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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17586/2026 del 15/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida del Daspo (divieto di accesso agli impianti sportivi e obbligo di presentazione in Questura) per 5 anni ai sensi dell'art. 6, comma 1, lett. c) L. 401/1989. Il ricorrente deduceva: (i) omissione di valutazione sostanziale della memoria difensiva depositata nei termini; (ii) vizio di motivazione e violazione di legge circa la mancanza di valutazione della pericolosità concreta e attuale; (iii) eccessiva durata della misura senza adeguata giustificazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il giudice a quo avesse esaminato e respinto espressamente, anche se implicitamente, la memoria difensiva depositata nei termini di 48 ore; abbia compiuto un controllo di legalità completo sui presupposti della misura valutando la necessità, l'urgenza, la pericolosità concreta e attuale e l'attribuibilità dei fatti (ritenendo provata la detenzione di un coltello a portata di mano e il comportamento minaccioso verso gli agenti, nonché la recidiva per precedente Daspo); e che la durata di cinque anni rientri nei parametri di legge (art. 6, comma quinto, L. 401/1989, come modificato) per un soggetto recidivo. Perciò il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401 (art. 6, comma 1, lett. c)

    Consente al Questore di disporre il divieto di accesso agli impianti sportivi e l'obbligo di presentazione nei confronti di chi risulti denunciato per i reati indicati nell'art. 4 della L. 110/1975; norma di riferimento per il Daspo e per la convalida giudiziale della misura

  • Legge 18 aprile 1975, n. 110 (art. 4)

    Individua i reati relativi alle armi che, se contestati con denuncia, costituiscono presupposto per l'applicazione dell'art. 6, comma 1, lett. c) della L. 401/1989

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401 (art. 6, comma quinto) e modifiche (D.L. 119/2014 conv. L. 146/2014)

    Stabilisce i parametri temporali per la durata delle misure (con previsioni minime e massime), ivi compresa la possibilità di prevedere durate minime per recidivi (nel caso di specie richiamata la durata minima di anni cinque)

  • Sez. 3, n. 20143 del 27/05/2010 (Vezzoli e altri)

    Principio secondo cui, se il diffidato deposita memorie entro 48 ore, l'ordinanza di convalida che non si riferisca sostanzialmente a quelle deduzioni è nulla per violazione del diritto di difesa

  • Sez. 3, n. 3740 del 10/12/2020

    Riprende il principio dell'obbligo del giudice di convalida di considerare le deduzioni difensive depositate entro il termine di 48 ore, con valore sostanziale e non meramente formale

  • Corte cost., 5 dicembre 2002 n. 512; Sez. U, 27/10/2004 n. 44273 (Labbia); Sez. 3, n. 41899 del 13/09/2023

    Giurisprudenza che afferma che in sede di convalida il giudice deve verificare tutti i presupposti della misura amministrativa, includendo ragioni di necessità e urgenza, pericolosità concreta ed attuale, attribuibilità delle condotte e congruità della durata, con potere di riduzione della stessa se eccessiva

Massime di principio

  • La memoria difensiva depositata entro il termine legale di 48 ore deve essere valutata dal giudice di convalida in modo sostanziale; l'assenza di una valutazione effettiva può determinare nullità dell'ordinanza
  • In sede di convalida del Daspo il giudice svolge un controllo di legalità esteso: verifica necessità e urgenza, pericolosità concreta e attuale, attribuibilità delle condotte e collegamento alle ipotesi normative
  • Il rinvenimento e la detenzione di un'arma (anche se in un vano dell'auto) unitamente a comportamenti minacciosi verso agenti costituiscono elementi idonei a fondare la pericolosità concreta e la misura preventiva, specialmente se il soggetto è già recidivo
  • La durata della misura deve rispettare i parametri di legge; il giudice può ridurre la durata se la ritiene eccessiva, ma se rientra nei limiti previsti (es. anni cinque per recidiva) la critica alla durata è debole se non adeguatamente motivata
  • Se la difesa non contestualizza o non allega elementi specifici sulla materialità o attribuibilità di fatti rilevanti (es. porto/attribuzione dell'arma), le doglianze sul merito della fattispecie avranno scarse possibilità di successo
  • Il 'Daspo fuori contesto' è ammissibile quando i fatti extra-evento sportivo mostrino comunque un nesso di pericolosità che può favorire l'infiltrazione di soggetti pericolosi nelle tifoserie e la commissione di reati in luoghi ad alta densità sociale
  • Un ricorso privo di fondatezza sulla prova dei fatti o sull'ontologia delle deduzioni difensive può essere dichiarato inammissibile e comportare condanna alle spese e sanzioni (Cassa delle ammende)

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