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Sentenza

Sentenza n. 659/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria n. 80/2023.

Giustizia amministrativa202302168

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Liguria n. 80/2023, che aveva dichiarato improcedibili due ricorsi riuniti contro il diniego di sanatoria edilizia e l'ordinanza di demolizione di cinque box metallici abusivi

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti in primo grado avevano impugnato il diniego comunale di sanatoria edilizia relativo a cinque box metallici prefabbricati, installati senza titolo edilizio e paesaggistico in un impianto per il recupero di rifiuti non pericolosi situato in area vincolata, nonché la successiva ordinanza di demolizione. Il diniego era motivato dall'impossibilità di conseguire la compatibilità paesaggistica per opere comportanti nuove superfici utili e volumetrie e dalla violazione della disciplina urbanistica comunale, che subordinava gli interventi con nuove volumetrie alla previa adozione di uno strumento attuativo. Dopo la proposizione dei ricorsi, gli interessati avevano presentato un'istanza di autorizzazione unica ai sensi dell'art. 208, comma 6, d.lgs. 152/2006, relativa a un intervento comprendente la demolizione dei manufatti abusivi e la realizzazione di una nuova struttura; l'autorizzazione era stata rilasciata dalla Provincia e successivamente prorogata. Il TAR aveva riunito i ricorsi e li aveva dichiarati improcedibili. In appello, gli interessati hanno dedotto error in iudicando ed erroneità della motivazione, chiedendo una diversa motivazione della declaratoria di improcedibilità, pur lasciando fermo il dispositivo. Il Comune ha eccepito il difetto di interesse all'appello.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'eccezione preliminare del Comune e ha dichiarato l'appello inammissibile per difetto di interesse. L'interesse a ricorrere deve essere concreto, attuale e correlato a un'utilità pratica, diretta e immediata conseguibile attraverso la decisione giudiziale. Nel caso concreto, gli appellanti chiedevano di modificare soltanto la motivazione della sentenza del TAR, lasciando invariato il dispositivo di improcedibilità. Trattandosi di una pronuncia in rito, la diversa motivazione richiesta non avrebbe prodotto alcuna utilità concreta, né avrebbe inciso sulle pretese sostanziali degli appellanti o dato luogo a successive esigenze di ottemperanza. Gli interessati non avevano inoltre spiegato quale utilità concreta avrebbero conseguito dalla riforma della motivazione; il rapporto giuridico risultava comunque assoggettato all'autorizzazione unica rilasciata ai sensi dell'art. 208, comma 6, d.lgs. 152/2006. Sentenza di primo grado confermata quanto all'effetto processuale, con appello dichiarato inammissibile e spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 100 c.p.c.

    L'interesse a ricorrere, quale species dell'interesse ad agire ex art. 100 c.p.c., deve avere le caratteristiche della concretezza e dell'attualità.

    La norma è richiamata quale fondamento del requisito dell'interesse concreto e attuale ad agire, applicabile al processo amministrativo mediante rinvio esterno.

  • art. 39 c.p.a.

    norma applicabile anche al processo amministrativo in virtù del rinvio esterno di cui all'art. 39 c.p.a.

    Consente l'applicazione, nel processo amministrativo, delle disposizioni del codice di procedura civile compatibili, tra cui l'art. 100 c.p.c.

  • art. 208, comma 6, d.lgs. 152/2006

    L'autorizzazione unica sopravvenuta disciplinava in via esclusiva il rapporto giuridico relativo all'impianto e prevedeva la demolizione dei manufatti abusivi e la realizzazione di una nuova struttura; tale circostanza ha escluso una concreta utilità nella modifica della motivazione della sentenza di improcedibilità.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per la trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato mediante collegamento da remoto; non incide sulla decisione di merito processuale.

Massime di principio

  • L'interesse all'impugnazione deve essere concreto, attuale e traducibile in un'utilità pratica, diretta e immediata; non è sufficiente una contestazione astratta della motivazione della decisione o il generico interesse al rispetto della legalità.
  • È inammissibile l'appello diretto a ottenere la sola riforma della motivazione di una sentenza che abbia pronunciato l'improcedibilità del ricorso, quando il dispositivo resti invariato e la diversa motivazione non possa incidere sulle pretese sostanziali dell'appellante né produrre effetti utili in sede di ottemperanza.
  • L'appellante deve allegare e dimostrare quale utilità concreta deriverebbe dalla riforma richiesta; in mancanza, il giudizio d'appello non può essere coltivato per finalità meramente teoriche o astratto-ipotetiche.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioRifiutiLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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