Cassazione Penale, Sentenza n. 8659/2024 del 28/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva rigettato l'istanza dei ricorrenti contro il sequestro preventivo diretto di immobili di proprietà della Immobiliare Leguzzano Srl. I ricorrenti sono indagati per delitti tributari (art. 11 d.lgs. n. 74/2000) e contestano: 1) la carenza di interesse del Saad ad impugnare; 2) la presunta applicazione della misura cautelare su fatti diversi da quelli contestati dal PM; 3) l'errore nella qualificazione della persistenza del reato e la conseguente errata esclusione della prescrizione, in quanto la permanenza invocata dal Tribunale deriverebbe dal rapporto di locazione e non da atti successivi idonei a prolungare la condotta fraudolenta.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso in cassazione e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro del 12 dicembre 2022. Ha ritenuto che il Tribunale di Vicenza abbia errato nell'identificare la locazione come elemento che protrae il reato eventualmente permanente; la permanenza del reato va pronunciata solo se esistono atti successivi che di per sé reiterano la lesione del diritto dell'Erario. Considerando che gli atti contestati risalgono al 2003-2004 e che non risultano successivi atti fraudolenti idonei a protrarre il reato, è intervenuta la prescrizione e quindi l'impossibilità di adottare misure ablative ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000. Di conseguenza è ordinato il dissequestro e la restituzione degli immobili all'avente diritto.
Norme richiamate
Il reato previsto dall'art. 11 è stato qualificato come reato di pericolo eventualmente permanente (o a condotta eventualmente plurima): la sua prescrizione decorre dall'ultimo atto simulato o fraudolento idoneo a mettere in pericolo le ragioni esecutive dell'Erario; non si può estendere la durata del reato per la sola mera persistenza degli effetti (es. locazione) se non vi sono ulteriori atti fraudolenti che reiterino la lesione.
d.lgs. n. 74/2000, art. 12-bis
L'adozione di provvedimenti ablativi ex art. 12-bis richiede che il bene sequestrato sia profitto del reato o ne sia strettamente collegato. La Corte ha ritenuto che, una volta intervenuta la prescrizione del reato, viene meno la possibilità di fondare il sequestro su detta norma.
codice penale, artt. 157 e ss. (prescrizione)
La decorrenza del termine prescrizionale per reati eventualmente permanenti inizia dall'ultimo atto che integra la condotta penalmente rilevante. Se gli atti simulati che hanno provocato l'allegata elusione risalgono a tempo ormai prescritto e non vi sono atti successivi idonei a protrarre la lesione, la prescrizione estingue il reato e impedisce misure ablative.
Massime di principio
- Per i reati eventualmente permanenti la permanenza rilevante è quella costituita da atti successivi che di per sé reiterano la lesione del bene tutelato, non la semplice persistenza degli effetti dell'atto originario.
- La locazione o la disponibilità continuativa di un bene non estendono automaticamente la durata del reato di elusione fiscale: occorre dimostrare atti successivi simulati o fraudolenti idonei a impedire l'azione esecutiva dell'Erario.
- La prescrizione decorre dall'ultimo atto fraudolento idoneo a compromettere le ragioni esecutive dell'Erario; se tale ultimo atto è prescritto, vengono meno i presupposti per misure ablative ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000.
- In impugnazioni contro misure cautelari su beni, valutare sempre la sussistenza della legittimazione ad impugnare (proprietario, possessorio, interessi del conduttore) ma, ove possibile, preferire argomentazioni sostanziali come la prescrizione o l'assenza di atti successivi fraudolenti.
- Per resistere a un sequestro preventivo fondato su presunte simulazioni patrimoniali, è strategico distinguere la simulazione dell'atto traslativo originario dalla mera gestione successiva del bene e richiedere la prova di ulteriori condotte fraudolente che protragano la lesione.
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