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Sentenza

Sentenza n. 2341/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise (sezione prima) n. 223, pubblicata il 18 luglio 2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202509019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Sentenza del TAR Molise che aveva accolto il ricorso avverso il silenzio del Comune sulla proposta di finanza di progetto, imponendo all’amministrazione di provvedere applicando la disciplina vigente al momento della decisione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva impugnato la sentenza del TAR Molise nella parte in cui, pur accogliendo l’azione contro il silenzio-inadempimento del Comune sulla proposta di finanza di progetto relativa all’ampliamento del cimitero comunale, aveva imposto all’amministrazione di provvedere tenendo conto della disciplina sopravvenuta introdotta dal d.lgs. n. 209/2024, modificativa dell’art. 193 del d.lgs. n. 36/2023. Con un unico articolato motivo l’appellante ha dedotto violazione dell’art. 112 c.p.c. e degli artt. 193 e 225-bis del d.lgs. n. 36/2023, nonché eccesso di potere per illogicità, irrazionalità, confusione, perplessità, difetto di istruttoria e motivazione, sviamento e contraddittorietà. In particolare, ha sostenuto che l’art. 225-bis, comma 4, del d.lgs. n. 36/2023 avrebbe imposto l’applicazione della disciplina previgente ai procedimenti di finanza di progetto già in corso al 31 dicembre 2024, dovendosi considerare tale il procedimento avviato con la presentazione della proposta di fattibilità del 26 giugno 2024. Il Comune ha eccepito l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza di interesse, poiché, con delibera n. 110 del 17 luglio 2025, aveva concluso negativamente il procedimento di valutazione della proposta, prima della pubblicazione della sentenza appellata. La società ha comunque sostenuto la permanenza dell’interesse a ottenere la rimozione della statuizione del TAR relativa allo ius superveniens.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il Comune aveva adottato, il 17 luglio 2025, un provvedimento espresso e conclusivo del procedimento di valutazione della proposta, ponendo fine all’inerzia e soddisfacendo la pretesa azionata con il ricorso avverso il silenzio. Tale provvedimento era stato adottato prima della pubblicazione della sentenza appellata e, pertanto, non rientrava nell’eventuale ottemperanza del dictum giudiziale relativo all’applicazione della disciplina sopravvenuta. L’interesse della società si era quindi trasferito sull’impugnazione autonoma della delibera negativa, già pendente davanti al TAR Molise. Anche l’eventuale annullamento di tale delibera non avrebbe fatto rivivere la statuizione della sentenza appellata sulla versione applicabile dell’art. 193 del d.lgs. n. 36/2023, poiché tale statuizione avrebbe potuto assumere rilievo soltanto in sede di ottemperanza, ormai superata dall’adozione del provvedimento espresso. Le spese sono state integralmente compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 193 d.lgs. 36/2023

    "art. 193, comma 2, del d.lgs. n. 36/2023 vigente al 2 ottobre 2024"

    La valutazione negativa della fattibilità della proposta è stata adottata applicando la versione dell’articolo anteriore al correttivo del 2024; il giudice d’appello non ha esaminato nel merito quale versione normativa fosse correttamente applicabile, ritenendo l’appello improcedibile.

  • art. 225-bis, comma 4, d.lgs. 36/2023

    "le procedure per le quali è stata presentata da un soggetto promotore una proposta di fattibilità [...]"

    La società ha invocato la disciplina transitoria sostenendo che le nuove disposizioni non si applicassero ai procedimenti di finanza di progetto già in corso; la questione non è stata decisa nel merito per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 112 c.p.c.

    La violazione è stata dedotta in appello, ma non è stata esaminata nel merito a causa dell’improcedibilità dell’impugnazione.

  • art. 73 c.p.a.

    È richiamato quale base per il deposito di memorie e repliche in vista dell’udienza camerale; non esprime una ratio decisoria sostanziale.

Massime di principio

  • L’azione avverso il silenzio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, dopo la proposizione del ricorso, l’amministrazione adotta un provvedimento espresso e conclusivo sul procedimento, soddisfacendo la pretesa del privato a ottenere una decisione, anche se il provvedimento è sfavorevole nel merito.
  • L’adozione di un provvedimento espresso prima della pubblicazione della sentenza che ordina di provvedere esclude che tale provvedimento possa costituire esecuzione del dictum giudiziale e rende improcedibile l’appello contro la sentenza sul silenzio.
  • L’interesse del ricorrente, una volta adottato il provvedimento espresso, si trasferisce sull’impugnazione di quest’ultimo; le questioni relative alla disciplina sostanziale applicabile alla decisione amministrativa devono essere fatte valere nel giudizio avente a oggetto il provvedimento espresso.
  • L’eventuale annullamento del provvedimento espresso adottato dall’amministrazione non determina la reviviscenza della statuizione contenuta nella sentenza sul silenzio relativa alla disciplina applicabile, quando quella statuizione non è più suscettibile di esecuzione per effetto della sopravvenuta conclusione del procedimento.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni e partenariato pubblico-privatoTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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