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Ordinanza

Ordinanza n. 7196/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione II, n. 17194, pubblicata il 4.10.2024 e mai impugnata, e quindi per la dichiarazione di nullità della sopravvenuta nota del Comune di Ciampino prot. 27350 del 30.5.2025 in pari data ricevuta dal ricorrente, con la quale viene affermato che sarebbe ancora vigente il vincolo paesaggistico cui era sottoposto il terreno del ricorrente, perché elusiva del giudicato; nonché per l’annullamento del provvedimento medesimo del Comune di Ciampino, nonché di ogni altro atto presupposto o conseguente, coordinato e connesso. ISTANZA DI NOMINA DI UN COMMISSARIO AD ACTA

Giustizia amministrativa202508671

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Nota del Comune di Ciampino relativa alla permanenza del vincolo paesaggistico e istanza di nomina di un commissario ad acta per l'esecuzione del giudicato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del TAR Lazio, Sez. II, n. 17194 del 4 ottobre 2024, chiedendo la dichiarazione di nullità della successiva nota comunale prot. 27350 del 30 maggio 2025, ritenuta elusiva del giudicato perché affermativa della persistente vigenza del vincolo paesaggistico gravante sul terreno. Ha inoltre chiesto l'annullamento della nota e degli atti connessi, nonché la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio, il ricorrente ha formulato l'istanza di nomina del commissario ad acta sostenendo l'inutile decorso del termine assegnato per l'ottemperanza dalla sentenza del TAR Lazio, Sez. II quater, n. 22618 del 15 dicembre 2025.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse la sola istanza di nomina del commissario ad acta. Il Comune ha rappresentato di avere ottemperato alla sentenza, trasmettendo il 24 febbraio 2026 alla Soprintendenza competente la relazione istruttoria e la proposta di provvedimento per l'acquisizione del parere previsto dall'art. 146, commi 7 e 8, del d.lgs. 42/2004. Preso atto di tali sviluppi procedimentali e della rinuncia espressa dal ricorrente alla richiesta di commissario ad acta, il Collegio ha ritenuto venuto meno l'interesse alla decisione su tale istanza. Le spese dell'incidente di esecuzione sono state compensate. Il testo non contiene una decisione definitiva sulle ulteriori domande di ottemperanza, nullità o annullamento della nota comunale.

Norme richiamate

  • art. 146, commi 7 e 8, d.lgs. 42/2004

    La disposizione è richiamata quale base normativa del parere della Soprintendenza da acquisire nell'ambito del procedimento paesaggistico.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudizio è qualificato come giudizio di ottemperanza, ma il testo non richiama espressamente una specifica disposizione dell'articolo.

Massime di principio

  • La richiesta di nomina di un commissario ad acta diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso dell'incidente di esecuzione, l'amministrazione avvia o compie gli adempimenti necessari all'ottemperanza e il ricorrente rinuncia espressamente alla richiesta commissariale.
  • La sopravvenienza di attività amministrative potenzialmente satisfattive e la rinuncia alla specifica istanza di nomina del commissario ad acta giustificano la declaratoria di improcedibilità della sola istanza, senza implicare, in assenza di una specifica statuizione, la definizione delle ulteriori domande di ottemperanza, nullità o annullamento proposte nel ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaAutorizzazione paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoBeni culturali e paesaggio
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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