Cassazione Penale, Ordinanza n. 39213/2025 del 04/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità del motivo e la sua natura meramente riproduttiva di doglianze già valutate nei precedenti gradi di giudizio. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino che lo aveva condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Il motivo dedotto riguardava la qualificazione giuridica dei fatti, sostenendosi che la condotta non dovesse essere sussunta nell'art. 337 c.p. ma nell'art. 341-bis c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo generico, privo di specificità e sostanzialmente reiterativo di censure già correttamente esaminate dai giudici di merito.
Norme richiamate
Norma richiamata come base della condanna confermata in appello, relativa alla resistenza a pubblico ufficiale.
Norma evocata dal ricorrente quale possibile diversa qualificazione giuridica dei fatti, ma la censura è stata ritenuta generica e infondata in rito.
Massime di principio
- In sede di legittimità, la censura sulla qualificazione giuridica del fatto deve essere specifica, puntuale e supportata da argomentazioni concrete; una doglianza meramente assertiva è inammissibile.
- È inammissibile il ricorso che si limiti a riprodurre censure già esaminate e disattese dai giudici di merito senza confrontarsi in modo critico con la motivazione impugnata.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il giudice di legittimità applica la conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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