Sentenza n. 4345/2026 - Napoli, Sezione 8
PER OTTEMPERANZA Alla SENTENZA DEL TRIBUNALE DI TORRE ANNUNZIATA IN MATERIA DI LAVORO NUMERO 83/2025 PUBBLICATA IN DATA 13/01/2025 E NOTIFICATA IN DATA 15/01/2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Torre Annunziata in materia di lavoro, che aveva riconosciuto il diritto al beneficio economico della carta elettronica del docente per quattro anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., chiedendo l'attuazione della sentenza del Tribunale di Torre Annunziata n. 83/2025, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il diritto a fruire del beneficio di 500 euro annui tramite la carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, per complessivi 2.000 euro. La ricorrente ha dedotto l'inerzia dell'amministrazione, nonostante la notificazione del titolo esecutivo, e l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per le esecuzioni nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha chiesto la condanna del Ministero all'adempimento, con accessori di legge, nonché la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo ammissibile l'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario. Ha verificato il rispetto dei termini processuali, la rituale notificazione della sentenza all'amministrazione e il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. In assenza di prova dell'adempimento, ha dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esatta e integrale esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha precisato che, qualora sia ormai decorso il termine temporale stabilito per la fruizione del beneficio, l'amministrazione deve comunque corrisponderne il controvalore pecuniario, con interessi legali fino al soddisfo, poiché si tratta di obbligazione fungibile e l'inerzia amministrativa non può avvantaggiare l'amministrazione inadempiente. Il TAR ha inoltre nominato sin d'ora quale commissario ad acta un dirigente della DGOSV, senza compenso e con facoltà di delega, attribuendogli il compito di porre in essere tutte le attività contabili e amministrative necessarie al pagamento. Ha escluso che l'esaurimento dei fondi o la mancanza di cassa possano impedire l'esecuzione del giudicato. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del procuratore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato
La disposizione fonda l'azione di ottemperanza davanti al giudice amministrativo per ottenere l'adempimento, da parte della pubblica amministrazione, degli obblighi derivanti da una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.
art. 114, comma 1, c.p.a.
Il termine per la proposizione dell'azione di ottemperanza risulta rispettato.
art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.
Risultano rispettati i termini processuali applicabili al rito camerale dell'ottemperanza.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
È la disposizione sostanziale richiamata quale fondamento del beneficio economico annuo di 500 euro destinato all'aggiornamento e alla formazione del personale docente.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è proponibile per ottenere l'attuazione, nei confronti della pubblica amministrazione, di una sentenza passata in giudicato pronunciata dal giudice ordinario, quando l'amministrazione non abbia adempiuto agli obblighi conformativi o patrimoniali derivanti dal giudicato.
- Quando l'amministrazione non dimostri di avere adempiuto al titolo giudiziale, il giudice dell'ottemperanza può dichiararne l'obbligo di esecuzione integrale entro un termine assegnato e nominare contestualmente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- Se il termine stabilito dal giudice per la fruizione di un beneficio economico in natura è ormai decorso per causa imputabile all'inerzia dell'amministrazione, l'obbligazione può essere adempiuta mediante corresponsione del controvalore pecuniario, maggiorato degli interessi legali fino al soddisfo, quando l'obbligazione abbia natura fungibile.
- L'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o l'indisponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, legittimi impedimenti all'esecuzione del giudicato; il commissario ad acta deve adottare tutte le iniziative contabili e amministrative necessarie per rendere possibile il pagamento.
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