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Sentenza

Sentenza n. 2520/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202401043

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rilascio della licenza di porto di fucile per uso tiro a volo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Agrigento del 23 maggio 2024, deducendo il difetto di motivazione, il difetto di istruttoria e l’illegittimità della valutazione di inaffidabilità posta a fondamento del diniego. L’amministrazione aveva valorizzato diverse segnalazioni all’autorità giudiziaria per reati contro la persona, nonché per usurpazione, invasione di terreni, introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo, oltre a plurimi controlli del ricorrente in compagnia di soggetti controindicati. Il ricorrente ha contestato la rilevanza di tali elementi, evidenziando l’assenza di carichi pendenti e di precedenti risultante dai certificati rilasciati nel 2024, la remissione delle querele, l’assenza di accertamenti penali definitivi, il carattere sporadico delle frequentazioni e una nota dei Carabinieri secondo cui non sarebbe stato ritenuto soggetto incline ad abusare del titolo. Ha inoltre sostenuto che l’amministrazione non avrebbe considerato adeguatamente la complessiva condotta di vita né motivato in modo articolato il diniego.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso. Ha affermato che il rilascio del porto d’armi non costituisce un diritto soggettivo pieno, ma è subordinato a un giudizio prognostico preventivo sull’affidabilità del richiedente. Il potere dell’autorità di pubblica sicurezza è preventivo e discrezionale e non presuppone l’accertamento di una responsabilità penale definitiva o di condotte penalmente rilevanti, essendo sufficiente che emergano elementi idonei a non far ritenere affidabile il soggetto nell’uso delle armi. Il giudizio può fondarsi su segnalazioni, elementi indiziari e frequentazioni con soggetti controindicati, purché gli elementi siano valutati complessivamente e non automaticamente. Nel caso concreto, l’amministrazione aveva considerato plurimi deferimenti per reati contro la persona, una segnalazione ai fini dell’avviso orale e diversi controlli con soggetti gravati da pregiudizi di polizia o precedenti. Tali circostanze sono state ritenute specificamente indicate, contestualizzate e idonee a rendere comprensibile il percorso logico seguito. La remissione delle querele, l’eventuale archiviazione o l’estinzione dei reati non impediscono all’amministrazione di valutare i fatti nella loro obiettiva dimensione storica. Il giudice ha escluso il difetto di istruttoria, il travisamento e la manifesta illogicità, ribadendo che il sindacato giurisdizionale non può sostituire la valutazione dell’autorità di pubblica sicurezza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di euro 2.000,00 oltre accessori; è stata inoltre disposta la definitiva ammissione al patrocinio a spese dello Stato, con rinvio della liquidazione della parcella.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La disposizione è richiamata in relazione alla comunicazione dei motivi ostativi trasmessa al richiedente prima dell’adozione del diniego.

  • art. 582 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La segnalazione per lesioni personali è stata valutata quale elemento storico rilevante nel giudizio preventivo di affidabilità.

  • art. 612 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La segnalazione per minaccia è stata considerata tra gli elementi idonei a incidere sulla prognosi di affidabilità del richiedente.

  • art. 581 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La segnalazione per percosse è stata valutata insieme agli altri elementi della condotta e del contesto relazionale.

  • art. 631 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La segnalazione per usurpazione è stata indicata tra le circostanze considerate dall’autorità di pubblica sicurezza.

  • art. 633 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La segnalazione per invasione di terreni è stata valutata nella ricostruzione complessiva degli elementi ostativi.

  • art. 636 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La segnalazione per introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui e pascolo abusivo è stata inclusa nella valutazione complessiva.

  • art. 610 c.p.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La segnalazione per violenza privata è stata considerata elemento idoneo a incidere sulla fiducia richiesta per il rilascio del porto d’armi.

  • art. 26 c.p.a.

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    La norma è stata applicata per porre le spese di lite a carico della parte soccombente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    eventuale quote, SOLO SE PRESENTE

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Il rilascio di una licenza di porto d’armi non costituisce un diritto soggettivo pieno, ma presuppone un giudizio prognostico preventivo e discrezionale dell’autorità di pubblica sicurezza sull’affidabilità del richiedente e sulla sua attitudine a non abusare delle armi.
  • Il diniego di una licenza di porto d’armi può essere fondato su elementi indiziari, segnalazioni di reato e frequentazioni con soggetti controindicati, senza necessità di una condanna penale definitiva o dell’accertamento di una responsabilità penale, purché gli elementi siano specifici, verificabili e valutati complessivamente.
  • Nel procedimento per il rilascio del porto d’armi, l’amministrazione può valutare i fatti nella loro obiettiva dimensione storica anche quando le querele siano state rimesse, il procedimento penale sia stato archiviato o il reato si sia estinto, poiché la valutazione ha natura preventiva e non sanzionatoria.
  • La rilevanza delle frequentazioni ai fini del giudizio di affidabilità non richiede necessariamente l’identificazione nominativa dei soggetti né la prova della consapevolezza del richiedente circa i loro precedenti; è sufficiente che l’inserimento relazionale in contesti oggettivamente controindicati sia specificamente riscontrato e non utilizzato in modo automatico.
  • Il sindacato del giudice amministrativo sulle valutazioni dell’autorità di pubblica sicurezza in materia di porto d’armi resta circoscritto alla verifica della manifesta illogicità, irragionevolezza, contraddittorietà o al travisamento dei fatti e non consente la sostituzione della valutazione giudiziale a quella amministrativa.
  • Una motivazione fondata su plurimi elementi fattuali specificamente indicati e contestualizzati è sufficiente a rendere intellegibile il giudizio prognostico di inaffidabilità e a escludere il difetto di istruttoria o la motivazione apparente, anche se l’amministrazione non attribuisce rilievo decisivo a certificati penali privi di iscrizioni.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaPericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiForze armate e forze di poliziaAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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