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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46129/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., dedotto come errore percettivo nella sentenza di legittimità che avrebbe confermato la partecipazione dell'imputato a un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 DPR 309/90) basandosi su presunte condanne per più reati fine quando in realtà l'Auddino era stato assolto dal capo W). Contestate inoltre: l'attribuibilità dell'utenza telefonica contestata all'Auddino, la valutazione e omessa valutazione delle intercettazioni e delle conversazioni ambientali (sostegno difensivo che non emergerebbe alcun coinvolgimento), la mancata considerazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e la gravità attribuita (promotore/organizzatore) come aggravante ex n.1 art. 74 DPR 309/90.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto che non si sia trattato di errore percettivo o svista ma di valutazioni di merito e di un percorso motivazionale congruo. La Corte ha osservato che alcune considerazioni (es. riferibilità dell'utenza e risultanze delle captazioni) sono state esaminate dalla sentenza impugnata e che le censure mosse attengono a valutazioni critiche non rimediabili con l'art. 625-bis. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Rimando al rimedio del ricorso straordinario per errore di fatto: applicabile solo a errori percettivi (svista o equivoco) nella lettura degli atti che avrebbero indotto una diversa decisione; non applicabile a valutazioni di merito o a errori di diritto.

  • art. 74 d.P.R. 309/90

    Norma che disciplina l'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e le relative aggravanti (es. n.1 promotore/finanziatore/organizzatore), la cui applicazione richiede accertamenti sulle risultanze probatorie complessive.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna del ricorrente alle spese e la possibilità di irrogare sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende) in caso di ricorso manifestamente infondato o per colpa nella presentazione del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. è rimedio eccezionale: si applica solo per errori percettivi (svista materiale o equivoco) nella lettura degli atti e non per contestare valutazioni di merito o interpretazioni giuridiche.
  • Le doglianze sulla valutazione delle intercettazioni, sull'assenza di riferimenti diretti nelle conversazioni o sul contenuto probatorio delle dichiarazioni dei collaboratori costituiscono tipicamente questioni di merito: non sono idonee a fondare un ricorso per errore di fatto se la sentenza impugnata ha svolto anche una sintetica valutazione.
  • L'omesso esame di un motivo può integrare errore di fatto solo quando si tratti di una svista oggettiva e immediatamente rilevabile, e sia evidente che la decisione sarebbe stata diversa se il motivo fosse stato valutato.
  • Le contestazioni sull'attribuibilità di utenze telefoniche o sull'interpretazione di captazioni richiedono una valutazione complessiva delle fonti probatorie e non sono risolvibili con il rimedio dell'errore percettivo se la Corte ha già espresso una motivazione, anche sintetica, su tali punti.
  • Presentare ricorsi manifestamente inammissibili o fondati su ricostruzioni meramente critiche può esporre il ricorrente al pagamento delle spese e a sanzioni pecuniarie per colpa (art. 616 c.p.p.).

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