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Sentenza

Sentenza n. 254/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'ottemperanza del giudicato di cui alla sentenza n. 420/2024 pubblicata il 2.4.2024 (R.G. n. 2186/2023) emessa dal Tribunale di Palmi - Sez. Lavoro, avente ad oggetto il riconoscimento della Carta del Docente.

Giustizia amministrativa202500342

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o non dimostrata esecuzione del giudicato relativo all'attribuzione della Carta del Docente

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Palmi, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il suo diritto al beneficio previsto dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 per le annualità indicate, condannando il Ministero a mettere a disposizione 500 euro per ciascun anno scolastico documentato, oltre agli interessi sino alla concreta attribuzione. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato che, nel febbraio 2026, il Ministero aveva accreditato nel suo borsellino elettronico l'importo riconosciuto, chiedendo quindi la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna dell'amministrazione alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale. Il giudice ha tuttavia rilevato che dagli atti non risultava dimostrata l'effettiva e integrale ottemperanza al giudicato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il giudice ha ritenuto che la sopravvenuta attribuzione riferita dal ricorrente facesse venir meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio, ma non ha dichiarato la cessazione della materia del contendere poiché non era stata dimostrata documentalmente l'effettiva e integrale esecuzione del giudicato. Le spese di lite sono state compensate, con obbligo dell'amministrazione resistente di rimborsare il contributo unificato ai sensi dell'art. 13, comma 6-bis.1, del d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell'ambito del quale è stato proposto il ricorso per ottenere l'esecuzione del giudicato.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio della Carta del Docente riconosciuto dal giudicato da eseguire.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002

    È stato applicato per porre a carico dell'amministrazione resistente il rimborso del contributo unificato, nonostante la compensazione delle spese di lite.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, il ricorrente dichiara che l'amministrazione ha eseguito il giudicato, la sopravvenuta carenza di interesse può determinare l'improcedibilità del ricorso, anche se non sia stata dimostrata documentalmente l'effettiva e integrale ottemperanza.
  • La cessazione della materia del contendere presuppone la prova dell'integrale soddisfazione della pretesa riconosciuta dal giudicato; in mancanza di tale dimostrazione il giudice può dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza attestare l'avvenuta completa esecuzione.
  • La compensazione delle spese nel giudizio di ottemperanza non esclude che l'amministrazione possa essere condannata al rimborso del contributo unificato, ove previsto dalla disciplina applicabile.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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