Cassazione Penale, Sentenza n. 26446/2022 del 08/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la decisione per mancato riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p. (tenuità del fatto). Sostiene che il diniego si fonda su considerazioni generiche e astratte relative alla presunta pericolosità dell'irregolare tenuta delle scritture, mentre l'istituto richiede una verifica concreta e complessiva della fattispecie secondo i criteri giurisprudenziali.
La decisione
La Corte di cassazione rileva un vizio di motivazione nella valutazione della causa di non punibilità (tenuità), richiamando la giurisprudenza di legittimità sulle modalità di accertamento concreto. Poiché la carenza motivazionale avrebbe imposto una nuova valutazione di merito, ma nel frattempo è intervenuta la prescrizione del reato, la Corte annulla senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione. La prescrizione è stata ritenuta maturata il 23 aprile 2021, tenendo conto di 329 giorni di sospensione per il sisma e per l'astensione del difensore.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen. (causa di non punibilità per tenuità del fatto)
La norma impone una valutazione concreta e complessiva della tenuità del fatto; il vizio censurato riguarda il mancato esame specifico degli elementi concreti richiesti dall'articolo
art. 133 cod. pen. (criteri per la valutazione della condotta e della pena)
Riferimento ai criteri che vanno considerati nella valutazione della tenuità: modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo
Sezioni Unite, sent. n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)
«il giudizio sulla tenuità richiede una valutazione complessa e congiunta di tutte le peculiarità della fattispecie concreta, che tenga conto, ai sensi dell'art. 133, primo comma, cod. pen., delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza da esse desumibile e dell'entità del danno o del pericolo»
La Corte di cassazione richiama questo precedente per affermare che la valutazione della tenuità non può basarsi su considerazioni astratte o meramente potenziali
art. 129, comma 2, cod. proc. pen. (proscioglimento nel merito)
Se esistessero elementi che impongono il proscioglimento nel merito, il giudice di legittimità dovrebbe pronunciare proscioglimento; nel caso concreto la Corte ritiene che tali elementi non siano emersi
Legge n. 176 del 2020, art. 23, comma 8
Consente il trattamento del ricorso senza intervento delle parti nelle forme indicate; la causa è stata trattata ai sensi di questa disposizione
Decreto-legge n. 8 del 2017 (sospensione per sisma)
La sospensione dei termini prevista per il sisma è stata computata ai fini del calcolo della prescrizione (periodo di sospensione conteggiato tra le cause escluse dal computo)
Sezioni Unite, sent. n. 35490 del 28/05/2009 (Tettamanti)
Richiamata in riferimento al principio secondo cui, in presenza di elementi che comportano il proscioglimento, la Cassazione dovrebbe pronunciare proscioglimento; utile nel confronto sulla correttezza del percorso logico-giuridico del giudice di merito
Massime di principio
- La causa di non punibilità per tenuità ex art. 131-bis c.p. richiede una valutazione concreta e complessiva della fattispecie; non è sufficiente una motivazione basata su rischi meramente potenziali o considerazioni astratte.
- In caso di carenza motivazionale che renderebbe necessaria una nuova valutazione di merito, la Corte di cassazione deve verificare se nel frattempo sia sopraggiunta la prescrizione: se il reato è estinto per prescrizione la sentenza va annullata senza rinvio.
- Il calcolo dei termini di prescrizione deve tener conto delle sospensioni legali (es. per calamità, astensione del difensore); una corretta computazione può determinare l'estinzione del reato anche quando la decisione di merito appare viziata.
- Se esistono elementi che impongono il proscioglimento nel merito, la Cassazione può pronunciarsi di proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p.; se tali elementi non emergono, ma la motivazione è vizata, occorre valutare la prescrizione.
- La giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite Tushaj) va utilizzata come criterio guida per valutare la tenuità: modalità della condotta, grado di colpevolezza e entità del danno o del pericolo devono essere valutati congiuntamente.
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