Cassazione Penale, Sentenza n. 37118/2024 del 08/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava il decreto di archiviazione del 10/04/2024 per l'ipotesi di reato ex art. 186, comma 2, lett. c, c.d.s., lamentando che il GIP aveva disposto, insieme all'archiviazione per particolare tenuità del fatto, la sospensione della patente di guida. Il motivo dedotto era la violazione di legge: la sospensione sarebbe stata applicata senza che vi fosse una sentenza di condanna, un'applicazione della pena su richiesta delle parti o un decreto penale di condanna, cioè al di fuori dei casi previsti per l'irrogazione di sanzioni da parte dell'autorità giudiziaria penale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il GIP, archiviando per particolare tenuità, abbia illegittimamente applicato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, esercitando un potere al di fuori dei casi consentiti (abnormità). Ha quindi annullato senza rinvio il provvedimento impugnato limitatamente alla sospensione della patente e ha disposto la trasmissione degli atti al Prefetto di Foggia per gli eventuali provvedimenti di competenza amministrativa. L'archiviazione per particolare tenuità è stata mantenuta salvo l'eliminazione della disposizione sulla sospensione.
Norme richiamate
art. 186 cod. strada
La Corte ricorda che alcune sanzioni accessorie previste dall'art. 186 sono collegate al semplice accertamento del reato; tuttavia, in caso di esclusione della punibilità per particolare tenuità, le sanzioni amministrative riacquistano autonomia e non devono essere irrogate dal giudice penale ma dall'amministrazione (Prefetto), salvo i casi in cui la legge richieda una pronuncia di condanna.
artt. 224 e 224-ter cod. strada
Secondo la Corte, l'interpretazione di tali disposizioni porta a considerare le sanzioni amministrative accessorie come di competenza amministrativa quando non vi è una pronuncia di condanna o proscioglimento finale che le colleghi all'ambito penale.
art. 111 Costituzione
Fondamento della possibilità di ricorrere in cassazione contro atti per i quali non è previsto rimedio ordinario quando l'atto presenti abnormità (vizi 'in procedendo' o 'in iudicando') che ne rendono necessaria la tutela di legittimità.
artt. 410-bis e 411 cod. proc. pen.
La Corte richiama che per vizi di nullità del decreto di archiviazione è previsto il reclamo avanti al tribunale in composizione monocratica; ma la doglianza qui non riguarda nullità in senso tecnico bensì l'illegittima applicazione di una sanzione amministrativa.
art. 414 cod. proc. pen.
Norma richiamata per ricordare che l'archiviazione è un provvedimento che non impedisce alla pubblica accusa di riaprire le indagini nei casi previsti.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma processuale citata come base formale del motivo di ricorso proposto dal difensore del ricorrente.
Massime di principio
- Se il giudice penale archivia per particolare tenuità, l'irrogazione di sanzioni amministrative accessorie (es. sospensione patente) rientra in linea di massima nella competenza dell'amministrazione (Prefetto) e non spetta al GIP salvo casi espressamente previsti dalla legge.
- Un decreto di archiviazione che contenga una statuizione autonoma e applicativa di sanzioni amministrative, esercitando un potere al di fuori dei casi consentiti, può essere qualificato come atto 'abnorme' e dunque rendere ammissibile il ricorso per cassazione ex art. 111 Cost.
- Se il vizio è di nullità formale del decreto di archiviazione, il rimedio è il reclamo al tribunale (artt. 410-bis e 411 c.p.p.); se invece il provvedimento manifesta un esercizio del potere oltre i limiti previsti (abnormità), è possibile il ricorso per cassazione.
- Occorre distinguere tra le sanzioni accessorie che richiedono una condanna (o patteggiamento) e quelle collegate al semplice accertamento: le prime richiedono pronuncia giudiziale, le seconde possono essere amministrative ma, in assenza di condanna, spettano normalmente all'autorità amministrativa.
- In casi simili, la strategia difensiva utile è chiedere l'annullamento limitato della statuizione illegittima e la trasmissione degli atti all'autorità amministrativa competente, opponendo il principio che l'archiviazione per particolare tenuità esclude la competenza del giudice penale ad irrogare sanzioni amministrative.
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