Sentenza n. 173/2026 - Parma, Sezione 1
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 371/2024 in data 21 novembre 2024 del Tribunale di Piacenza - Sezione Civile.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza civile n. 371/2024 del Tribunale di Piacenza, relativa al riconoscimento della carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno promosso giudizio di ottemperanza ai sensi dell’art. 114 c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 371/2024 del Tribunale di Piacenza, passata in giudicato, che aveva accertato il loro diritto a ottenere la carta elettronica del docente, o uno strumento equipollente, per determinati anni scolastici e per l’importo di 500 euro annui. La sentenza era stata notificata al Ministero il 18 marzo 2025, ma l’Amministrazione non aveva inizialmente dato esecuzione al giudicato. I ricorrenti hanno documentato il passaggio in giudicato mediante certificazione della Cancelleria del Tribunale di Piacenza. Il Ministero, non costituitosi in giudizio, ha comunicato soltanto con memoria del 10 aprile 2026 che, nelle more del processo, aveva versato quanto dovuto. Il TAR ha rilevato che, al momento della proposizione del ricorso, sussistevano i presupposti per l’ottemperanza, anche perché era decorso il termine di 120 giorni previsto per l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali da parte delle amministrazioni statali.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il pagamento delle somme dovute in esecuzione della sentenza civile era intervenuto nelle more del giudizio e aveva determinato la sopravvenuta soddisfazione della pretesa dei ricorrenti. Il giudice ha tuttavia riconosciuto la soccombenza virtuale del Ministero, rilevando che l’adempimento era avvenuto solo dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. Il Ministero è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali, liquidate in 1.200 euro, oltre accessori di legge, con refusione del contributo unificato. È stata inoltre ordinata l’esecuzione della sentenza da parte dell’autorità amministrativa.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
per l’esecuzione del giudicato
Consente di agire dinanzi al giudice amministrativo per ottenere l’esecuzione anche di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, quando l’amministrazione non vi abbia adempiuto.
artt. 112 e seguenti c.p.a.
rimedio giudiziale ex art. 112 e segg. cod.proc.amm.
Fondano il giudizio di ottemperanza e i poteri del giudice amministrativo in caso di mancata esecuzione del giudicato.
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito in l. n. 30/1997
termine di centoventi giorni
Prevede il termine concesso alle amministrazioni dello Stato e agli enti pubblici non economici per eseguire i provvedimenti giurisdizionali; il TAR ha ritenuto tale termine decorso dalla notificazione della sentenza al domicilio digitale idoneo del Ministero.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è esperibile per ottenere l’esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando l’amministrazione destinataria non vi abbia adempiuto.
- Per le amministrazioni dello Stato, il decorso del termine di 120 giorni previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito in l. n. 30/1997, costituisce presupposto per l’esecuzione coattiva del provvedimento giurisdizionale, decorrendo dalla notificazione della sentenza a un domicilio digitale dell’amministrazione idoneo allo scopo.
- L’adempimento dell’amministrazione intervenuto nelle more del giudizio determina la cessazione della materia del contendere quando la pretesa sostanziale azionata sia stata integralmente soddisfatta.
- Anche quando il giudizio di ottemperanza si conclude per cessazione della materia del contendere, le spese possono essere poste a carico dell’amministrazione sulla base della soccombenza virtuale se l’adempimento è intervenuto soltanto dopo l’instaurazione del giudizio.
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