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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17045/2023 del 21/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli che aveva riconosciuto la continuazione tra reati giudicati con sentenze italiane e una sentenza straniera (Tribunale di Madrid) e aveva rideterminato la pena complessiva in 12 anni e 2 mesi, applicando inoltre la riduzione prevista per il rito abbreviato sulla sommatoria delle pene relative a tutti i reati unificati. Il Procuratore lamentava violazione degli artt. 671 e 442 c.p.p.: il G.E. avrebbe dovuto applicare la riduzione di un terzo solo ai reati effettivamente giudicati con rito abbreviato (secondo la giurisprudenza di legittimità, Sez. U, Cesarano) e, inoltre, era illegittimo riconoscere la continuazione tra reati giudicati in Italia e reato giudicato con sentenza straniera per l'esecuzione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha rilevato due errori: (1) il Giudice dell'esecuzione ha applicato la riduzione per il rito abbreviato alla sommatoria di tutte le pene unite per continuazione, anziché limitare la riduzione ai soli reati giudicati con rito abbreviato; (2) la pena unica risultante era illegale perché fondata sul non consentito riconoscimento della continuazione con un reato giudicato con sentenza straniera. In ragione di ciò l'ordinanza è stata annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata nella censura: riguarda le competenze e i provvedimenti del giudice dell'esecuzione; utilizzata per contestare la determinazione della pena.

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Stabilisce la riduzione di un terzo per il rito abbreviato; la Corte interpreta che, in caso di continuazione fra reati giudicati con riti diversi, la riduzione opera solo sulle pene relative ai reati effettivamente giudicati con rito abbreviato.

  • art. 81, comma 2, cod. pen.

    Regola il cumulo giuridico/continuazione tra reati ai fini della determinazione della pena unica; impiegata dal G.E. per unificare le pene, ma la Corte precisa i limiti quando intervengono sentenze straniere o riti diversi.

  • art. 12 cod. pen.

    Norma sul riconoscimento delle sentenze penali straniere; la Corte interpreta che il vincolo della continuazione non rientra tra le finalità del riconoscimento delle sentenze straniere, pertanto la continuazione non è applicabile in executivis tra reato italiano e reato giudicato con sentenza straniera.

  • d. lgs. 12 maggio 2016, n. 73, art. 3

    Estende la possibilità di valutare sentenze straniere non riconosciute in contesti di cooperazione giudiziaria, ma non modifica le finalità del riconoscimento contemplate dall'art. 12 cod. pen.; non consente di superare il divieto di riconoscere la continuazione con sentenze straniere.

  • Sez. U, n. 358 del 22/02/2018 (Cesarano)

    Giurisprudenza di legittimità che chiarisce che, quando vi è continuazione tra reati giudicati con rito ordinario e reati giudicati con rito abbreviato, la riduzione prevista per il rito abbreviato spetta solo ai reati giudicati con il rito abbreviato (sia che siano 'satellite' sia che costituiscano la violazione più grave).

  • Sez. 5, n. 48059 del 02/10/2019 (Balzano)

    Conferma il principio che la continuazione non è applicabile in executivis tra reato giudicato in Italia e reato giudicato con sentenza straniera riconosciuta nell'ordinamento italiano.

  • Sez. 5, n. 8365 del 26/09/2013 (Piscioneri)

    Precedente giurisprudenziale richiamato a sostegno dell'impossibilità di riconoscere la continuazione con sentenze straniere ai fini esecutivi.

  • Sez. 1, n. 44604 del 24/10/2011 (Figliolino)

    Ulteriore pronuncia che delinea i limiti del riconoscimento delle sentenze straniere e la non estendibilità del vincolo della continuazione al caso di sentenze estere.

Massime di principio

  • Quando reati sono stati giudicati con riti diversi (abbreviato vs ordinario) e sussiste il vincolo della continuazione, la riduzione per il rito abbreviato va applicata soltanto alle pene relative ai reati effettivamente giudicati con rito abbreviato, non alla somma globale delle pene derivante dal cumulo/continuazione.
  • Non è consentito, in esecuzione, riconoscere la continuazione tra un reato giudicato in Italia e un reato giudicato con sentenza straniera riconosciuta: il riconoscimento delle sentenze straniere non ha tra le finalità l'accertamento del vincolo della continuazione.
  • Se il giudice dell'esecuzione applica la continuazione in modo incompatibile con i divieti di legge o con la giurisprudenza consolidata (ad es. includendo sentenze straniere), la pena complessiva determinata può risultare illegale e l'ordinanza esecutiva è annullabile.
  • In presenza di più sentenze, prima di calcolare la pena unica il giudice deve individuare con precisione quali reati sono stati giudicati con riti premiali e quali con riti ordinari, per applicare correttamente eventuali sconti previsto per i riti speciali.
  • Il riconoscimento di sentenze straniere nell'ordinamento italiano richiede attenzione al fine per cui tale riconoscimento è consentito: non tutte le conseguenze tipiche delle sentenze nazionali (come il vincolo della continuazione ai fini esecutivi) sono automaticamente trasferibili.

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