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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32268/2025 del 30/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per vizio motivazionale, poiché la Corte d'appello ha omesso di prendere posizione sul motivo che deduceva il mancato dolo specifico. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Napoli per un nuovo giudizio, affinché si colmi la lacuna motivazionale e si valuti liberamente il merito relativamente alla sussistenza del dolo specifico.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza che lo aveva condannato per il delitto previsto dall'art. 8 d.lgs. n. 74/2000, deducendo il vizio motivazionale relativo alla sussistenza del dolo specifico. In appello l'imputato aveva affermato, in modo sufficientemente specifico, di aver emesso solo fatture "pro-forma", non quietanzate e mai annotate in contabilità, su richiesta del cliente, deducendo l'assenza dell'elemento soggettivo richiesto per l'integrazione del reato di evasione (dolo di evasione). Il motivo devoluto in appello non è stato esaminato dalla Corte di appello, secondo il ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma che punisce i delitti fiscali con rilevanza della componente soggettiva: la decisione impugnata riguardava proprio la valutazione del dolo specifico richiesto da questa disposizione. La Cassazione ha richiamato la necessità che la Corte territoriale esamini le censure circa l'elemento soggettivo (dolo) perché la sua omissione integra vizio motivazionale.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Richiamato in relazione alla requisitoria del Pubblico Ministero redatta ai sensi della norma. Non incide sul merito della questione ma attesta l'adesione del Ministero pubblico alla richiesta di annullamento con rinvio.

Massime di principio

  • Se in appello viene dedotto specificamente il difetto del dolo richiesto dalla fattispecie penale, la Corte d'appello è tenuta a pronunciarsi su tale censura; l'omissione costituisce vizio motivazionale e può portare all'annullamento con rinvio.
  • La mera emissione di fatture "pro-forma", non quietanzate e non annotate in contabilità, può costituire elemento da valutare a favore dell'assenza del dolo di evasione; tuttavia la valutazione della sussistenza dell'elemento psicologico è rimessa al giudice di merito e richiede accertamento probatorio.
  • In processi per reati tributari occorre distinguere con cura tra comportamento formale (emissione di documenti) e lo specifico fine evasivo: la presenza o assenza di annotazioni contabili, pagamenti e modalità di rilascio delle fatture sono fattori probatori rilevanti.
  • La Corte di cassazione interviene più facilmente quando vi è una lacuna motivazionale rispetto a questioni decisive per la condanna; in tali casi è frequente l'annullamento con rinvio per consentire al giudice di merito di colmare la mancanza.
  • Per la difesa è importante devolvere in sede d'appello tutte le questioni di diritto e di fatto rilevanti (incluso il dolo specifico), formulandole con sufficiente precisione, perché l'omessa trattazione da parte della Corte d'appello è un motivo utile in cassazione.
  • Un annullamento con rinvio non equivale a una assoluzione: la Corte di merito che riceve il rinvio deve riesaminare il punto contestato e può confermare, modificare o riformare la decisione alla luce delle valutazioni richieste.

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