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Sentenza

Sentenza n. 10390/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’accertamento e la dichiarazione di illegittimità del silenzio illegittimamente serbato nel procedimento avente ad oggetto l'istanza di riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno nr. 47050, conseguito in Spagna, finalizzato all'insegnamento per la classe di concorso ADMM- SOSTEGNO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO e ADSS- SOSTEGNO SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO, inoltrata dal ricorrente al Ministero Istruzione per via telematica in data 15/10/2025, ai sensi dell'art. 16, co. 6 del D.lgs 9 novembre 2007, n. 206, attuativo della Direttiva UE n°36/2005 , non concluso entro il termine fissato di 120 giorni e per il contestuale accertamento, ai sensi dell’art. 31, comma 3, c.p.a. vertendosi nel caso in esame in materia di attività vincolata o comunque rispetto alla quale non residua margine di esercizio della discrezionalità amministrativa, del diritto al riconoscimento in Italia del percorso professionale finalizzato al conseguimento del titolo di abilitazione all’insegnamento sul sostegno, sulla base delle certificazioni rilasciate dall’Università “Antonio de Nebrija”, ai sensi del disposto dell’art. 16, co. 6, del d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206, attuativo della Dir. UE n. 36/2005, con specifica richiesta di ordinare al MIM ex art. 117, co. 2, c.p.a., di provvedere, entro il termine massimo di 30 giorni all’adozione del relativo provvedimento di riconoscimento del titolo di abilitazione in Italia ai sensi del disposto dell’art. 16, co. 6, del d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206, attuativo delle Dir. UE n. 36/2005 anche nominando, ai sensi dell’art. 117, co. 3, c.p.a., un Commissario ad acta con la sentenza con cui definisce il giudizio

Giustizia amministrativa202603125

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento di un titolo estero di specializzazione sul sostegno

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza telematica del 15 ottobre 2025, avente a oggetto il riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna presso l'Università Antonio de Nebrija, ai fini dell'insegnamento nelle classi di concorso ADMM e ADSS. L'istanza era stata presentata ai sensi dell'art. 16, comma 6, d.lgs. n. 206/2007, attuativo della direttiva 2005/36/CE, e il termine indicato per la conclusione del procedimento era decorso senza l'adozione di un provvedimento espresso. La ricorrente aveva chiesto anche l'accertamento del diritto al riconoscimento del titolo e l'ordine al Ministero di provvedere entro trenta giorni, con eventuale nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio, con atto del 25 maggio 2026, la ricorrente ha comunicato che il Ministero, in data 19 maggio 2026, aveva adottato e comunicato un provvedimento espresso di rigetto della domanda, chiedendo pertanto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e insistendo per la condanna dell'amministrazione alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che l'amministrazione aveva fornito un definitivo riscontro all'istanza, sebbene di contenuto negativo, facendo così venir meno l'interesse alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Il giudice non ha quindi esaminato nel merito la legittimità del diniego né la fondatezza della pretesa al riconoscimento del titolo. Le spese di lite sono state compensate, considerando la serialità del ricorso e il ridotto lasso di tempo intercorso tra la scadenza del termine per provvedere e l'adozione del provvedimento espresso.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione e l'accertamento dell'obbligo di provvedere; nel caso concreto, l'azione è divenuta priva di oggetto dopo l'adozione del provvedimento espresso.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il rito avverso il silenzio e il potere del giudice di ordinare all'amministrazione di provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta; tali richieste non sono state esaminate per il sopravvenuto provvedimento espresso.

  • art. 16, comma 6, d.lgs. 9 novembre 2007, n. 206

    È indicato quale base normativa dell'istanza di riconoscimento del titolo professionale conseguito in altro Stato membro dell'Unione europea; la sentenza non ne interpreta il contenuto sostanziale.

  • direttiva 2005/36/CE

    È richiamata quale fonte europea attuata dal d.lgs. n. 206/2007 in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali; la sentenza non affronta questioni interpretative relative alla direttiva.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, l'adozione e la comunicazione di un provvedimento espresso sull'istanza determinano la cessazione della materia del contendere, anche quando il provvedimento sia negativo, perché viene meno l'oggetto dell'azione contro l'inerzia amministrativa.
  • L'adozione del provvedimento espresso nel corso del giudizio sul silenzio non comporta, in assenza di specifica domanda e dei relativi presupposti, l'esame nel medesimo giudizio della legittimità del diniego sopravvenuto o della fondatezza sostanziale della pretesa del privato.
  • La compensazione delle spese può essere disposta tenendo conto della serialità del ricorso e del breve intervallo tra la scadenza del termine per provvedere e l'adozione del provvedimento espresso.

Come è indicizzato

MaterieScuolaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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