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Sentenza

Sentenza del 24/10/2024 n. 799 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione dell'avviso di scadenza per il Canone Unico Patrimoniale (CUP) relativo all'anno 2021 riguardante n.2 installazioni di cartelloni lungo l'autostrada. La ricorrente ha contestato la sussistenza del presupposto impositivo sostenendo che i cartelloni fossero privi di messaggi pubblicitari (spoglie) e quindi non soggetti al CUP per diffusione di messaggi pubblicitari; le resistenti hanno invece sostenuto che i cartelli riportassero diciture e marchi riconducibili alla società, integrando un messaggio pubblicitario. Era inoltre controversa la competenza giurisdizionale: Giudice Ordinario (per la natura 'patrimoniale' del canone secondo il Comune/ICA) vs Giudice Tributario (per la continuità con la precedente imposta sulla pubblicità secondo la ricorrente).

La decisione

La Corte di Giustizia Tributaria di II grado ha ritenuto fondata l'eccezione di incompetenza del Giudice Ordinario, dichiarando la competenza del Giudice Tributario in relazione al CUP quando riguarda la diffusione di messaggi pubblicitari. Ha annullato la sentenza del CTP di Savona che si era dichiarato incompetente e ha rinviato la causa alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Genova in diversa composizione per il proseguo sulla base della competenza tributaria accertata. Le spese di lite sono compensate per la novità della questione e il contrasto giurisprudenziale.

Norme richiamate

  • Legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), art. 1 commi 816-847

    art. 1, commi da 816 a 847

    Introduce il Canone Unico Patrimoniale (CUP) sostituendo TOSAP, ICP e COSAP; la Corte ne ricava che, in tema di diffusione di messaggi pubblicitari, il CUP è in continuità sostanziale con la precedente imposta comunale sulla pubblicità e può assumere natura tributaria, quindi rientrare nella giurisdizione del giudice tributario.

  • D.Lgs. n. 546/1992

    Norma processuale richiamata nel dispositivo per l'annullamento della sentenza impugnata e per il rinvio; in generale disciplina il procedimento avanti alle Corti tributarie.

  • D.Lgs. n. 507/1993

    abrogata dalla L. 160/2019

    Normativa previgente che disciplinava l'Imposta Comunale sulla Pubblicità (ICP); la continuità sostanziale tra ICP e CUP è assunta dalla Corte per qualificare tributaria la nuova entrata in relazione alla pubblicità.

  • Risoluzione 18/12/2020 n. 9/DF (Dipartimento delle Finanze)

    Risoluzione n. 9/DF del 18/12/2020

    Chiarisce la possibilità di gestione disgiunta dei due presupposti del CUP (occupazione del suolo e diffusione di messaggi pubblicitari) e riconosce la distinzione tra i due presupposti; è usata dalla Corte per sostenere che l'aspetto pubblicitario può mantenere natura tributaria.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 141/2009

    Richiamata per i criteri di costituzionalità/qualificazione delle entrate come tributi: doverosità della prestazione, assenza di rapporto sinallagmatico, collegamento a presupposto economico rilevante e finalità di finanziamento della spesa pubblica; la Corte applica questi requisiti per qualificare tributario il CUP in materia pubblicitaria.

  • Regolamento CUP del Comune di Savona

    Regolamentazione comunale richiamata dalle parti; la Corte osserva che eventuali previsioni regolamentari che attribuiscano competenza al giudice ordinario possono essere disapplicate se contrastano con la natura tributaria dell'entrata pubblicitaria.

Massime di principio

  • Se il CUP è richiesto per la diffusione di messaggi pubblicitari, il giudice tributario è competente: il nuovo nome 'canone patrimoniale' non esclude di per sé la natura tributaria quando sussistono i requisiti tipici del tributo.
  • Per qualificare come tributo il CUP relativo alla pubblicità occorre verificare i requisiti consolidati (dovvero: obbligatorietà, assenza di rapporto sinallagmatico, collegamento a un presupposto economico e finalità di finanziamento della spesa pubblica).
  • La distinzione legislativa tra i due presupposti del CUP (occupazione del suolo vs diffusione di messaggi pubblicitari) è cruciale: le controversie relative all'occupazione di suolo pubblico possono rientrare nella competenza del Giudice Ordinario, mentre quelle relative alla pubblicità tendono ad essere tributarie e quindi di competenza del Giudice Tributario.
  • Regolamenti comunali che tentino di attribuire la competenza al Giudice Ordinario in materia di pubblicità possono essere disapplicati dal giudice tributario se la fattispecie ha natura tributaria; non rileva la sola denominazione dell'entrata ma la sua sostanza economico-giuridica.
  • In caso di cartelloni 'spogli' la prova mediante rilievi fotografici e dichiarazioni formali è decisiva per contestare la sussistenza del presupposto impositivo; viceversa la presenza di marchi o diciture visibili può integrare il messaggio pubblicitario e giustificare l'imposizione.
  • Data la giurisprudenza contrastante sulla materia e l'assenza (alla data della sentenza) di pronunce di legittimità, nelle controversie analoghe è frequente la compensazione delle spese per la novità della questione.
  • Chi impugna un avviso CUP relativo alla pubblicità dovrebbe contestualmente dedurre sia questioni di merito (esistenza del messaggio pubblicitario) sia di giurisdizione, poiché la decisione su quest'ultima può precludere l'esame del merito.

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