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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24100/2026 del 27/07/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di vigilanza)

La controversia

La controversia nasce da una sanzione amministrativa pecuniaria irrogata da Consob a tre componenti del collegio sindacale di una società quotata, per asserita violazione del dovere di vigilanza ex art. 149 TUF. Ai sindaci era contestato, in sintesi, di non avere rilevato e segnalato: a) l’incompletezza della relazione sulla remunerazione pubblicata dalla società, ritenuta carente quanto all’informativa sui compensi variabili previsti per gli amministratori esecutivi; b) l’errata applicazione della disciplina sulle operazioni con parti correlate in relazione a un piano straordinario di incentivazione approvato in occasione di una cessione societaria. I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d’appello che aveva rigettato la loro opposizione, deducendo cinque motivi: 1) tardività della contestazione Consob e violazione del termine di 180 giorni; 2) violazione dei principi di legalità, tassatività e determinatezza, perché i fatti presupposto non sarebbero stati sanzionati all’epoca; 3) erronea sussistenza dell’omessa vigilanza sulla relazione sulla remunerazione; 4) erronea sussistenza dell’omessa vigilanza sull’errata applicazione della disciplina OPC; 5) insussistenza dell’elemento soggettivo e applicabilità del principio di offensività / art. 194-sexies TUF.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto tempestiva la contestazione, chiarendo che il termine di 180 giorni decorre dall’accertamento compiuto o ragionevolmente compibile all’esito dell’istruttoria, e che il giudizio sulla congruità dei tempi è rimesso al merito. Ha inoltre confermato che il dovere di vigilanza dei sindaci quotati è un obbligo proprio e determinato, non limitato a prevenire solo condotte già autonomamente sanzionate, ma esteso al controllo sull’osservanza della legge e delle procedure societarie. Quanto al merito, ha condiviso la valutazione secondo cui la relazione sulla remunerazione era priva di informazioni sufficienti sulla componente variabile e il piano straordinario di incentivazione non era coerente con la politica di remunerazione, con conseguente non operatività dell’esenzione OPC. Ha infine ribadito che gli illeciti amministrativi in questione sono illeciti omissivi di pericolo, per i quali non occorre dimostrare un danno concreto, e che, integrata la fattispecie tipica, opera la presunzione di colpa ex art. 3 l. 689/1981, non superata dai ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 195 d.lgs. 58/1998 (TUF)

    180 giorni dall’accertamento

    Il termine per la contestazione decorre non dalla mera conoscenza materiale del fatto, ma dal momento in cui l’accertamento sia stato compiuto o ragionevolmente compibile all’esito dell’istruttoria.

  • art. 149, comma 1, lett. a), d.lgs. 58/1998 (TUF)

    Impone ai sindaci delle società quotate un dovere/potere di vigilanza sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo, configurando un illecito omissivo proprio in caso di mancato esercizio dei controlli dovuti.

  • art. 193, comma 3, d.lgs. 58/1998 (TUF)

    È la base sanzionatoria dell’illecito amministrativo contestato ai sindaci per omesso o tardivo esercizio dei poteri di vigilanza.

  • art. 123-ter d.lgs. 58/1998 (TUF)

    La relazione sulla politica di remunerazione deve essere trasparente, chiara e comprensibile, con illustrazione della politica e dei compensi corrisposti, a tutela del voto assembleare informato.

  • art. 84-quater Regolamento Consob n. 19971/1999

    Specifica il contenuto informativo della relazione sulla remunerazione, richiedendo correlazione tra componente variabile, obiettivi strategici e componente fissa, con adeguata determinazione dei criteri di quantificazione.

  • art. 2389, comma 3, c.c.

    Il parere del collegio sindacale sui compensi degli amministratori investiti di particolari cariche deve risultare chiaramente e non può essere solo implicito o desumibile in via meramente congetturale.

  • art. 2391-bis c.c.

    Le operazioni con parti correlate devono essere regolate da procedure che assicurino trasparenza e correttezza sostanziale e procedurale; l’organo di controllo vigila sull’osservanza di tali regole.

  • art. 4 Regolamento Consob n. 17221/2010

    Le società devono adottare procedure per la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate.

  • art. 8 Regolamento Consob n. 17221/2010

    Per le operazioni di maggiore rilevanza è necessario il coinvolgimento del comitato di amministratori indipendenti e il previo parere motivato sull’interesse della società, sulla convenienza e correttezza sostanziale.

  • art. 13, comma 3, lett. b), Regolamento Consob n. 17221/2010

    L’esenzione per le deliberazioni in materia di remunerazione opera solo se esiste una politica di remunerazione specifica e la remunerazione assegnata è coerente con essa, oltre agli ulteriori requisiti previsti.

  • art. 3 l. 24 novembre 1981, n. 689

    In materia di illeciti amministrativi opera la presunzione di colpa; una volta provata la fattispecie tipica, spetta al trasgressore dimostrare l’assenza di colpevolezza.

  • art. 194-sexies d.lgs. 58/1998 (TUF)

    È norma di applicazione circoscritta alle violazioni espressamente richiamate e non esprime un principio generale di necessaria offensività idoneo a escludere la sanzione nel caso deciso.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per l’ulteriore contributo unificato se dovuto.

Massime di principio

  • Nel sistema sanzionatorio amministrativo finanziario, il termine per la contestazione decorre dall’accertamento ragionevolmente concluso all’esito dell’istruttoria, non dalla prima percezione del fatto materiale; il giudizio sulla congruità dei tempi istruttori è di regola riservato al merito.
  • I sindaci di società quotate rispondono per un illecito omissivo proprio quando omettono di esercitare i poteri-doveri di vigilanza su violazioni della legge e delle procedure societarie, senza che sia necessario che il fatto presupposto sia già autonomamente sanzionato a carico degli amministratori.
  • La relazione sulla remunerazione deve consentire una rappresentazione effettiva e comprensibile della politica retributiva, in particolare del rapporto tra componente fissa e variabile e dei criteri di quantificazione di quest’ultima; il rinvio a documenti riservati non accessibili al mercato non è sufficiente, se la relazione non ne riassume i contenuti essenziali.
  • L’esenzione dalla disciplina sulle operazioni con parti correlate per le delibere in materia di remunerazione opera solo quando la politica di remunerazione sia specifica e la remunerazione concretamente assegnata sia coerente con essa; la modifica sostanziale degli obiettivi o delle modalità di premio può far venir meno l’esenzione.
  • Per gli illeciti amministrativi finanziari di mera condotta e di pericolo, la sanzionabilità non richiede la prova di un danno concreto a investitori o mercato; una volta provata la violazione tipica, opera la presunzione di colpa ex art. 3 l. 689/1981, superabile solo con prova contraria del trasgressore.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributarioAmministratoriAssemblea
RamiProcesso civileBancario e finanziarioSocietario
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaPrescrizioneBuona fede e correttezza

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