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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4227/2022 del 07/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma in appello della condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale (amministratore di Erre Esse s.r.l., fallita). Venivano dedotti sette motivi: nullità della citazione in appello per notifica al difensore e non al domicilio; vizio di motivazione sull'elemento materiale (uso del bilancio 2009 e mancanza di prova dell'epoca di acquisizione dei cespiti); carenza della prova del dolo (si invoca legittimo silenzio dell'imputato e mancata prova dell'operatività della società dopo il 2010); errata interpretazione di art. 216 L.F. riguardo al mancato deposito delle scritture post-2009; contestazione sull'elemento soggettivo del reato documentale (dolo generico vs specifico); richiesta di derubricazione ai sensi dell'art. 217 L.F.; censura del trattamento sanzionatorio e del diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato o devolve censure non consentite in sede di legittimità. Sul primo motivo ha ritenuto sanata l'irregolarità della notifica dalla presenza continuativa del difensore di fiducia che non eccepì in udienza; sugli altri motivi ha confermato la congruità della motivazione delle corti di merito: il bilancio e le fatture fino al 2014, l'assenza delle scritture contabili dal 2010 e il silenzio dell'amministratore in sede di curatela giustificano la ricostruzione della distrazione dei cespiti e l'attribuzione del dolo o della consapevolezza idonea a integrare i reati contestati. Ha ribadito la distinzione tra la sottrazione/occultamento delle scritture (dolo specifico) e la tenuta della contabilità in modo da impedire la ricostruzione (dolo generico), ritenendo sussistenti le fattispecie contestate e confermando la condanna, con statuizione sulle spese e sul versamento alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 223 Legge fallimentare

    Norma penale che sanziona la bancarotta fraudolenta; applicata per responsabilizzare l'amministratore che ha determinato la perdita del patrimonio della fallita

  • art. 216, comma 1, Legge fallimentare

    Disciplina la bancarotta fraudolenta documentale; la Corte interpreta la norma distinguendo due ipotesi alternative: sottrazione/occultamento delle scritture (richiede dolo specifico) e tenuta della contabilità tale da impedire la ricostruzione (richiede dolo generico)

  • art. 219, comma 2 n. 1 Legge fallimentare

    Richiamata nella contestazione come riferimento alle fattispecie di bancarotta e agli elementi oggettivi della condotta dell'amministratore

  • art. 2710 cod. civ.

    Presunzione di attendibilità delle scritture contabili; la Corte ricorda che tale presunzione non è automatica in sede penale e che occorre valutare l'intrinseca attendibilità dei bilanci e delle scritture

  • art. 87, comma 3, Legge fallimentare

    Imposizione dell'obbligo di verità del fallito circa la destinazione dei beni all'interpello del curatore; la mancata risposta può essere valorizzata ai fini dell'elemento soggettivo del reato

  • art. 157, comma 8-bis, cod. proc. pen.

    Prevede la possibilità di notificare al difensore di fiducia; la Corte afferma che la notifica al difensore può sanare la mancata notifica al domicilio se vi è esercizio effettivo della difesa e mancanza di contestazione in primo atto utile

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena; la Corte ritiene che il giudice di merito abbia motivato adeguatamente il trattamento sanzionatorio richiamando gravità e valore dei cespiti sottratti

  • art. 217 Legge fallimentare

    Norma relativa alla bancarotta colposa; la Corte respinge la derubricazione ritenendo corretto l'inquadramento nelle fattispecie dolose documentali e di distrazione

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione alle condizioni per l'esonero dal pagamento alla Cassa delle ammende; qui si afferma che tali condizioni non ricorrono

Massime di principio

  • La notifica della citazione al difensore di fiducia, anche se diversa dal domicilio dichiarato, può essere considerata valida se il difensore esercita effettivamente la difesa e non solleva l'eccezione nell'atto o nell'udienza utile
  • La prova della distrazione di cespiti può essere desunta dal bilancio e da documenti (es. fatture) quando queste risultano intrinsecamente attendibili: la presunzione di attendibilità contabile non è automatica, ma il giudice può valorizzare i documenti se la loro attendibilità è congruamente motivata
  • Il silenzio o la mancata collaborazione dell'amministratore nella procedura fallimentare (interpello del curatore) e l'assenza delle scritture contabili, unitamente al reperimento di documentazione extracontabile, possono integrare l'elemento soggettivo del reato
  • Va operata distinzione tra la sottrazione/occultamento fisico delle scritture (che richiede dolo specifico) e la tenuta della contabilità in modo da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio/volume d'affari (che integra il reato con dolo generico)
  • Questioni che implicano una diversa valutazione dei fatti o della operatività dell'impresa dopo una certa data attengono al merito e non sono sindacabili in cassazione se adeguatamente motivate dalle corti di merito
  • La determinazione della pena e il diniego delle attenuanti generiche rientrano nell'apprezzamento di merito e sono inammissibili in sede di legittimità salvo manifesta illogicità o violazione di legge

Testo integrale

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