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Ordinanza

Ordinanza n. 1396/2026 - Roma, Sezione 4B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento del Ministero dell'Istruzione - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione - Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, prot. n. 40685 dell'11.09.2025, di rigetto della domanda della ricorrente acquisita al protocollo con n. 30705 in data 09/07/2024, volta al riconoscimento in Italia del titolo di studio di specializzazione conseguito all'Estero (Romania) ai fini dell'insegnamento su posti di sostegno nella scuola secondaria di II grado (ADSS). - di ogni altro atto presupposto conseguente o comunque connesso, ivi compreso ove occorra il parere sfavorevole reso dal MUR, trasmesso con nota DGINTCO n. 12486 del 20/8/2024 ed acquisito dalla Direzione Generale degli Ordinamenti scolastici prot. n. DGOSV n. 35917 del 20/8/2024

Giustizia amministrativa202512546

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale del riconoscimento in Italia del titolo estero di specializzazione per l'insegnamento su posti di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente di sostegno)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del Ministero dell'Istruzione relativo alla domanda di riconoscimento in Italia del titolo di specializzazione conseguito in Romania per l'insegnamento di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado, nonché gli atti connessi, incluso il parere sfavorevole del MUR. In sede cautelare il TAR ha rilevato, con valutazione sommaria, che l'amministrazione non avrebbe adeguatamente esaminato la documentazione relativa all'intero iter formativo estero, compreso il piano analitico degli studi, né l'esperienza professionale maturata nel settore. Sono state inoltre contestate le argomentazioni fondate sulla natura non abilitante del titolo e la valutazione delle divergenze tra i programmi formativi, ritenuta da svolgere con particolare rigore alla luce del diritto europeo sul riconoscimento dei titoli professionali e della libera circolazione dei lavoratori.

La decisione

Il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti cautelari dell'art. 55 c.p.a. e ha sospeso il provvedimento di diniego fino alla cessazione, il 30 giugno 2026, del contratto di insegnamento sul sostegno a tempo determinato della ricorrente. La decisione cautelare è stata fondata, in primo luogo, sull'apparente incompletezza della valutazione amministrativa della documentazione formativa e dell'esperienza professionale; in secondo luogo, sul rilievo che le argomentazioni relative all'assenza di natura abilitante del titolo risultano già superate dalla giurisprudenza dell'Adunanza plenaria n. 18-22/2022; inoltre, sulle divergenze formative, il giudice ha richiesto una motivazione rigorosa, considerato il possibile pregiudizio per il sistema europeo di riconoscimento dei titoli professionali e per la libera circolazione dei lavoratori. Il TAR ha anche evidenziato che le differenze formative possono essere compensate mediante adeguate misure compensative. La fissazione dell'udienza di merito è stata rinviata a separato avviso, subordinatamente alla manifestazione di interesse della ricorrente. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la presenza di orientamenti giurisprudenziali divergenti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    sussistono i presupposti di cui al citato articolo 55 c.p.a. per la concessione della tutela cautelare

    La disposizione consente la sospensione cautelare dell'efficacia del provvedimento impugnato quando, nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, ricorrono i presupposti per accordare la tutela urgente.

  • Adunanza plenaria n. 18-22/2022

    le argomentazioni ostative inerenti l’assenza di natura abilitante del titolo sono già state risolte dall’Adunanza plenaria (n. 18-22/2022)

    Il rilievo della mancata natura abilitante del titolo non può essere posto a fondamento del diniego nei termini ritenuti già superati dalla giurisprudenza dell'Adunanza plenaria.

Massime di principio

  • Nella valutazione di una domanda di riconoscimento di un titolo di specializzazione conseguito all'estero, l'amministrazione deve esaminare in modo completo l'iter formativo, includendo il piano analitico del corso di studi e l'esperienza professionale maturata nel settore di riferimento.
  • Il diniego di riconoscimento di un titolo professionale estero non può fondarsi sul solo rilievo dell'assenza di natura abilitante del titolo quando tale argomento risulti superato dalla giurisprudenza dell'Adunanza plenaria.
  • La valutazione delle divergenze tra il percorso formativo estero e quello nazionale deve essere rigorosa e adeguatamente motivata, in ragione degli obblighi e degli obiettivi europei di riconoscimento dei titoli professionali e di libera circolazione dei lavoratori.
  • Le differenze formative tra gli ordinamenti nazionale ed estero possono essere superate mediante l'imposizione di adeguate misure compensative, anziché comportare automaticamente il diniego del riconoscimento.
  • In presenza di un contratto di insegnamento sul sostegno a tempo determinato, la sospensione cautelare del diniego di riconoscimento può essere limitata temporalmente fino alla cessazione del contratto, in funzione della tutela urgente concretamente necessaria.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioMotivazione del provvedimentoTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

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