Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16537/2020 del 31/07/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione in cassazione della sentenza della Corte d'appello di Salerno relativa allo scioglimento della comunione ereditaria derivante dalle successioni di Antonio Somma e di Esterina Morrone. La ricorrente deduceva plurime censure: omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione; violazione e falsa applicazione degli artt. 718, 720 e 729 c.c. in ordine all'assegnazione in natura e al metodo di attribuzione/estrazione a sorte; errata determinazione del progetto divisorio e dei conguagli; violazione delle norme sulla nullità degli atti relativi ad edifici privi di concessione edilizia (L. n.47/1985 e d.P.R. n.380/2001). Il motivo decisivo (settimo) contestava la possibilità che il giudice disponesse la divisione comprendente parti di fabbricato realizzate abusivamente senza che fossero dichiarati gli estremi della concessione o, in mancanza, che fosse allegata la domanda di sanatoria con la prova del versamento delle prime due rate di oblazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il settimo motivo - richiamando il principio delle Sezioni Unite (sent. n.25021/2019) secondo cui il giudice non può disporre la divisione che abbia ad oggetto un fabbricato o sue parti abusive in assenza della dichiarazione degli estremi della concessione edilizia o, in mancanza, della domanda di sanatoria con prova del versamento delle prime due rate di oblazione. Perciò la sentenza impugnata è stata cassata nella parte interessata e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Salerno per il proseguimento del giudizio; le spese del presente giudizio sono rinviate alla Corte d'appello.

Norme richiamate

  • art. 17, legge n.47/1985

    La Corte ha richiamato la normativa sulla nullità degli atti tra vivi riguardanti edifici privi di concessione; tuttavia ha precisato, conformemente alle Sezioni Unite, che la nullità e i presupposti della sanatoria rilevano anche ai fini dell'azione giudiziale di divisione, perché la pronuncia giudiziale non può produrre effetti che le parti non avrebbero potuto ottenere negozialmente

  • art. 40, comma 2, legge n.47/1985

    Richiede, a pena di nullità degli atti tra vivi, la dichiarazione degli estremi della concessione o, in mancanza, l'allegazione della domanda di sanatoria con gli estremi del versamento delle prime due rate di oblazione; la Corte ricorda che l'assenza di tali elementi impedisce al giudice di disporre la divisione di parti abusive

  • art. 46, d.P.R. n.380/2001

    Norma equipollente alle disposizioni della L. n.47/1985: richiede la verifica degli estremi della regolarità urbanistica/edilizia prima di disporre effetti traslativi o divisionali su fabbricati

  • art. 729 c.c.

    Regola l'estrazione a sorte per l'assegnazione di porzioni di egual valore nella divisione; la Corte osserva che l'estrazione non è meccanismo assoluto e il giudice deve valutare anche l'acquisita disponibilità materiale, ma resta una modalità prevista quando i lotti sono di egual valore e non vi sono altri criteri

  • art. 720 c.c.

    Disciplina l'attribuzione in natura dei beni in comunione quando è possibile formare porzioni, con la possibilità per i coeredi di chiedere l'assegnazione in natura; la Corte ha richiamato i requisiti per l'assegnazione in natura ma ha escluso che questa possa estendere gli effetti oltre i limiti imposti dalle normative urbanistiche

  • art. 718 c.c.

    Principio generale sulla divisione tra coeredi e sulla determinazione delle quote ereditarie; utilizzato dalla corte per ricostruire la ripartizione delle quote tra i chiamati all'eredità

  • Cass. SU n.25021/2019 (giurisprudenza)

    Soprattutto richiamo giurisprudenziale: stabilisce che il giudice non può disporre la divisione di fabbricati o loro parti abusive senza la verifica degli estremi della concessione o dell'allegata domanda di sanatoria con prova dei pagamenti; la pronuncia è stata applicata per cassare la decisione impugnata

  • Cass. n.1505/2018 (giurisprudenza richiamata)

    Richiamata per il principio secondo cui la funzione sostitutiva dell'autorità giudiziaria non può produrre effetti maggiori o diversi rispetto a quelli che le parti avrebbero ottenuto negozialmente

Massime di principio

  • Il giudice non può disporre la divisione giudiziale che comprenda fabbricati o parti di essi realizzati abusivamente senza la dichiarazione degli estremi della concessione edilizia o, in mancanza, la domanda di sanatoria corredata della prova del versamento delle prime due rate di oblazione: in assenza di tali elementi la pronuncia è suscettibile di nullità
  • La nullità prevista per gli atti tra vivi in materia urbanistica/incide anche sui presupposti della divisione giudiziale: la funzione sostitutiva del giudice non può eludere i limiti posti alla autonomia negoziale delle parti
  • Le donazioni mortis causa o inter vivos soggette a collazione vanno imputate secondo le regole (ad esempio imputazione alla disponibile); se il valore della donazione non eccede la quota disponibile del disponente, non è necessario il prelievo o il ristoro in favore degli altri coeredi
  • Se è concretamente possibile formare porzioni in natura, il giudice può assegnare i lotti in natura (art. 720 c.c.), tenendo conto delle quote ereditarie e dell'onere economico della divisione; quando i lotti hanno egual valore e non vi sono criteri alternativi, può disporre l'estrazione a sorte (art. 729 c.c.)
  • Se una statuizione di primo grado non è stata impugnata, essa acquista una forte efficacia e l'appello che la riformi deve essere ben motivato; tuttavia la Corte di Cassazione può cassare una decisione d'appello che abbia disposto la divisione in modo incompatibile con obblighi inderogabili di legge (es. normativa edilizia)
  • In presenza di opere abusive che risultino "astrattamente condonabili", resta comunque necessario che la regolarizzazione sia compiuta o che sia provata la domanda e i pagamenti richiesti, prima che il giudice disponga effetti traslativi o divisionali su tali parti

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.