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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7625/2022 del 03/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della custodia in carcere (e conseguente aggravamento da arresti domiciliari) per vicende di traffico di stupefacenti e concorso in associazione finalizzata al traffico. Il ricorrente contestava: (i) carenze e contraddizioni nella motivazione con riferimento alle conversazioni captate (illogicità, decontestualizzazione, mancata individuazione del ruolo e collegamento temporale con il periodo di detenzione), (ii) l'assenza di serietà dell'offerta di stupefacente e quindi l'inidoneità a configurare offerta penalmente rilevante, (iii) la traslazione di indizi da altri soggetti a suo carico e l'assenza del suo nome nel "libro mastro", (iv) la mancata considerazione delle cure terapeutiche e della recidiva come pericolo concreto, nonché vizi di diritto relativi all'applicazione degli articoli di procedura penale e sostanziale citati.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua e adeguata la motivazione del tribunale di merito, che ha valutato organicamente un insieme di conversazioni intercettate, osservazioni e comportamenti (compresa la violazione degli arresti domiciliari) per ricostruire l'esistenza di un sodalizio dedito al traffico di eroina/cocaina/cobret e la partecipazione abituale del ricorrente come fornitore. Le censure difensive sono state giudicate atomistiche e non idonee a scalfire il quadro indiziario complessivo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che consente il riesame dell'ordinanza applicativa di misura cautelare; usata quale base procedurale per il ricorso contro la custodia.

  • DPR n. 309/1990 art. 74 commi 1-5

    Norme sostanziali relative ai reati in materia di stupefacenti: la Corte ha ritenuto che dalla valutazione delle intercettazioni emerga l'ipotesi di traffico continuativo (fornitura di 'nera' o 'bianca').

  • DPR n. 309/1990 art. 73 comma 1

    Riferimento al reato di detenzione/cessione di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che gli elementi indiziari concreti supportino l'accusa di cessione/fornitura continuata.

  • art. 81 cod. pen. (concorso)

    Usato per qualificare la partecipazione del ricorrente come concorso materiale e morale nelle cessioni e nell'attività del sodalizio.

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in connessione al concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto provata la partecipazione sinergica del ricorrente nel quadro indiziario.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla motivazione della decisione; le censure sulla motivazione sono state ritenute infondate perché la motivazione è complessivamente organica e coerente.

  • art. 606 co.1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Criteri di cassazione per vizio di motivazione e di diritto; la Corte ha esaminato tali censure e le ha ritenute non fondate o 'atomistiche'.

  • art. 43 cod. pen.

    Riferimento alla responsabilità penale per il reato comune; la Corte ha escluso che la mancata indicazione nel libro mastro possa neutralizzare altri elementi indiziari della partecipazione.

  • art. 74 comma 2 DPR 309/90

    Richiamato in relazione agli specifici delitti connessi agli stupefacenti; interpretato nel senso che la contestazione è supportata da elementi indiziari ripetuti e coerenti.

  • art. 275 comma 3 cod. proc. pen.

    Presunzione di adeguatezza delle misure cautelari in relazione alla gravità dei fatti e alla personalità dell'imputato: la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione e validi gli argomenti sul pericolo di recidiva.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Regole sulla motivazione del provvedimento cautelare; la Corte ha rilevato che il tribunale ha motivato adeguatamente il pericolo di reiterazione e la gravità degli elementi.

  • art. 125 comma 3 cod. proc. pen.

    Riferimento procedurale richiamato nelle censure: la Corte ha ritenuto le eccezioni difensive non idonee a mutare la valutazione complessiva.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare il Tribunale valuta il complesso probatorio nell'insieme: critiche isolate a singole espressioni intercettate, decontestualizzate, sono generalmente insufficienti a scalfire una motivazione organica.
  • La mancata menzione del nome di un indagato in documenti come il "libro mastro" non esclude automaticamente la sua responsabilità se vi sono altri indizi ripetuti e coerenti (partecipazione a incontri, interventi significativi, osservazioni operative).
  • La serietà di un'offerta di stupefacente va valutata nel contesto dei rapporti preesistenti tra le parti e della frequenza delle cessioni: la verifica di dettagli come il prezzo può essere un elemento secondario rispetto alla prova di rapporti stabili di fornitura.
  • Un periodo di detenzione anteriore non elimina automaticamente l'attualità degli indizi relativi ad attività illecite se le cessioni o le relazioni criminali ricorrono in periodi non totalmente coincidenti con la detenzione.
  • Le iniziative personali dell'indagato (es. sottoporsi a cure, presentarsi spontaneamente alle forze dell'ordine) devono essere esplicitamente valutate e confrontate con il quadro comportamentale complessivo per incidere sulla valutazione del pericolo di recidiva; da sole non sono sempre sufficienti a escluderlo.
  • Per ottenere l'annullamento di una misura cautelare è necessario dimostrare in modo persuasivo vizi della motivazione nel suo complesso, non solo rilievi atomistici o la contestazione di singole deduzioni probatorie.

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