Cassazione Penale, Sentenza n. 28278/2023 del 30/06/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Perugia che aveva riqualificato in "furto con strappo" (ex art. 624‑bis c.p.) la condotta inizialmente contestata come rapina e aveva pronunciato l'estinzione del reato per prescrizione. Il Procuratore ha dedotto vizio di motivazione e errata applicazione della legge penale, rilevando che dalle dichiarazioni della persona offesa emergeva una resistenza fisica e verbale e un trascinamento della vittima dovuto alla ripartenza del motociclo, elementi idonei a configurare la rapina piuttosto che il furto con strappo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, alla luce delle modalità esecutive ricostruite (aggancio della collana e immediata ripartenza con trascinamento della vittima), la fattispecie rientra nel paradigma della rapina poiché la violenza era diretta alla persona e non solo alla cosa. Ha annullato la sentenza impugnata in relazione al capo d) e ha rinviato alla Corte d'Appello di Perugia per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 569, comma 4, c.p.p.
Norme richiamate
D.L. n.137/2020, art. 23, comma 8
Richiamato come fondamento procedurale per la trattazione con contraddittorio cartolare del ricorso; non incide sul merito ma sul rito.
D.L. n.198/2022, art. 8
Ulteriore norma procedurale richiamata con riferimento alla trattazione cartolare; rilevanza processuale, non sostanziale.
art. 624‑bis c.p.
Norma che descrive il reato di "furto con strappo"; la Corte ha ritenuto che la fattispecie non rientrasse in questa categoria poiché la violenza era diretta alla persona e non solo alla cosa.
art. 569, comma 4, c.p.p.
Consente alla Corte di cassazione, in caso di annullamento con rinvio, di rimandare il giudizio ad altra Corte d'appello per un nuovo esame; norma applicata per disporre il rinvio per nuovo giudizio.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 2, n. 34206/2006; n. 2553/2014; n. 16899/2019)
Costante orientamento interpretativo che distingue il furto con strappo dalla rapina: il furto con strappo riguarda violenza immediatamente diretta alla cosa con effetti eventualmente indiretti sulla persona; la rapina richiede invece violenza o minaccia diretta alla persona, con contrasto attivo della resistenza del soggetto che detiene la cosa.
Massime di principio
- Per distinguere furto con strappo da rapina valutare se la violenza o la manovra fosse diretta primariamente alla persona (rapina) o alla cosa (furto con strappo) con conseguenze involontarie sulla persona.
- La presenza di una reazione attiva della vittima (resistenza fisica o verbale) e di manovre che costringono o trascinano la vittima per ottenere il bene sono indici forti a favore della rapina.
- L'uso di un veicolo per allontanarsi causando il trascinamento della vittima rafforza l'idea della violenza diretta alla persona e della volontà di vincere la resistenza, configurando rapina.
- La qualificazione giuridica incide su termini di prescrizione e sulla gravità della pena: una rinnovata valutazione può cambiare esiti processuali rilevanti (es. estinzione per prescrizione vs prosecuzione).
- In fase di giudizio è essenziale raccogliere e valutare con attenzione le dichiarazioni della persona offesa e ogni elemento oggettivo (lesioni, dinamica, video, testimonianze) che possano indicare se la violenza era diretta alla persona.
- I giudici devono motivare esplicitamente la scelta di ricondurre il fatto a una fattispecie piuttosto che all'altra, confrontandosi con la giurisprudenza di legittimità sulla diagnosi differenziale.
- In caso di dubbio motivato a favore della rapina, la Cassazione è incline ad annullare e rinviare quando ritiene che il giudice di merito abbia erroneamente ricondotto i fatti al furto con strappo.
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