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Sentenza

Sentenza n. 106/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento del decreto di rigetto prot. n. -OMISSIS- Cat. A12/Imm/RB dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, emesso dal Questore di -OMISSIS- in data 26 novembre 2024.

Giustizia amministrativa202500269

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro, motivato dalla pericolosità sociale derivante da plurime condanne per reati in materia di stupefacenti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto l'illegittimità del diniego per eccesso di potere, difetto di istruttoria, carenza motivazionale e travisamento dei fatti. Ha sostenuto che l'Amministrazione avesse fondato il provvedimento esclusivamente sulle plurime condanne per reati in materia di stupefacenti, senza considerare adeguatamente i legami familiari in Italia, costituiti dalla moglie e da due figli minori, la durata della permanenza sul territorio nazionale, l'attività lavorativa regolare e continuativa, la situazione reddituale e l'inserimento sociale e scolastico dei figli. L'Amministrazione ha difeso il diniego, rilevando la presenza di più condanne per reati ostativi, il cumulo della pena e la misura di sicurezza dell'espulsione, nonché l'avvenuto bilanciamento con i legami familiari, ritenuti recessivi rispetto alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. Il TAR ha applicato il combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del d.lgs. n. 286/1998, rilevando che l'automatismo ostativo collegato alle condanne per reati in materia di stupefacenti è mitigato dall'obbligo dell'Amministrazione di svolgere una valutazione concreta e discrezionale della situazione familiare e personale dello straniero. Tale valutazione deve considerare, in particolare, l'effettività dei vincoli familiari, il legame con il Paese d'origine, la durata del soggiorno in Italia e gli ulteriori elementi rilevanti ai fini dell'attualità e concretezza del giudizio di pericolosità. Nel caso concreto, il provvedimento aveva menzionato genericamente i legami familiari, senza considerare specificamente la presenza dei due figli minori, il loro mantenimento e inserimento scolastico. Inoltre, l'Amministrazione aveva desunto l'origine illecita dei redditi dai fatti oggetto delle condanne senza confrontarsi con la documentazione prodotta sulla situazione lavorativa e reddituale attuale, della quale aveva avuto conoscenza nel procedimento. La motivazione è stata quindi ritenuta insufficiente per mancata considerazione concreta di elementi di fatto decisivi. Il decreto questorile è stato annullato, lasciando impregiudicata l'ulteriore valutazione dell'Amministrazione. Le spese di lite sono state compensate, con rifusione al ricorrente del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Non è ammesso in Italia lo straniero [...] che sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato [...] o che risulti condannato [...] per reati inerenti gli stupefacenti [...]

    La disposizione prevede un automatismo ostativo all'ingresso e al soggiorno in presenza di condanne per determinati reati, ma tale automatismo deve essere coordinato con la valutazione della situazione familiare prevista dall'art. 5, comma 5, del medesimo decreto.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Nell'adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero [...] si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonché [...] della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale

    Impone una valutazione concreta e discrezionale della condizione familiare e personale dello straniero anche in presenza di condanne per reati ostativi, impedendo che il diniego si fondi soltanto sull'automatismo derivante dalla condanna.

  • art. 8 CEDU

    La tutela della vita familiare costituisce un interesse fondamentale che deve essere bilanciato con l'interesse pubblico alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il fondamento, unitamente all'art. 10 del Regolamento UE 2016/679, dell'ordine di oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente e delle persone indicate.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Ha concorso a giustificare l'oscuramento dei dati personali e giudiziari contenuti nella pronuncia.

Massime di principio

  • In materia di rinnovo del permesso di soggiorno, la presenza di una condanna per un reato ostativo non esonera l'Amministrazione dall'obbligo di svolgere una valutazione concreta e attuale della posizione dello straniero quando trovano applicazione i criteri familiari previsti dall'art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998.
  • Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno deve esplicitare il bilanciamento tra l'esigenza di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e la vita familiare dello straniero, con specifica considerazione della natura ed effettività dei vincoli familiari, della presenza e delle esigenze dei figli minori, della durata del soggiorno e dei legami con il Paese d'origine.
  • La motivazione del diniego è insufficiente quando richiama genericamente l'esistenza di legami familiari senza confrontarsi con elementi specifici e documentati, quali la presenza di figli minori, il loro mantenimento e inserimento scolastico.
  • Nel formulare il giudizio di pericolosità sociale, l'Amministrazione deve esaminare anche la situazione lavorativa e reddituale attuale documentata dall'interessato; non può desumere automaticamente l'origine illecita dei redditi dai soli fatti oggetto di condanne penali senza confrontarsi con tale documentazione.
  • L'annullamento del diniego per difetto di motivazione non comporta il riconoscimento del diritto al rinnovo del permesso di soggiorno, ma impone all'Amministrazione una nuova valutazione conforme ai criteri indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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