Sentenza n. 3885/2026 - Napoli, Sezione 1
per l'annullamento: - del provvedimento MIC_SABAP-NA-MET|14/09/2022|0018437-P della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'Area Metropolitana di Napoli
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: parere negativo tardivo della Soprintendenza sulla compatibilità paesaggistica di un intervento di ampliamento del 20% di un immobile residenziale
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni procedenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il parere negativo espresso dalla Soprintendenza nell'ambito del procedimento per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e del permesso di costruire, deducendo la violazione dell'art. 146 del d.lgs. 42/2004 e degli artt. 2, comma 8-bis, e 17-bis della l. 241/1990, nonché eccesso di potere per difetto di motivazione e di istruttoria. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che il parere fosse un atto endoprocedimentale non lesivo, e ne ha comunque contestato la fondatezza. Il procedimento si è sviluppato con la trasmissione degli atti alla Soprintendenza il 24 novembre 2021, la comunicazione dei motivi ostativi il 3 maggio 2022, la presentazione delle osservazioni il 12 maggio 2022 e l'adozione del parere contrario il 14 settembre 2022.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure di violazione di legge, difetto di motivazione e difetto di istruttoria. L'art. 146, comma 6, del d.lgs. 42/2004 prevede che la Soprintendenza esprima il parere entro quarantacinque giorni e che il Comune provveda in conformità. Tuttavia, quando il parere è reso tardivamente, esso non perde ogni rilevanza, ma muta natura: da vincolante diviene non vincolante, lasciando al Comune l'obbligo di procedere a una valutazione autonoma e motivata. Nel caso concreto il parere è stato adottato oltre il termine legale, anche considerando la sospensione collegata al preavviso di rigetto e alle osservazioni della ricorrente. Poiché il parere tardivo non vincolava il Comune, non era idoneo a determinare un arresto procedimentale né a produrre una lesione attuale e diretta. Si trattava quindi di un atto endoprocedimentale autonomamente non impugnabile, i cui eventuali vizi avrebbero potuto essere dedotti insieme all'atto conclusivo lesivo. L'impugnazione anticipata sarebbe stata possibile solo in presenza di un atto vincolante, capace di conformare nettamente la decisione finale, oppure di un atto interlocutorio determinante un arresto procedimentale; condizioni non ricorrenti nella fattispecie. Spese compensate per la natura formale della pronuncia.
Norme richiamate
art. 146, comma 6, d.lgs. 42/2004
Il soprintendente rende il parere di cui al comma 5 [...] entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione degli atti. [...] Entro venti giorni dalla ricezione del parere, l'amministrazione provvede in conformità.
Il parere della Soprintendenza è ordinariamente vincolante per il Comune se reso nel termine previsto; se adottato tardivamente, conserva rilevanza ma diviene non vincolante e impone al Comune una valutazione autonoma e motivata.
art. 10-bis l. 241/1990
comunicazione dei motivi ostativi
La fase partecipativa conseguente al preavviso di rigetto rileva nel computo del termine per l'espressione del parere; nel caso concreto la sospensione connessa alla presentazione delle osservazioni non ha escluso la tardività del parere.
art. 100 c.p.c.
L'interesse a ricorrere nel processo amministrativo richiede una lesione concreta e attuale e un'utilità diretta e immediata derivante dall'eventuale annullamento dell'atto.
art. 2, comma 8-bis, l. 241/1990
La norma è stata richiamata dalla ricorrente quale parametro di legittimità, ma il TAR non ne ha esaminato il merito, avendo dichiarato il ricorso inammissibile.
art. 17-bis l. 241/1990
La norma è stata richiamata dalla ricorrente quale parametro di legittimità, ma il TAR non ne ha esaminato il merito, avendo dichiarato il ricorso inammissibile.
Massime di principio
- Il parere della Soprintendenza previsto dall'art. 146 del d.lgs. 42/2004 è vincolante per l'amministrazione comunale quando è reso entro il termine legale; se è adottato tardivamente, non perde ogni efficacia ma diviene non vincolante e deve essere autonomamente e motivatamente valutato dal Comune.
- Il parere paesaggistico tardivo della Soprintendenza, in quanto non vincolante e non idoneo a determinare da solo l'esito del procedimento o un arresto procedimentale, non è autonomamente impugnabile per carenza di lesività; i relativi vizi devono essere dedotti insieme all'impugnazione dell'atto conclusivo.
- L'impugnazione anticipata di un atto endoprocedimentale è ammessa eccezionalmente quando l'atto sia vincolante e conformi in modo netto la determinazione finale oppure quando determini un arresto procedimentale; in mancanza, difetta l'interesse concreto e attuale a ricorrere.
- L'interesse a ricorrere richiede che l'annullamento dell'atto impugnato possa procurare un vantaggio diretto e immediato; non sussiste quando l'atto produce soltanto un pregiudizio eventuale e non impedisce all'amministrazione competente di adottare autonomamente la decisione finale.
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