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Ordinanza

Ordinanza n. 101/2026 - Palermo, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Ordinanza di chiusura dell'esercizio commerciale e di sgombero occupazione suolo pubblico N. 3 del 09.01.2026 adottata dal Comune di Licata e notificata all'odierno ricorrente in data 13.01.2026, con la quale si ordina l'immediata rimozione dell'occupazione abusiva di suolo pubblico del dehors ove al suo interno sono ubicati tavoli, sedie di cui al verbale del 08.01.2026 elevato nei confronti del Sig. Morinello”, oltre la chiusura dell'attività commerciale adibita a bar denominata “Bar Venezuela” sita in Licata alla Via Palma n. 128, per un periodo di cinque giorni, nonché in caso di inottemperanza al ripristino dei luoghi entro i cinque giorni, la chiusura dell'esercizio “sine die” fino all'avvenuto ripristino (All 1). - della Relazione di sopralluogo del dipartimento 2 Area Tecnica, settore 2 Territorio e Urbanistica, Ufficio Edilizia Privata del Comune di Licata, prot. n. 502/2026 del 08.01.2026 (all. 2); - ove occorra e possa, del verbale di contestazione del Comune di Licata n. 51 del 08.01.2026 ore 10.00 (All. 3); -ed ancora della nota del Comune di Licata - SUAP prot.REP_Prov_AG/AG-SUPRO/0001482 del 15.01.2026, successiva all'ordinanza di sgombero, con la quale si comunica al ricorrente che la pratica relativa al rinnovo dell'autorizzazione per l'utilizzo del suolo pubblico del 24.11.2025, non può essere accolta (All. 4). - ove occorra, in via incidentale, della Delibera di Consiglio Comunale di Licata n. 31 del 29/05/2024 avente ad oggetto l'approvazione del Regolamento Comunale Per La Installazione Dei “Dehors” (all. 5); - ove occorra e possa, della nota del 07.10.2025 del Comune di Licata Dipartimento Lavori Pubblici-Territorio Ambiente-SUAP Attività Produttive avente ad oggetto “Rinnovo Autorizzazioni Per l'occupazione del Suolo Pubblico” con il quale si invita il ricorrente ad adeguarsi al nuovo regolamento comunale entro il 30.11.2025 (All. 6); - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale. E PER L'ACCERTAMENTO ED IL RICONOSCIMENTO - del diritto del ricorrente al rilascio del rinnovo occupazione suolo pubblico a servizio del locale come da richiesta del 24.11.2025, pratica MRNNLD62M12Z614K-24112025-0845.

Giustizia amministrativa202600100

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di chiusura temporanea dell'esercizio commerciale e di sgombero del dehors per occupazione abusiva di suolo pubblico, con ulteriore chiusura in caso di mancato ripristino; sono stati impugnati anche gli atti istruttori e il diniego successivo del rinnovo dell'autorizzazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale sostenendo di avere esercitato l'attività commerciale usufruendo negli anni di autorizzazioni per l'occupazione temporanea di suolo pubblico e di avere ottenuto l'ultimo rinnovo per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025. Ha dedotto di avere presentato il 24 novembre 2025 una nuova richiesta di rinnovo, mentre il Comune, prima di pronunciarsi su tale istanza, avrebbe accertato l'occupazione abusiva del marciapiede, adottato l'ordinanza di sgombero e chiusura e notificato l'atto il 13 gennaio 2026. Sono stati inoltre contestati il verbale di sopralluogo, il verbale di contestazione, il successivo diniego del rinnovo, il regolamento comunale sui dehors e la nota con cui il Comune aveva invitato all'adeguamento regolamentare. Il ricorrente ha chiesto l'annullamento degli atti, previa sospensione cautelare, nonché l'accertamento del diritto al rilascio del rinnovo dell'autorizzazione.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare, ritenendo insussistente un sufficiente fumus boni iuris. In base alla documentazione e alle difese comunali, l'ordinanza appare fondata sull'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009, che attribuisce al Sindaco, per le strade urbane, il potere di ordinare l'immediato ripristino dello stato dei luoghi in caso di indebita occupazione di suolo pubblico. Il Collegio ha inoltre valorizzato gli articoli 5 e 6 del regolamento comunale sui dehors, approvato prima dell'ultimo rinnovo dell'autorizzazione: le strutture autorizzate anteriormente al regolamento dovevano essere adeguate alle nuove prescrizioni entro il termine previsto e seguendo l'iter per la nuova concessione; in mancanza di adeguamento, le autorizzazioni dovevano intendersi decadute automaticamente. Ne consegue, allo stato cautelare, che gravava sul titolare dell'autorizzazione l'onere di adeguarsi al regolamento entro i termini stabiliti, anche in presenza di un'autorizzazione precedentemente rinnovata. Non è stata ravvisata la necessità di esaminare in questa fase la domanda cautelare sotto ulteriori profili, mentre la regolazione delle spese è stata rinviata al merito. Le misure cautelari interinali precedentemente concesse con decreto presidenziale non sono state confermate in sede collegiale.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 16, legge n. 94/2009

    attribuisce espressamente al Sindaco, per le strade urbane, il potere di ordinare l'immediato ripristino dello stato dei luoghi in caso di indebita occupazione di suolo pubblico

    La disposizione costituisce, allo stato del giudizio cautelare, il fondamento normativo del potere sindacale di ordinare il ripristino dei luoghi in presenza di un'occupazione indebita di suolo pubblico.

  • art. 5 del Regolamento comunale per l'installazione dei dehors

    I dehors, le occupazioni e tutte le strutture esistenti ricadenti su suolo pubblico o privato gravato da servitù di uso pubblico, regolarmente autorizzati prima dell'emanazione del presente Regolamento dovranno essere adeguati alle presenti disposizioni assegnando un termine di 18 mesi dall'entrata in vigore del presente Regolamento il tutto seguendo l'iter per nuova concessione di cui al precedente art. 11

    Le occupazioni e strutture già autorizzate sono soggette all'obbligo di adeguamento alle nuove prescrizioni regolamentari entro il termine previsto e mediante il procedimento per la nuova concessione.

  • art. 6 del Regolamento comunale per l'installazione dei dehors

    In caso di mancato adeguamento, le autorizzazioni s'intenderanno decadute automaticamente e/o ipso iure alla data di cui al comma precedente, senza necessità di adozione di formale provvedimento in tal senso

    Il mancato adeguamento determina, secondo la valutazione cautelare del TAR, la decadenza automatica dell'autorizzazione senza necessità di un autonomo provvedimento dichiarativo.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare collegiale esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • Il potere attribuito al Sindaco dall'art. 3, comma 16, della legge n. 94 del 2009 consente di ordinare l'immediato ripristino dello stato dei luoghi in caso di indebita occupazione di suolo pubblico su strade urbane.
  • Un regolamento comunale sopravvenuto può imporre ai titolari di dehors e di occupazioni già autorizzate l'adeguamento delle strutture e dell'occupazione alle nuove prescrizioni entro il termine regolamentare, mediante l'iter previsto per la nuova concessione.
  • Quando il regolamento stabilisce espressamente che il mancato adeguamento comporta la decadenza automatica dell'autorizzazione, la decadenza può operare ipso iure senza la necessità di un ulteriore provvedimento formale, secondo la valutazione cautelare resa nel caso concreto.
  • La pendenza di una richiesta di rinnovo dell'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico non impedisce, allo stato cautelare, l'adozione di un ordine di ripristino qualora l'occupazione risulti priva di valido titolo per mancato adeguamento alle prescrizioni regolamentari.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoRegolamenti e atti amministrativi generaliTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàPrincipio di legalità e tipicità

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