Corte di giustizia, Sentenza C-277/21
Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 28 aprile 2022. — Secrétariat général de l’Enseignement catholique ASBL (SeGEC) e a. contro Institut des Comptes nationaux (ICN) e Banque nationale de Belgique. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil d'État. — Rinvio pregiudiziale – Regolamento (UE) n. 549/2013 – Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell’Unione europea – Allegato A, punto 20.15 – Controllo esercitato da un Istituto dei conti nazionali su enti organizzatori di istituti di istruzione costituiti nella forma di istituzioni senza scopo di lucro – Istituti di istruzione che beneficiano di un finanziamento pubblico e di una libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione – Allegato A, punto 20.15, seconda frase – Nozione di “intervento pubblico in forma di regolamento generale applicabile a tutte le unità che svolgono la stessa attività” – Portata – Allegato A, punto 20.15, prima frase – Allegato A, punto 2.39, lettera b), punto 20.15, lettera b), e punto 20.309, lettera h) – Nozione di “regolamentazione eccessiva” – Portata. — Causa C-277/21
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte interpreta il regolamento SEC 2010 in una controversia belga sulla classificazione di enti organizzatori di scuole libere sovvenzionate. Precisa quando una disciplina pubblica dell’istruzione può costituire "regolamentazione eccessiva" e quindi indice di controllo pubblico su un’istituzione senza scopo di lucro. Esclude inoltre che un regime giuridico applicabile solo al personale delle scuole sovvenzionate sia una normativa generale per l’intero settore dell’istruzione.
Classificazione nel SEC 2010 degli istituti di istruzione senza scopo di lucro finanziati pubblicamente: portata del controllo pubblico e della nozione di regolamentazione eccessiva.
La questione giuridica
Se, ai fini del regolamento (UE) n. 549/2013, una normativa belga sull’istruzione sovvenzionata e libera possa integrare un controllo pubblico attraverso una "regolamentazione eccessiva"; e se uno "status" applicabile al solo personale delle istituzioni senza scopo di lucro finanziate pubblicamente rientri nella nozione di "normativa generale applicabile a tutte le unità dello stesso settore di attività".
Principio di diritto
Una normativa nazionale in materia di istruzione sovvenzionata può integrare una "regolamentazione eccessiva" idonea a rivelare controllo pubblico solo se i poteri conferiti all’amministrazione sono sufficientemente invasivi da determinare, di fatto, la politica generale o il programma dell’istituzione senza scopo di lucro, incidendo in modo duraturo e sostanziale sui suoi obiettivi, attività e orientamenti strategici; spetta al giudice nazionale verificarlo caso per caso. Inoltre, uno status applicabile soltanto al personale delle istituzioni senza scopo di lucro finanziate pubblicamente non è una "normativa generale" applicabile a tutte le unità dello stesso settore di attività.
Norme richiamate
- Articolo 267 TFUE
- Regolamento (UE) n. 549/2013
- Allegato A, punti 1.01, 1.19, 1.34, 1.35, 1.36, 1.57, 2.12, 2.39, 2.113, 2.130, 3.31, 20.05, 20.13, 20.15, 20.18, 20.29, 20.306, 20.309, 20.310 del regolamento (UE) n. 549/2013
- Costituzione belga, articolo 24
Classificazione nel SEC 2010 degli enti organizzatori dell’istruzione libera sovvenzionata
La pronuncia, resa in sede di rinvio pregiudiziale dal Conseil d’État belga, riguarda l’interpretazione del regolamento (UE) n. 549/2013 sul Sistema europeo dei conti nazionali e regionali (SEC 2010). La controversia oppone associazioni senza scopo di lucro attive nell’istruzione in Belgio all’Istituto dei conti nazionali e alla Banca nazionale del Belgio, in merito alla loro classificazione nel settore delle amministrazioni pubbliche oppure nel settore delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
Contesto normativo e fattuale
La Corte richiama il quadro del SEC 2010, che esige criteri unici e comparabili per l’attribuzione delle unità istituzionali ai diversi settori. In particolare, il regolamento distingue tra unità controllate dalle amministrazioni pubbliche e unità controllate da privati, con conseguente classificazione nel settore pubblico o privato. Per le istituzioni senza scopo di lucro, i punti centrali sono gli allegati A, punti 2.39 e 20.15, che elencano indicatori di controllo pubblico.
Nel caso belga, l’ICN aveva ritenuto che le associazioni ricorrenti fossero unità istituzionali distinte ma controllate dalla Comunità francese, soprattutto per il finanziamento pubblico e per l’insieme di obblighi normativi legati all’istruzione sovvenzionata. Le ricorrenti contestavano tale esito, sostenendo che la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione e l’autonomia delle loro strutture impedissero di ravvisare un controllo pubblico ai sensi del regolamento europeo.
Le questioni pregiudiziali
Il giudice del rinvio chiedeva in sostanza:
- se una normativa nazionale che disciplina in modo dettagliato l’istruzione sovvenzionata possa costituire "regolamentazione eccessiva" ai sensi dell’allegato A, punto 20.309, lettera h), del regolamento n. 549/2013;
- se uno status giuridico applicabile solo al personale delle istituzioni senza scopo di lucro dell’istruzione sovvenzionata rientri nella nozione di "normativa generale applicabile a tutte le unità in uno stesso settore di attività" di cui al punto 20.15, seconda frase.
Ragionamento della Corte sulla prima questione
La Corte ricorda che il concetto di controllo, per le istituzioni senza scopo di lucro, coincide con la capacità di determinarne la politica generale o il programma. Sottolinea inoltre che i punti 2.39 e 20.15 del regolamento sono complementari e vanno letti congiuntamente con il punto 20.309, che contiene indicatori generali di controllo per il settore pubblico.
Quanto alla "regolamentazione eccessiva", la Corte si allinea alla propria giurisprudenza precedente, precisando che può esserci controllo quando l’intervento regolamentare, anche se formalmente generale, è così incisivo da dettare di fatto la politica generale o il programma dell’unità interessata. La nozione non si esaurisce nel fatto che l’ente sia soggetto a un forte quadro normativo: occorre verificare se l’amministrazione pubblica eserciti, in modo durevole e sostanziale, un’influenza reale sulla definizione e realizzazione degli obiettivi, delle attività, degli aspetti operativi e degli orientamenti strategici dell’istituzione.
La Corte enuncia quindi che le funzioni e i diritti attribuiti alla Comunità francese - approvazione dei programmi, disciplina della struttura degli studi, controllo su iscrizioni ed espulsioni, organizzazione di reti scolastiche, ispezioni, fissazione di numeri minimi di alunni - possono rilevare come indici di controllo solo se, in concreto, sono sufficientemente invasivi da determinare la politica generale o il programma delle istituzioni interessate. La verifica di tale soglia spetta al giudice nazionale, che dovrà valutare globalmente tutti gli indicatori pertinenti, compreso quello del finanziamento.
Ragionamento della Corte sulla seconda questione
La Corte chiarisce che la seconda frase del punto 20.15 sottrae alla nozione di controllo gli interventi pubblici consistenti in regolamenti generali, applicabili indistintamente a tutte le unità dello stesso settore di attività. Tuttavia, nel caso esaminato, lo "status" riguarda solo il personale delle istituzioni dell’istruzione libera sovvenzionata e non tutte le unità del settore istruzione in Belgio.
Ne deriva che tale disciplina non può essere qualificata come normativa generale applicabile a tutte le unità dello stesso settore di attività, perché si applica solo a una parte del settore, cioè alla rete dell’istruzione libera sovvenzionata. Pertanto, il criterio negativo previsto dal punto 20.15, seconda frase, non opera.
Decisione e portata pratica
La Corte risponde che:
- la nozione di "regolamentazione eccessiva" può comprendere la normativa belga sull’istruzione sovvenzionata, ma solo se l’insieme dei poteri pubblici è talmente penetrante da determinare in fatto la politica generale o il programma delle istituzioni senza scopo di lucro;
- uno status applicabile soltanto ai membri del personale delle istituzioni dell’istruzione sovvenzionata non è una normativa generale riferita a tutte le unità dello stesso settore di attività.
Per i professionisti, la sentenza conferma che la classificazione SEC 2010 dipende da una valutazione sostanziale e concreta del grado di ingerenza pubblica, non dalla sola esistenza di finanziamenti o di regole settoriali rilevanti.
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