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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36228/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Taranto che aveva dichiarato "non doversi procedere" per remissione di querela in relazione al reato di lesioni (art. 582 c.p.). Il motivo dedotto era di violazione di legge (art. 606 lett. b) c.p.p.), sostenendo che le lesioni diagnosticate avevano una durata di trentacinque giorni e pertanto erano perseguibili d'ufficio, non essendo configurabile la fattispecie perseguibile a querela del Giudice di pace.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato che il reato era stato contestato sin dall'esercizio dell'azione penale come superiore a venti giorni e quindi perseguibile d'ufficio ai sensi dell'art. 582 c.p. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Taranto per il giudizio, poiché la fattispecie esula dalla competenza del Giudice di pace riservata alle sole lesioni perseguibili a querela. Decisione emessa il 07/07/2022.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    art. 582, comma secondo, cod. pen.

    La Corte interpreta che le lesioni con prognosi superiore a venti giorni sono perseguibili d'ufficio; quindi la qualificazione del fatto come tale esclude la procedibilità a querela e la competenza del Giudice di pace

  • art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    art. 606 lett. b) cod. proc. pen.

    Norma processuale invocata per il motivo di impugnazione (violazione di legge) con cui il Procuratore generale ha chiesto l'annullamento della sentenza

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata come limite formale alle deduzioni del ricorso (ambito di enunciazione del motivo)

  • artt. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 convertito dalla legge n. 176 del 2020 e art. 16 d.l. 228 del 2021

    artt. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 conv. l. 176/2020; art. 16 d.l. 228/2021

    Citati dal Pubblico Ministero nelle conclusioni; utilizzati come riferimento procedurale per la richiesta di annullamento (nessuna interpretazione sostanziale della Corte riferita nel testo diverso dall'impiego come base per la proposta di impugnazione)

Massime di principio

  • Se dalle risultanze (es. certificati o referti) emerge una prognosi superiore a 20 giorni, le lesioni sono perseguibili d'ufficio e non possono essere trattate come reato procedibile a querela davanti al Giudice di pace.
  • Una sentenza che estingue o dichiara "non doversi procedere" sulla base di remissione di querela può essere annullata se la qualificazione del fatto contrasta con la prova medica che indica prognosi superiore a venti giorni.
  • Il pubblico ministero (o Procuratore generale in sede di impugnazione) può voler impugnare per violazione di legge quando la natura perseguibile del fatto è stata erroneamente valutata, avvalendosi degli articoli processuali relativi ai mezzi di impugnazione (es. art. 606 c.p.p.).
  • Prima di disporre l'estinzione per remissione o ritenere incompetente il Tribunale, il giudice deve verificare la corrispondenza tra la qualificazione giuridica del fatto e la prova medica sulla durata delle lesioni; in caso di dubbio la questione va rimessa al tribunale competente.
  • La determinazione della competenza (Giudice di pace vs Tribunale) dipende dalla concreta gravità delle lesioni accertata in fatto, non da una semplice formula processuale di remissione della querela.

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