Cassazione Civile, Ordinanza n. 02458/2024 del 25/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (lavoratore)
La controversia
Quattro dipendenti di una società ferroviaria, tutti macchinisti, avevano chiesto l'accertamento del diritto a che, nella retribuzione dovuta durante le ferie, fossero computati alcuni emolumenti previsti dalla contrattazione aziendale: in particolare l'incentivo per attività di condotta oraria, l'incentivo per attività di riserva e i compensi correlati all'assenza dalla residenza. Il Tribunale aveva accolto la domanda e la Corte d'appello aveva confermato, ritenendo che tali voci, in quanto collegate alle mansioni e allo status professionale, dovessero entrare nel calcolo della retribuzione feriale e che la loro esclusione potesse dissuadere dall'effettivo godimento delle ferie. La società ha quindi proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) violazione della direttiva 2003/88/CE, del d.lgs. n. 66 del 2003, dell'art. 36 Cost. e dell'art. 2109 c.c., sostenendo che la Corte territoriale avesse attribuito erroneamente efficacia vincolante all'interpretazione della Corte di giustizia; 2) violazione degli artt. 36 Cost. e 2109 c.c. e della contrattazione collettiva, lamentando che il giudice di merito si fosse discostato dai principi della Cassazione e avesse ignorato che l'accordo aziendale escludeva quelle voci dalla retribuzione feriale; 3) ulteriore violazione dell'art. 7 della direttiva 2003/88/CE, deducendo che la retribuzione feriale può essere inferiore a quella ordinaria purché non irrisoria e non dissuasiva, e chiedendo in subordine rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia; 4) violazione dell'art. 2948 c.c. in relazione all'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, come modificato dalla l. n. 92 del 2012, sostenendo che la prescrizione dei crediti retributivi avrebbe dovuto decorrere durante il rapporto e non solo dalla cessazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi tre motivi, richiamando precedenti già intervenuti nella medesima vicenda e affermando che la nozione di retribuzione feriale, in conformità al diritto unionale e alla giurisprudenza della Corte di giustizia, comprende le voci pecuniarie collegate alle mansioni e allo status professionale del lavoratore, quando la loro esclusione possa avere effetto dissuasivo sul godimento delle ferie. Ha inoltre osservato che la valutazione sulla concreta idoneità dissuasiva della diminuzione retributiva spetta al giudice di merito e che non sussisteva spazio per un nuovo rinvio pregiudiziale, poiché la questione risultava già chiarita dalla giurisprudenza europea e la verifica concreta è riservata al giudice nazionale. Quanto al quarto motivo, la Corte ha confermato il principio secondo cui, per i crediti non ancora prescritti alla data di entrata in vigore della l. n. 92 del 2012, la prescrizione dei diritti di lavoro nel rapporto a tempo indeterminato decorre dalla cessazione del rapporto, essendo venuto meno il precedente presupposto di stabilità certa del rapporto. La ricorrente è stata condannata alle spese di lite e al contributo unificato aggiuntivo.
Norme richiamate
art. 7 direttiva 2003/88/CE
La retribuzione dovuta nel periodo di ferie deve essere sostanzialmente equiparabile a quella ordinaria; non possono essere escluse voci pecuniarie collegate alle mansioni e allo status professionale se la loro sottrazione rischia di dissuadere dal godimento delle ferie.
art. 10 d.lgs. n. 66 del 2003
È richiamato come norma interna di recepimento della disciplina unionale sulle ferie retribuite, da leggere in coerenza con l'art. 7 della direttiva 2003/88/CE.
art. 36 Cost.
È evocato a sostegno della tutela della proporzionalità e adeguatezza della retribuzione feriale.
art. 2109 c.c.
È richiamato quale base codicistica del diritto alle ferie retribuite.
art. 20.3 contratto aziendale Trenord
La società invocava questa previsione per sostenere l'esclusione di determinate voci dalla retribuzione feriale; la Corte ha ritenuto l'interpretazione di merito plausibile e coerente con la finalità della disciplina sulle ferie.
art. 54.2 contratto aziendale Trenord
È la clausola da cui derivano gli incentivi per attività di condotta oraria e di riserva, valorizzati come voci connesse alle mansioni.
art. 77 contratto aziendale Trenord
È la clausola relativa ai compensi per assenza dalla residenza, considerati anch'essi connessi alla mansione e allo status professionale.
art. 18 L. n. 300 del 1970
Richiamato nel motivo sulla prescrizione, nella versione modificata dalla l. n. 92 del 2012, quale elemento incidente sulla stabilità del rapporto di lavoro.
art. 2948 c.c.
Disciplina il termine di prescrizione dei crediti retributivi; nel caso di rapporti a tempo indeterminato, per i diritti non già prescritti, decorre dalla cessazione del rapporto.
art. 2935 c.c.
È coordinato con l'art. 2948 c.c. per individuare il momento in cui il diritto può essere fatto valere e, quindi, il decorso della prescrizione.
L. n. 92 del 2012
La riforma è richiamata per affermare che, dopo le modifiche all'art. 18 Statuto, è mutato il regime di stabilità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
d.lgs. n. 23 del 2015
È richiamato insieme alla l. n. 92 del 2012 come intervento che ha inciso sulla stabilità del rapporto di lavoro e quindi sulla decorrenza della prescrizione.
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002
È posto a fondamento dell'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Nel periodo feriale la nozione di retribuzione rilevante non coincide necessariamente con la sola paga base, ma comprende anche gli emolumenti che siano stabilmente collegati alle mansioni e allo status professionale del lavoratore, quando la loro esclusione possa incidere sull'effettivo godimento delle ferie.
- La valutazione circa l'idoneità dissuasiva della riduzione retributiva durante le ferie è essenzialmente una valutazione di fatto rimessa al giudice di merito, purché motivata in modo ragionevole e coerente con la funzione della disciplina sulle ferie retribuite.
- La contrattazione collettiva può disciplinare la composizione della retribuzione feriale, ma l'interpretazione delle clausole collettive deve essere letta in coerenza con la disciplina imperativa interna e unionale sulle ferie retribuite.
- Le pronunce della Corte di giustizia dell'Unione europea che interpretano l'art. 7 della direttiva 2003/88/CE vincolano il giudice nazionale e orientano la nozione di retribuzione feriale in senso conforme alla tutela effettiva del diritto alle ferie.
- In materia di prescrizione dei crediti di lavoro nei rapporti a tempo indeterminato, per i diritti non già prescritti alla data di entrata in vigore della riforma del 2012, il termine decorre dalla cessazione del rapporto, poiché la modifica del regime di stabilità del rapporto incide sul presupposto della decorrenza in costanza di rapporto.
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