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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41957/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna il decreto con cui il Presidente del Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato inammissibili, "de plano", le istanze di detenzione domiciliare e di affidamento in prova sostenendo che l'eventuale esecuzione di una misura alternativa sarebbe incompatibile con il suo stato di custodia cautelare per un fatto diverso. Il ricorrente deduce che lo stato di custodia cautelare per altra causa non impedisce, di per sé, la valutazione e l'eventuale concessione di misure alternative e chiede che le istanze siano esaminate nel merito dall'organo collegiale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso, affermando la continuità dell'orientamento secondo cui lo stato di custodia cautelare per causa diversa non è di per sé ostativo alla concessione di misure alternative alla detenzione. Ne consegue l'illegittimità del provvedimento che dichiara inammissibili le richieste "de plano"; il provvedimento impugnato è annullato senza rinvio e gli atti sono trasmessi al Tribunale di Sorveglianza di Catania perché provveda sul merito delle istanze.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 1, Sent. n. 47017 del 30/10/2008, Rv. 242058)

    Lo stato di custodia cautelare in carcere per causa diversa da quella relativa al titolo in esecuzione non è di per sé preclusivo della valutazione nel merito e, qualora ne ricorrano i presupposti, dell'ammissione a una misura alternativa alla detenzione, incidendo la detenzione solo sulla pratica possibilità di esecuzione della misura, che va postergata alla cessazione della misura custodiale

    La Corte interpreta che la presenza di una custodia cautelare per altra causa non impedisce di valutare la concedibilità di misure alternative; al massimo può rendere differibile l'effettiva esecuzione della misura concessa fino alla cessazione della custodia.

  • Sez. 1, Sent. n. 4737 del 12/12/2013 (Pappalardo, Rv. 259024)

    Conferma che è illegittimo il provvedimento del Presidente che, a causa della custodia cautelare concomitante, dichiara inammissibili le istanze di misure alternative senza esaminarle nel merito; la valutazione spetta all'organo collegiale.

  • Altri precedenti richiamati (Sez. 1, Sent. n. 50172/2004 Musone; Sez. 1, Sent. n. 377/2004 Grilli; Sez. 1, Sent. n. 21377/2003 Zaza; e altri)

    Ulteriori decisioni confermano il principio di non automaticità dell'ostatività della custodia cautelare per altre cause rispetto all'ammissione a misure alternative e l'obbligo di esame del merito da parte del tribunale collegiale.

Massime di principio

  • Lo stato di custodia cautelare per fatto diverso non esclude automaticamente la possibilità di concedere misure alternative alla detenzione; va valutato il merito della richiesta.
  • Il Presidente del Tribunale di Sorveglianza non può dichiarare inammissibili "de plano" le istanze di misure alternative esclusivamente sulla base della contemporanea custodia cautelare: occorre che l'organo collegiale esamini le condizioni e i presupposti.
  • Se la misura alternativa è ritenuta concedibile ma la sua esecuzione è impedita dalla custodia cautelare, la possibilità di esecuzione può essere postergata alla cessazione della misura cautelare, senza precludere la valutazione favorevole.
  • In casi analoghi il rimedio corretto è che il tribunale di sorveglianza valuti il merito delle istanze; un provvedimento che rigetti le istanze per inammissibilità 'de plano' è annullabile in cassazione.
  • Per difendere una istanza simile è utile evidenziare la non automatività dell'ostatività della custodia cautelare e chiedere espressamente l'esame nel merito o, in subordine, la dichiarazione di concedibilità subordinata alla cessazione della custodia.

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