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Sentenza

Sentenza del 19/05/2017 n. 450 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo

Iva - Fatturazione - Contributo ambientale Polieco - Tubazioni in polietilene per edilizia e trasporto gas - Indicazione in fattura - Non ricorre

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Commissione ha escluso l'obbligo della società di applicare, indicare in fattura e assoggettare a IVA il contributo ambientale Polieco, poiché il contributo non risultava dovuto per legge e la società non era soggetta all'iscrizione al Consorzio nell'anno 2009. Il principio è richiamato da Cassazione n. 18390 del 18 settembre 2015.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l'esistenza dell'obbligo di addebitare ai clienti, indicandolo in fattura e assoggettandolo a IVA, il contributo ambientale dovuto al Consorzio nazionale Polieco per il riciclaggio dei rifiuti. La questione preliminare era stabilire se la società fosse soggetta, nell'annualità 2009, all'obbligo di iscrizione e contribuzione al Consorzio. Accertata l'insussistenza di tale presupposto, è stato ritenuto inesistente anche l'obbligo di riaddebitare il contributo ai clienti.

Norme richiamate

  • Disciplina del contributo ambientale Polieco

    L'obbligo di contribuzione e di eventuale riaddebito ai clienti presuppone che il produttore sia effettivamente soggetto all'iscrizione e al pagamento del contributo in base alla legge applicabile.

  • Normativa IVA sulla rivalsa e sulla fatturazione

    Un contributo consortile non imposto dalla legge e non dovuto dal soggetto non deve essere addebitato in rivalsa né indicato in fattura come importo assoggettato a IVA.

  • Cassazione n. 18390 del 18 settembre 2015

    La pronuncia conferma che l'obbligo di indicare e riaddebitare in fattura un contributo ambientale non sussiste quando manca il presupposto legale dell'iscrizione o della contribuzione al Consorzio.

Massime di principio

  • Un contributo consortile può essere riaddebitato al cliente e assoggettato a IVA solo se è effettivamente dovuto dal fornitore in base a una specifica previsione normativa o regolamentare applicabile.
  • Prima di indicare un contributo ambientale in fattura occorre verificare la soggettività dell'impresa, il prodotto interessato, l'anno di riferimento e l'eventuale obbligo di iscrizione al consorzio.
  • La semplice esistenza di un consorzio o di una richiesta di pagamento non dimostra automaticamente l'obbligo di rivalsa nei confronti dei clienti.
  • Se manca l'obbligo originario di contribuzione, manca anche l'obbligo accessorio di riaddebito in fattura e di applicazione dell'IVA sul contributo.
  • La verifica deve essere effettuata con riferimento alla normativa vigente nello specifico periodo d'imposta, perché requisiti e categorie soggette possono cambiare nel tempo.

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