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Sentenza

Sentenza n. 3810/2026 - Milano, Sezione 5

per l'annullamento - del verbale n. 18 in data 27 giugno 2024, nella parte in cui è dichiarato il non superamento dell''esame di maturità da parte del ricorrente, con la votazione di 58/60; - della scheda candidato e della scheda di registro recante la valutazione finale; - di tutti i verbali delle operazioni d''esame, in particolare modo nelle parti in cui non è stato disposto o garantito l''uso di strumenti compensativi specifici per la condizione DSA e non è stato adeguatamente considerato il curriculum scolastico; - del PDP per l''anno scolastico 2023/24 e, in quanto possa occorrere, dei precedenti PDP; - delle griglie di valutazione specifiche per gli studenti DSA; - di ogni altro atto ai medesimi presupposto, preparatorio, conseguente o comunque connesso, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202402426

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: verbale di non superamento dell’esame di maturità dell’anno scolastico 2023/2024, con votazione di 58/60, e gli atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il verbale d’esame, la scheda candidato, la scheda di registro, gli altri verbali delle operazioni d’esame, il PDP relativo all’anno scolastico 2023/2024 e, ove occorrente, i precedenti PDP e le griglie di valutazione per gli studenti con DSA. Ha dedotto la mancata applicazione delle misure dispensative e compensative previste dal PDP per la propria condizione di disturbo specifico dell’apprendimento e l’insufficiente considerazione del curriculum scolastico. La domanda cautelare era stata respinta con ordinanza n. 1248 del 25 ottobre 2024. Successivamente, in vista della camera di consiglio fissata ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione, il difensore del ricorrente ha dichiarato che era venuto meno l’interesse alla definizione nel merito del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure relative alla mancata applicazione delle misure dispensative e compensative previste dal PDP e alla valutazione del curriculum scolastico. La decisione è stata adottata sulla base della dichiarazione della parte ricorrente circa il venir meno dell’interesse alla decisione, resa nell’ambito della verifica prevista dall’art. 72-bis, comma 1, c.p.a. Le spese di lite sono state compensate tra le parti in considerazione delle peculiarità della controversia e dell’andamento complessivo del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 72-bis, comma 1, c.p.a.

    "ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione"

    Consente la fissazione della controversia in camera di consiglio per verificare se permanga l’interesse alla decisione; nel caso concreto, la dichiarazione del ricorrente ha condotto alla declaratoria di improcedibilità.

  • art. 74 c.p.a.

    Richiamato nell’intestazione della sentenza quale disposizione processuale applicabile alla decisione.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità e dei dati idonei a identificare il minore e gli altri interessati.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, quale ulteriore presupposto per l’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara che è venuto meno l’interesse alla decisione e non emergono ragioni per una diversa definizione della controversia, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l’esame nel merito dei vizi dedotti contro il provvedimento impugnato.
  • La fissazione della causa ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione consente al giudice di definire il processo mediante una pronuncia di improcedibilità quando l’interesse non sia più attuale.

Come è indicizzato

MaterieScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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