Sentenza n. 1577/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n. 4517/2024 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, del 16/10/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio economico della Carta Docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, n. 4517/2024, notificata al Ministero il 24 luglio 2025. La sentenza aveva condannato il Ministero al riconoscimento, mediante Carta Docente, del beneficio di 500 euro annui per l'anno scolastico 2020/2021 e per gli anni scolastici dal 2022/2023 al 2023/2024, per complessivi 1.500 euro. Decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996, l'Amministrazione non aveva eseguito il pagamento, neppure parzialmente. Il ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'inottemperanza, l'ordine di pagamento, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo comprovati il passaggio in giudicato e la rituale notificazione del titolo esecutivo, nonché il decorso del termine dilatorio di 120 giorni senza alcun pagamento. La documentazione prodotta e le dichiarazioni del ricorrente hanno dimostrato l'inerzia dell'Amministrazione; il Ministero, pur costituito, si è limitato a una memoria di stile, senza contestare l'esistenza o l'ammontare del credito e senza fornire indicazioni sull'esecuzione. Il TAR ha pertanto dichiarato l'inottemperanza e ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Ragioniere Generale dello Stato, con facoltà di delega, incaricandolo di provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, consentendo di accertare l'inottemperanza a un titolo esecutivo e di ordinare all'amministrazione l'adozione degli atti necessari all'esecuzione.
art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l'adempimento delle amministrazioni pubbliche alle condanne pecuniarie, decorso il quale può essere accertata l'inottemperanza.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Costituisce la base normativa del beneficio economico della Carta Docente riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria passata in giudicato, l'inottemperanza dell'amministrazione può essere dichiarata quando sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996 senza che il pagamento sia stato eseguito, neppure parzialmente.
- La mancata contestazione, da parte dell'amministrazione costituita, dell'esistenza e dell'ammontare del credito risultante dal titolo giudiziale, unitamente all'assenza di prova dell'adempimento, consente di ritenere non controversi l'an e il quantum della pretesa esecutiva.
- Accertata l'inottemperanza, il giudice amministrativo può assegnare all'amministrazione un termine per l'integrale esecuzione del titolo e nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a intervenire in caso di ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta può essere individuato in un organo dell'amministrazione statale, con facoltà di delega, quando l'attività commissariale consiste nel compimento degli atti necessari al pagamento di una somma dovuta in esecuzione del giudicato.
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