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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40974/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge e vizi di motivazione, con doglianze di aspecificità ed insufficienza probatoria: contestazione dell'identificazione dell'imputato basata su abbigliamento e video, contestazione della qualificazione e della prova della ricettazione di vari beni (sedie, motociclo), contestazione della prova dell'uso indebito di carte di credito e della corrispondenza temporale delle immagini di videosorveglianza, critica alla valutazione dei filmati e alla individuazione dei tratti somatici, obiezioni sulla rilevanza della presenza dei veicoli intestati a familiari e sull'eterogeneità degli strumenti rinvenuti (es. cacciavite). Il ricorso ha riproposto questioni di merito già decise in appello senza specificare in modo idoneo i vizi di diritto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per assoluta aspecificità, ritenendo che la Corte d'Appello avesse adeguatamente e dettagliatamente motivato la conferma delle condanne, esaminando le singole fattispecie e valorizzando in modo congruo gli elementi di prova (video, riconoscimenti, capi di abbigliamento, disponibilità di veicoli e dichiarazioni di testi). Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di procedimento e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende. Nessuna somma è stata riconosciuta alla parte civile in sede di liquidazione spese, per mancanza di adeguata esposizione delle ragioni.

Norme richiamate

  • art. 369 c.p.

    Richiamata come possibile qualificazione alternativa di talune condotte; dal testo non emerge una interpretazione sostanziale innovativa ma la norma è stata richiamata nella ricostruzione dei capi di imputazione.

  • comma 5, art. 55 d.lgs. n. 231/2001 (oggi art. 493-ter c.p.)

    Richiamata per la diversa qualificazione di alcune condotte (ora art. 493-ter c.p.); la sentenza menziona la riqualificazione ma non svolge un'interpretazione giuridica innovativa offensiva del principio di legalità.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Usato per delimitare l'enunciazione del motivo di ricorso in cassazione: il ricorso doveva rispettare i limiti formali e di specificità previsti, limite che la Corte ha ritenuto violato.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. con l. n. 176/2020) e art. 94 d.lgs. n. 150/2022

    Richiamati in relazione alla celebrazione del giudizio di cassazione in forma scritta (rito camerale) senza intervento delle parti e alla sua applicabilità temporanea; la Corte ha proceduto senza udienza con le parti che hanno concluso per iscritto.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso: condanna alle spese e disposizione circa il versamento alla cassa delle ammende dovuto a profili di colpa nell'atto impugnatorio.

Massime di principio

  • In Cassazione un ricorso generico o aspecifico che ripropone doglianze di merito già decise senza indicare vizi di diritto puntuali è molto spesso inammissibile.
  • La valutazione critica e di merito delle prove (video, riconoscimenti da parte della Polizia Giudiziaria, rinvenimento di capi di abbigliamento, disponibilità di veicoli intestati a familiari) spetta principalmente al giudice di merito; la Suprema Corte non riforma il giudizio di fatto se la motivazione di merito è congrua e coerente.
  • I riconoscimenti effettuati da personale di Polizia Giudiziaria su materiale video possono avere valore probatorio quando sono fondati su conoscenza pregressa dell'individuo, su filmati che mostrano movimenti e combinazioni di indumenti considerate peculiari, e quando sono corroborati da altri elementi (sequestro di capi, disponibilità di veicoli).
  • Per impugnare efficacemente una sentenza in Cassazione è necessario individuare profili di illegittimità di diritto ben circostanziati (errori di legge, violazioni di norme procedurali, carenze specifiche della motivazione) e non limitarsi a sollevare questioni di fatto o generiche.
  • Nei procedimenti decisi in rito camerale senza udienza, la parte civile può ottenere rimborso spese solo se dimostra di aver fornito un contributo utile alla decisione (anche tramite memorie scritte); l'assenza di tale contributo può precludere la liquidazione delle spese.

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