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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11241/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di primo grado per il reato di cui all'art. 385 c.p.; il ricorrente deduceva che la Corte d'appello aveva dichiarato tardivo l'appello, avendo però considerato la data di ricezione in cancelleria (12/01/2018) e non la data di spedizione della raccomandata (10/01/2018). La prima sentenza di condanna era stata pronunciata il 27/09/2017 con termine di 60 giorni per il deposito della motivazione, per cui il termine per proporre l'impugnazione scadeva l'11/01/2018 e la spedizione il 10/01/2018 risultava tempestiva.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato, richiamando la consolidata giurisprudenza secondo cui, in caso di invio dell'atto tramite servizio postale, ai fini della tempestività conta la data di spedizione della raccomandata. Dalla consultazione degli atti è emerso che l'appello era stato effettivamente spedito il 10/01/2018; pertanto la sentenza impugnata, che aveva dichiarato l'appello tardivo basandosi sulla data di ricezione, è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Palermo.

Norme richiamate

  • art. 385 cod. pen.

    Norma indicata quale disposizione penale relativa al reato per cui era stato condannato il ricorrente; dal testo della sentenza non emerge una specifica interpretazione della norma stessa oltre al suo richiamo quale capo di imputazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Richiamato in relazione al trattamento del procedimento in forma cartolare; la norma autorizza o disciplina modalità semplificate di trattazione nei termini indicati dal decreto.

  • art. 7, d.l. 23 luglio 2021, n. 105

    Richiamato unitamente al precedente per giustificare la trattazione cartolare del procedimento; non ha inciso sul principio relativo alla tempestività dell'impugnazione per posta.

  • Giurisprudenza: Sez.4, n.26460 del 10/03/2016 (Di Nardo, Rv. 267732)

    Precedente utilizzato per confermare il principio consolidato secondo cui, se l'atto di impugnazione è inviato mediante servizio postale, ai fini della verifica della tempestività deve farsi riferimento alla data di spedizione della raccomandata.

Massime di principio

  • Se l'impugnazione è inviata tramite servizio postale (raccomandata), la tempestività si valuta rispetto alla data di spedizione, non a quella di arrivo in cancelleria.
  • In caso di contestazione della tempestività basata sulla sola data di ricezione, il giudice di legittimità può autorizzare la consultazione degli atti per accertare la data effettiva di spedizione e, se necessario, annullare la decisione impugnata.
  • Il termine per proporre impugnazione va calcolato a partire dalla data in cui è pronunciata la sentenza e dal termine per il deposito della motivazione indicato nella pronuncia; è importante computare correttamente detto termine prima di dichiarare un'impugnazione tardiva.
  • La dichiarazione di tardività basata su un errore formale di computo (es. confondere data di ricezione con data di spedizione) costituisce vizio rilevante che giustifica l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • La trattazione 'in forma cartolare' del procedimento, richiamata da decreti straordinari, non incide sul principio secondo cui la prova della tempestività dell'invio postale è data dalla data di spedizione.

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