Sentenza n. 12058/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l’accertamento -previa concessione di misure cautelari -dell'illegittimità del silenzio serbato da Roma Capitale sulla diffida presentata dal ricorrente in data 20/10/2022 per l’adozione di tutti gli atti/provvedimenti tesi a finalizzare la presa in possesso delle aree ove insistono le opere di urbanizzazione primaria e secondaria site nel comprensorio del -OMISSIS- già realizzate in virtù di quanto previsto con la convenzione di lottizzazione del 9 ottobre 1968; NONCHÉ PER L'ACCERTAMENTO E LA DECLARATORIA dell'inadempimento di Roma Capitale degli obblighi derivanti dalla convenzione di lottizzazione rep. -OMISSIS- a rogito Notar-OMISSIS-con particolare riferimento alle obbligazioni contenuti agli artt. 11, 12 e 13 di detta convenzione; E PER LA CONSEGUENTE CONDANNA di Roma Capitale e del Consorzio intimato ad adottare, ciascuno nell'ambio del-le relative competenze, tutti gli atti ed i provvedimenti tesi a consentire/imporre il trasferimento delle aree ove insistono le opere di urbanizzazione realizzate in forza dei richiamati dispositivi di convenzione con contestuale fissazione di un termine per l'ottemperanza della condanna e nominando contestualmente un Commissario ad acta incaricato di provvedere a siffatti incombenti ove le Amministrazioni non provvedano entro il termine stabilito dal Tribunale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio serbato da Roma Capitale sulla diffida relativa alla presa in possesso delle aree su cui insistono opere di urbanizzazione primaria e secondaria e dedotto inadempimento degli obblighi derivanti da una convenzione di lottizzazione
Esito
Favorevole al resistente (comune e consorzio)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato da Roma Capitale sulla diffida del 20 ottobre 2022, nonché l'accertamento dell'inadempimento degli obblighi previsti dagli articoli 11, 12 e 13 della convenzione di lottizzazione e la condanna di Roma Capitale e del consorzio intimato ad adottare gli atti necessari al trasferimento delle aree interessate dalle opere di urbanizzazione, con fissazione di un termine per l'ottemperanza ed eventuale nomina di un commissario ad acta. Prima dell'udienza pubblica, il ricorrente ha depositato una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'articolo 35, comma 1, lettera c), c.p.a. La dichiarazione espressa del ricorrente, depositata prima che la causa fosse trattenuta in decisione, impediva al Collegio di esaminare il merito, di procedere d'ufficio o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino alla decisione e può determinare una pronuncia processuale di improcedibilità. Le spese sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Prevede la declaratoria di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; la disposizione è stata applicata a seguito della dichiarazione espressa del ricorrente.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel quadro processuale della decisione, senza una specifica ulteriore interpretazione nel provvedimento.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196
Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale base per l'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel giudizio amministrativo, fino a quando la causa non è trattenuta in decisione, il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione di merito.
- La dichiarazione espressa di sopravvenuta carenza di interesse, in assenza di repliche o diverse richieste delle altre parti, impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'articolo 35, comma 1, lettera c), c.p.a., senza esaminare il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire.
- La pronuncia di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse è una decisione meramente processuale, priva di effetti conformativi o decisori al di fuori del giudizio.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 1 lug 2026Sentenza n. 1443/2026 - Venezia, Sezione 2
- Sentenza · 1 lug 2026Sentenza n. 326/2026 - Trieste, Sezione 1
- Sentenza · 1 lug 2026Sentenza n. 327/2026 - Trieste, Sezione 1
- Sentenza · 1 lug 2026Sentenza n. 328/2026 - Trieste, Sezione 1
- Sentenza · 1 lug 2026Sentenza n. 109/2026 - Trento, Sezione 1
- Sentenza · 1 lug 2026Sentenza n. 1483/2026 - Torino, Sezione 3
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →