Cassazione Penale, Sentenza n. 28001/2023 del 27/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 15/11/2022 del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva confermato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del Caroleo per due imputazioni provvisorie: tentato furto aggravato in una gioielleria (aprile 2022) e tentato furto presso un'edicola/tabaccheria ai danni di Mauro Francesco (febbraio 2022). Il ricorrente articolava tre motivi: (1) violazione dell'art. 273 c.p.p. e vizi di motivazione, contestando l'identificazione attraverso videoriprese (presunte discrasie su cappello/scarpe, mancata indicazione delle distanze tra telecamere) e sostenendo che i fatti configurerebbero al più danneggiamento e non tentato furto; (2) violazione dell'art. 274 c.p.p. e vizi di motivazione, deducendo l'assenza del pericolo di reiterazione (atteggiamento passivo, long gap temporale di circa sei mesi, riferimenti generici ai precedenti) e criticando la valutazione dei precedenti penali; (3) violazione dell'art. 275 c.p.p. e vizi di motivazione, proponendo misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) e sostenendo che non siano state indicate le prescrizioni che verrebbero eluse.
La decisione
La Corte di Cassazione ha: (a) annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e l'ordinanza del 04/05/2023 del Gip di Catanzaro limitatamente al tentato furto ai danni di Mauro Francesco (edicola/tabacchi), rilevando la mancanza della condizione di procedibilità dovuta alla rinuncia del querelante; ha disposto che, in relazione a tale imputazione provvisoria, il ricorrente sia immediatamente rimesso in libertà se non ristretto per altro titolo; (b) rigettato il resto del ricorso con riguardo al tentato furto in gioielleria (aprile 2022): i giudici hanno ritenuto fondati i gravi indizi sulla base del raffronto tra videoriprese (corrispondenza di felpa e pantaloni), la ferita alla mano sinistra riscontrata in sede di fotosegnalamento e la traccia di sangue rinvenuta nell'auto di un complice; la pluralità e diversità degli strumenti impiegati indicano la finalità di effrazione per impossessamento (tentato furto) e non mero danneggiamento. Il motivo relativo all'art. 275 è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, visto che la misura cautelare era stata sostituita con arresti domiciliari.
Norme richiamate
art. 273 cod. proc. pen.
Il giudice deve motivare sull'esistenza dei gravi indizi; nel caso di specie la Corte ha ritenuto che il complesso dei dati (videoriprese, corrispondenza di indumenti, ferita compatibile, traccia di sangue) costituisca sufficiente nucleo indiziario e che eventuali discrepanze formali tra riprese non inficino la valutazione cautelare
art. 274 cod. proc. pen.
Criteri per l'applicazione delle misure cautelari in funzione del pericolo di reiterazione: la Corte conferma che vanno valutati modus operandi, professionalità e capacità di pianificazione dell'azione delittuosa e i precedenti del soggetto; precedenti gravi e specifici e la mancata efficacia rieducativa giustificano la misura
art. 275 cod. proc. pen.
Valutazione delle misure alternative: il ricorso che invoca alternative (arresti domiciliari con braccialetto) può diventare privo di interesse se sopravvengono provvedimenti che le dispongono; inoltre il giudice deve indicare le prescrizioni che si ritiene verrebbero eluse, se rilevante
art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. legge 18 dicembre 2020, n. 176)
Norma che consente la requisitoria scritta in Cassazione e la possibilità che le parti rinuncino alla discussione orale; nella vicenda le parti non hanno chiesto discussione orale e la Corte ha proceduto sulla base delle memorie e della requisitoria scritta
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limiti alle impugnazioni in Cassazione contro i provvedimenti cautelari: il ricorso è stato esaminato nei limiti previsti da tale disposizione
Massime di principio
- La corrispondenza di elementi distintivi ripresi in videoregistrazioni (es. abbigliamento) unita a riscontri fisici (ferite, tracce di sangue) può costituire un sufficiente nucleo di gravi indizi ai fini della custodia cautelare, anche se permangono piccole discrepanze nelle immagini
- La qualificazione di un'azione come tentato furto o danneggiamento dipende dalla finalità (impossessamento vs. mero deterioramento) valutata sulla base dei mezzi impiegati, della pluralità e della diversità degli strumenti e delle modalità operative
- La sussistenza del pericolo di reiterazione si valuta considerando sia la condotta specifica contestata (modus operandi, capacità di programmazione) sia il profilo personale del soggetto (precedenti, efficacia rieducativa delle pene); precedenti gravi e specifici possono giustificare misure cautelari anche in assenza di consumazione del reato
- La mancanza della condizione di procedibilità (ad es. rinuncia alla querela da parte della persona offesa) può determinare l'annullamento senza rinvio dei provvedimenti cautelari relativi a tale titolo
- Se sopravvengono misure meno afflittive (es. arresti domiciliari), le questioni relative a richieste di misura alternativa possono diventare prive di interesse e essere dichiarate inammissibili
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