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Sentenza

Sentenza n. 187/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'annullamento Dichiarazione di nullità nonché per l'annullamento della convenzione in data 14 gennaio 2022 sottoscritta dalla Prefettura di Brescia, dall'Ufficio d'Ambito della medesima Provincia e dalla società Acque Bresciane S.r.l.

Giustizia amministrativa202200165

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Convenzione del 14 gennaio 2022 per la progettazione definitiva e l’esecuzione della soluzione di collettamento e depurazione con impianti previsti a Gavardo e Montichiari

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (amministrazioni e gestore idrico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha chiesto la dichiarazione di nullità e l’annullamento della Convenzione sottoscritta dal Commissario straordinario, dall’Ufficio d’Ambito di Brescia e dal gestore Acque Bresciane S.r.l. Ha dedotto: illegittimità derivata dai vizi già denunciati in un precedente ricorso contro gli atti presupposti; sviamento di potere, poiché il Prefetto avrebbe sottoscritto la Convenzione quale legale rappresentante della Prefettura anziché quale Commissario straordinario; difetto di motivazione della decisione di stipulare la Convenzione; assenza di autorizzazione provinciale alla sottoscrizione da parte dell’Ufficio d’Ambito e contrasto con una precedente mozione del Consiglio provinciale; mancata autorizzazione formale degli organi societari di Acque Bresciane; violazione dell’art. 15 l. 241/1990, poiché la Convenzione non avrebbe disciplinato attività di comune interesse svolte in collaborazione, ma avrebbe attribuito al gestore una funzione meramente ancillare rispetto al Commissario; illegittimità della clausola risolutiva espressa collegata alla perdita della natura di organismo in house, ritenuta meramente potestativa e potenzialmente pregiudizievole per la sollecita realizzazione dell’opera. Le parti resistenti hanno eccepito, in via preliminare, il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, oltre all’inammissibilità per carenza di interesse e all’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, deducendo anche l’infondatezza nel merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, individuando la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, dinanzi al quale il processo può essere riproposto nei termini e nelle forme di rito. Il Collegio ha ritenuto assorbite tutte le ulteriori questioni processuali e di merito, compresa l’istanza di rinvio per la proposizione di motivi aggiunti. La controversia riguarda infatti la realizzazione di un nuovo sistema di collettamento e depurazione di acque reflue qualificate come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale, con sostituzione della condotta sublacuale esistente, diverso tracciato, diversa localizzazione degli impianti e diverso recapito finale delle acque depurate, dal Lago di Garda al Fiume Chiese. Tali elementi incidono in modo immediato e diretto sul regime, sul decorso, sull’utilizzo e sulla destinazione delle acque pubbliche. La giurisdizione del TSAP ricorre anche quando gli atti siano adottati da autorità non istituzionalmente preposte alla cura delle acque e anche quando assumano la forma di un accordo o di una convenzione tra amministrazioni e privati, purché incidano direttamente sull’uso delle acque pubbliche. Le ricadute urbanistiche, ambientali ed espropriative dell’intervento sono state ritenute strumentali rispetto al profilo assorbente della gestione e regimazione delle acque pubbliche. Le spese sono state integralmente compensate per la natura processuale della decisione e la complessità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 143, comma 1, lett. a), r.d. 1775/1933

    sussiste la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche in relazione ad ogni controversia avente ad oggetto atti amministrativi in materia di acque pubbliche, idonei ad incidere in maniera non occasionale, ma immediata e diretta, sul regime delle acque pubbliche e del relativo demanio

    La norma attribuisce al TSAP le controversie relative agli atti che incidono direttamente sul regime o sull’utilizzazione delle acque pubbliche, anche se adottati da amministrazioni diverse da quelle preposte istituzionalmente alla tutela delle acque.

  • art. 15 l. 241/1990

    La disposizione è stata richiamata dal ricorrente in relazione alla natura della Convenzione, ma il TAR non ha esaminato la relativa censura per il previo accertamento del difetto di giurisdizione.

  • art. 14, comma 3, l. 241/1990

    Richiamato nel procedimento di conferenza dei servizi preliminare; non oggetto di scrutinio, essendo stata dichiarata la carenza di giurisdizione.

  • art. 24, comma 2, Regolamento regionale Lombardia 29 marzo 2019 n. 6

    Richiamato per l’indizione della conferenza dei servizi preliminare; non esaminato nel merito.

  • art. 17-octies, comma 7, d.l. 80/2021, convertito dalla l. 113/2021

    Richiamato quale base dei poteri attribuiti al Commissario straordinario per l’attuazione del sistema di collettamento e depurazione; non esaminato ai fini della validità della Convenzione.

  • art. 4, comma 1, lett. f), l. 36/1994

    il servizio idrico integrato è costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue

    La nozione di servizio idrico integrato comprende anche fognatura e depurazione; ciò consente di qualificare le acque reflue trattate nell’ambito del servizio come acque pubbliche destinate a usi di interesse generale ai fini del riparto di giurisdizione.

  • artt. 6 e 7 l. 36/1994

    Le disposizioni disciplinano anche il trattamento e il riutilizzo delle acque reflue urbane depurate, confermando la rilevanza pubblicistica della relativa gestione.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato in relazione alla memoria depositata dalla difesa erariale; non incide autonomamente sulla decisione.

Massime di principio

  • La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sussiste per le controversie aventi ad oggetto atti amministrativi che incidano in modo immediato e diretto sul regime, sull’utilizzazione o sulla destinazione delle acque pubbliche, anche quando gli atti siano adottati da amministrazioni non istituzionalmente preposte alla tutela delle acque.
  • Rientrano nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche gli atti che concorrono a realizzare, modificare, localizzare, sospendere o eliminare opere idrauliche incidenti sulla regimazione delle acque pubbliche, compresi gli atti relativi a sistemi di collettamento e depurazione delle acque reflue.
  • Ai fini del riparto di giurisdizione, la gestione delle acque reflue nell’ambito del servizio idrico integrato può assumere rilievo quale forma di gestione di acque pubbliche destinate a usi di interesse generale, comprendendo le attività di fognatura, depurazione, trattamento e riutilizzo.
  • La presenza di ricadute urbanistiche, ambientali o espropriative non sottrae la controversia alla giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche quando tali profili siano strumentali rispetto all’oggetto principale, costituito dalla regimazione o dall’utilizzazione diretta delle acque pubbliche.
  • La forma consensuale dell’atto non incide sul riparto di giurisdizione: una convenzione o un accordo tra amministrazioni, ovvero tra amministrazione e privato, resta devoluto al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche quando il suo contenuto interferisca direttamente con l’uso delle acque pubbliche.

Come è indicizzato

MaterieAcque e demanio idricoGiurisdizione e riparto
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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