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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40300/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano la revoca parziale della confisca di prevenzione disposta nei loro confronti (per la pericolosità generica attribuita a Cristoforo Sandrini) ai sensi dell'art. 28 d.lgs. n. 159/2011, basandosi su una "prova nuova": documentazione bancaria e ricevute d'incasso attestanti che gli assegni circolari usati per l'acquisto di alcuni immobili erano stati emessi e incassati prima del 2013 e provenivano da una donazione di una prozia, dunque somme lecite. Sostenevano di aver potuto acquisire tali documenti solo nel 2022 per difficoltà dovute alla morte del venditore e alle sue condizioni di salute; la Corte territoriale ritenne però che la prova non fosse nuova perché deducibile e acquisibile già nei precedenti gradi di giudizio e non tempestivamente prodotta.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che non sussisteva una "prova nuova" ai sensi dell'art. 28 d.lgs. n. 159/2011. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte di appello di Torino secondo cui gli assegni circolari e la loro rilevanza erano già noti o deducibili prima della definitività della confisca (anche dalla documentazione depositata nei gradi precedenti) e che i ricorrenti non hanno dimostrato una impossibilità giustificata a produrli tempestivamente. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159/2011

    art. 28, comma 1, lett. a)

    L'art. 28 disciplina la revocazione della confisca per "prova nuova": la Corte ha applicato la nozione secondo cui la prova è rilevante se sopravvenuta o preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo la definitività; invece le prove deducibili e non dedotte non sono "nuove" salvo forza maggiore

  • d.lgs. n. 159/2011

    art. 1, comma 1, lett. a) e b)

    Richiamata in riferimento alla pericolosità generica contestata a Cristoforo Sandrini, che costituisce presupposto della misura di prevenzione

  • Sez. U., n. 43668 del 26/05/2022

    Giurisprudenza interpretativa: la 'prova nuova' è quella sopravvenuta o preesistente ma incolpevolmente scoperta dopo la definitività della misura; prova deducibile e non dedotta nel procedimento non conta, salvo forza maggiore

  • Sentenza della Cassazione n. 30472 del 06/06/2019

    Precedente della stessa Corte che aveva già ritenuto noto il tema degli assegni circolari e che la relativa questione non era stata tempestivamente dedotta nei gradi di merito: rafforza la valutazione sull'assenza di novità della prova

  • Corte Costituzionale

    sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione ai criteri per l'eventuale condanna al versamento in favore della Cassa delle ammende; usata per motivare l'obbligo di versamento in mancanza di colpa grave del ricorrente

Massime di principio

  • La "prova nuova" ai sensi dell'art. 28 d.lgs. 159/2011 è: a) un elemento sopravvenuto dopo la conclusione del procedimento; oppure b) un elemento preesistente ma incolpevolmente scoperto solo dopo la definitività; invece la prova che era deducibile con attività normale e non prodotta precedentemente non è "nuova" salvo forza maggiore
  • Assegni circolari: la loro natura rende rilevante la data di emissione (che attesta la disponibilità della provvista), per cui la data di incasso da parte del venditore è generalmente irrilevante a fini di dimostrare che la provvista esisteva in epoca anteriore alla perimetrazione della pericolosità
  • Gli atti notarili e i documenti contrattuali che elencano titoli di pagamento devono essere tempestivamente valorizzati in sede di prevenzione: se sono conoscibili dal ricorrente, vanno prodotti nel primo grado utile, altrimenti la loro produzione tardiva rischia di essere dichiarata inammissibile
  • Se il documento è nelle disponibilità di terzi (es. venditore) e il terzo è vivo al momento del procedimento, l'onere di acquisizione/documentazione ricade sul ricorrente: difficoltà successive (anche decesso del terzo) devono essere giustificate per provare l'incolpevole scoperta tardiva
  • Prima di proporre istanze di revocazione basate su documenti bancari, è prudente richiedere i documenti alle banche (estratti conto, ricevute di incasso) già nelle fasi iniziali del procedimento di prevenzione o al più tardi nel primo appello, per non perdere il requisito della novità
  • In tema di ricorso per cassazione è importante che i motivi rilevanti per ottenere la revoca siano stati tempestivamente dedotti nei gradi precedenti: la Corte di legittimità può considerare preclusi argomenti non sollevati per tempo
  • Quando si valuta se procedere ad indagini complesse per reperire prove, considerare la tempistica e la possibilità di produrre comunque prove alternative o richieste probatorie al giudice nei precedenti gradi per evitare l'inammissibilità per mancata tempestiva deduzione

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