Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 13778/2026 - Roma, Sezione 3T

Giustizia amministrativa202307820

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, adottata dalla Questura in relazione a una condanna definitiva per fatti di particolare gravità commessi nell’ambito familiare. Ha dedotto il difetto di motivazione, sostenendo che l’Amministrazione si sarebbe limitata a richiamare la condanna senza valutare in modo concreto e attuale la sua pericolosità, la personalità, la condotta tenuta durante l’esecuzione della pena, il reinserimento sociale e lavorativo, la situazione familiare e sanitaria e il radicamento in Italia. Ha inoltre dedotto la violazione degli artt. 9 e 13 d.lgs. 286/1998, assumendo che la revoca non potesse fondarsi automaticamente sulla condanna; la violazione dell’art. 27, comma 3, Cost., per la mancata considerazione del percorso rieducativo; nonché la sproporzione della misura e l’illegittima ingerenza nella vita privata e familiare, in assenza di attuali esigenze di ordine e sicurezza pubblica.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che il provvedimento non fosse fondato su un automatismo derivante dalla sola condanna, ma su una valutazione complessiva della posizione dell’interessato, nella quale l’Amministrazione aveva valorizzato la natura e la particolare gravità dei fatti accertati, ritenuti sintomatici della mancata adesione ai valori fondamentali dell’ordinamento e dell’inadeguata integrazione sociale. La commissione di condotte particolarmente gravi contro la persona, anche nei confronti di familiari, può costituire elemento rilevante per valutare la pericolosità e l’integrazione dello straniero, anche senza ulteriori accertamenti rispetto al contenuto della sentenza penale. Il giudice ha escluso il difetto di motivazione, l’illogicità manifesta e il travisamento dei fatti, riconoscendo all’Amministrazione un’ampia discrezionalità nella valutazione della condotta complessiva e del grado di integrazione. Le allegazioni sul percorso rieducativo e sulla condotta successiva non sono state ritenute sufficienti, perché non dimostrate, e comunque non impedivano all’Amministrazione di far prevalere le esigenze di ordine e sicurezza pubblica. È stata altresì esclusa la sproporzione della revoca e la violazione della vita familiare, poiché la misura costituiva il risultato di un bilanciamento non irragionevole tra gli interessi contrapposti, anche considerando che i fatti erano stati commessi contro familiari. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 9 d.lgs. 286/1998

    La revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo può essere disposta sulla base di una valutazione complessiva della condotta e dell’integrazione dello straniero, senza automatismi fondati sulla sola condanna penale.

  • art. 13 d.lgs. 286/1998

    La disciplina della revoca del titolo di soggiorno è applicata tenendo conto delle esigenze di ordine e sicurezza pubblica e della valutazione concreta della posizione dello straniero.

  • art. 3 l. 241/1990

    La motivazione è sufficiente quando espone una valutazione complessiva fondata su elementi oggettivi e coerenti, senza necessità di accogliere tutte le allegazioni difensive del destinatario.

  • art. 27, comma 3, Cost.

    La funzione rieducativa della pena non impedisce, di per sé, che l’Amministrazione valuti fatti penalmente accertati ai fini del mantenimento del titolo di soggiorno, ove prevalgano esigenze di ordine e sicurezza pubblica.

Massime di principio

  • La revoca del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo non consegue automaticamente a una condanna penale, ma può essere legittimamente disposta quando l’Amministrazione svolga una valutazione complessiva della natura e gravità dei fatti, della condotta dell’interessato e del suo grado di integrazione.
  • La commissione di condotte particolarmente gravi contro la persona, anche nei confronti di familiari o minori, costituisce elemento oggettivo idoneo a incidere sulla valutazione della pericolosità e dell’integrazione dello straniero ai fini del mantenimento del titolo di soggiorno.
  • Il sindacato giurisdizionale sulla valutazione amministrativa in materia di revoca del permesso di soggiorno resta limitato ai vizi di manifesta illogicità, irragionevolezza, travisamento dei fatti o difetto di motivazione; non consente al giudice di sostituire la propria valutazione a quella dell’Amministrazione.
  • Le allegazioni relative al percorso rieducativo, alla buona condotta successiva, al radicamento lavorativo e familiare e alle condizioni personali devono essere adeguatamente dimostrate e non impediscono, in presenza di fatti particolarmente gravi, che l’Amministrazione attribuisca prevalenza alle esigenze di ordine e sicurezza pubblica.
  • La revoca del titolo di soggiorno non è sproporzionata quando costituisce il risultato di un bilanciamento concreto e non irragionevole tra la tutela della vita privata e familiare dello straniero e le esigenze di ordine e sicurezza pubblica, soprattutto se i fatti di reato hanno coinvolto componenti del suo nucleo familiare.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.