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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40282/2024 del 31/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Arezzo che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto del GIP che aveva disposto la conversione in sequestro preventivo della somma di euro 294.770,00 rinvenuta nella disponibilità dell'indagato. La difesa deduceva violazione di legge per carenza del fumus del delitto di ricettazione (art. 648 c.p.), sostenendo che non vi erano elementi idonei a individuare il delitto presupposto e che non era possibile basare il sequestro esclusivamente sull'entità della somma detenuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione adeguata e coerente circa le esigenze che giustificavano il sequestro reale e avesse delineato i fatti essenziali: rinvenimento, durante controllo alla guida, di 15 mazzette di banconote per complessivi euro 294.770,00 occultate in un doppiofondo dell'auto con sistema elettrico di apertura, unitamente a tre SIM, due rotoli di cellophane, un bilancino di precisione, un taglierino con residui risultanti positivi ai cannabinoidi, e dichiarazioni dell'indagato su incarichi di viaggio e sull'uso di una banconota turca come segno di riconoscimento. Secondo la Corte, tali elementi, valutati logicamente e nel loro insieme, consentivano di ritenere astrattamente configurabile un delitto presupposto in materia di stupefacenti e dunque la provenienza illecita del denaro; non è necessario l'accertamento giudiziale definitivo della tipologia del reato presupposto in sede cautelare. In conseguenza il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Riferimento al delitto di ricettazione come possibile delitto presupposto della disponibilità di ingenti somme. La Corte afferma che, ai fini cautelari, non è necessario l'accertamento giudiziale della tipologia esatta del reato presupposto purché esso risulti astrattamente configurabile sulla base di elementi di fatto e deduzioni logiche.

  • art. 354 cod. proc. pen.

    Norma relativa al sequestro; nel caso il sequestro originario adottato ai sensi di tale norma è stato poi convertito in sequestro preventivo dal GIP. La Corte non ha rilevato vizi procedurali nella conversione, ritenendo legittima la misura alla luce degli elementi fattuali.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari è ammesso solo per violazione di legge o vizi motivazionali radicali; non si può ricorrere per semplice dissenso interpretativo.
  • In sede cautelare il giudice del riesame valuta il fumus sulla base delle concrete risultanze processuali e può trarre conclusioni tramite prove logiche senza necessità di un accertamento definitivo del delitto presupposto.
  • La sola entità dell'importo non è di per sé sufficiente per giustificare il sequestro: occorre valutare anche le modalità di detenzione e di occultamento, il contesto (es. doppiofondo, sistema di apertura complesso) e gli oggetti concorrenti (bilancino, cellophane, residui di droga, SIM), che aumentano la probabilità di provenienza illecita.
  • Le dichiarazioni dell'indagato e circostanze accessorie (segnali di riconoscimento, rapporti con terzi, installazione di GPS) possono concorrere a fondare il fumus.
  • Chi impugna un sequestro dovrebbe dimostrare l'assenza di elementi minimi che consentano di inferire logicamente la provenienza illecita del denaro oppure evidenziare una motivazione del giudice del riesame carente nei requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza.

Testo integrale

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