Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22898/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che, pur avendo assolto entrambi dal reato associativo, ha confermato le condanne per emissione di fatture per operazioni inesistenti e per omessa dichiarazione IVA. Le censure principali riguardano la carenza di motivazione sull'attribuzione ad entrambi della qualifica di amministratore di fatto delle società coinvolte (si lamenta l'uso di un richiamo generico a una sentenza irrevocabile prodotta dalle difese senza un'effettiva integrazione argomentativa nel giudizio in esame), l'irragionevolezza nell'indicazione di profili contributivi differenti per reati collegati (es. per il MORRICONE amministratore di fatto per il capo 2, mentre per le omesse dichiarazioni è indicato concorrente con la moglie, senza spiegazione delle modalità del concorso), e la mancata motivazione sulla non concessione delle attenuanti generiche e sulla misura degli aumenti di pena operati in virtù della continuazione con precedenti condanne irrevocabili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i motivi principali ritenendo che la Corte d'Appello abbia dato una motivazione insufficiente: si è limitata a richiamare in modo generico una sentenza irrevocabile prodotta in causa (motivazione per relationem) senza esporre e collegare ponderatamente il contenuto di quel provvedimento alle specifiche condotte e alle doglianze difensive nel presente giudizio. Per tale ragione la sentenza impugnata è stata annullata e il processo rinviato alla Corte d'Appello di Perugia per un nuovo esame. L'accoglimento dei motivi di cassazione rende superfluo l'esame delle altre censure.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000

    Nel testo è richiamata la contestazione dei reati previsti da tali articoli (emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione ai fini IVA); la Corte non entra nel merito sostanziale di tali norme ma le indica come fattispecce contestate.

  • principio giurisprudenziale della "motivazione per relationem"

    La Corte ricorda che il richiamo alla motivazione di un altro provvedimento è ammesso solo se il giudice adotta espressamente e ponderatamente quel contenuto e lo raccorda alle prove e ai fatti rilevanti del giudizio in corso; il mero richiamo generico è insufficiente e può determinare l'annullamento per carenza di motivazione.

Massime di principio

  • Il richiamo ad una sentenza irrevocabile (motivazione per relationem) è legittimo solo se il giudice d'appello esplicita di aver fatto proprio il contenuto di quella decisione e lo collega puntualmente ai fatti e alle prove del processo in esame; altrimenti la motivazione risulta insufficiente.
  • Quando la difesa contesta l'attribuzione di una qualifica personale rilevante (es. amministratore di fatto), il giudice deve rispondere specificamente alle deduzioni difensive e motivare con riferimento agli atti gestori effettivamente compiuti e alle risultanze istruttorie; un richiamo generico a valutazioni altrui non sostituisce questa necessità.
  • Se in capi di imputazione correlati vengono attribuiti ruoli diversi o modalità di partecipazione differenziate tra imputati, la Corte deve chiarire le ragioni fattuali e giuridiche di tale distinzione, indicando le condotte e il contributo personale che giustificano le diverse qualificazioni.
  • La valutazione delle attenuanti generiche e la determinazione degli aumenti di pena per continuazione richiedono argomentazione specifica: il giudice deve motivare perché concede o nega le attenuanti e come quantifica gli aumenti connessi alla continuazione.
  • In presenza di motivazione carente su questioni rilevanti per la decisione, la Cassazione tende ad annullare con rinvio per un nuovo esame, invece di correggere direttamente le statuizioni di merito.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.