubblica del 28 aprile 2026. Dispone inoltre l'oscuramento delle generalità della parte interessata ai sensi dell'art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. 196/2003 e degli artt. 5 e 6 del regolamento (UE) 2016/679.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    fissa in data 28/4/2026 la successiva udienza pubblica

    Quando le esigenze cautelari possono essere adeguatamente soddisfatte mediante una rapida definizione del giudizio, il giudice può fissare direttamente la discussione nel merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Consente l'oscuramento delle generalità per proteggere i diritti o la dignità della persona interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati quale fondamento della tutela dei dati personali e dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando le esigenze cautelari possono essere adeguatamente tutelate attraverso la sollecita fissazione della discussione di merito, il giudice amministrativo può definire la domanda cautelare mediante la fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., senza adottare una specifica misura cautelare.
  • Nel giudizio amministrativo relativo a un diniego di visto di reingresso, l'adozione di un nuovo diniego in sede di riesame può essere impugnata mediante motivi aggiunti, se incide sulla medesima pretesa sostanziale già dedotta in giudizio.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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