Cassazione Penale, Sentenza n. 4790/2025 del 05/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 16/07/2024 con cui il Presidente della Corte d'appello di Ancona ha dichiarato non luogo a provvedere sull'incidente di esecuzione proposto ai sensi dell'art. 670 c.p.p. volto ad accertare il momento effettivo di irrevocabilità della sentenza n. 2154 (secondo il ricorrente intervenuta il 18/10/2016, mentre la cancelleria aveva attestato il 03/06/2018). Il ricorrente denunciava abnormità e nullità del provvedimento (tra cui omissione del parere del pubblico ministero, mancato contraddittorio e omessa citazione di imputato e difensore), vizio di motivazione e contestava la validità della notifica dell'estratto contumaciale per sentenza resa con rito abbreviato; precisava che chiedeva solo l'accertamento della data di irrevocabilità e non l'estinzione del reato (art. 167 c.p.).
La decisione
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto legittimo il decreto del Presidente del Collegio reso de plano ai sensi dell'art. 666, comma 2, c.p.p., essendo stata ritenuta manifesta infondatezza della richiesta in ragione del collegamento tra la domanda di accertamento e l'effetto di estinzione già ottenuto. Ha inoltre escluso che la mancata acquisizione del parere del pubblico ministero produca nullità deducibile dalla parte privata (si tratta di nullità a regime intermedio ai sensi dell'art. 178, comma 1, lett. b), c.p.p., deducibile solo dal pubblico ministero). Ha poi osservato che l'attestazione di irrevocabilità della cancelleria ha natura ricognitiva e che il ricorrente non ha specificato in modo concreto l'interesse alla impugnazione richiesto dalla giurisprudenza come condizione di ammissibilità; conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 670 cod. proc. pen.
Norma richiamata quale disciplina dell'incidente di esecuzione con cui si chiedeva l'accertamento del momento di irrevocabilità della sentenza; nella fattispecie la richiesta è stata qualificata come incidente di esecuzione soggetto al riesame del Presidente.
art. 167 cod. pen.
Norma sull'estinzione del reato per prescrizione/effetti estintivi; il provvedimento del giudice dell'esecuzione che aveva già dichiarato l'estinzione è stato collegato dal Presidente alla manifesta infondatezza della richiesta di accertamento.
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
Consente al Presidente del Collegio, giudice dell'esecuzione, di adottare decreto de plano di inammissibilità per manifesta infondatezza: la Corte ha ritenuto legittimo l'uso di tale decreto per dichiarare non luogo a provvedere.
art. 179 cod. proc. pen.
Norma invocata dal ricorrente (nullità assoluta per omessa citazione), ma la Corte ha ritenuto che l'ipotesi dedotta non integrasse una nullità di tale natura applicabile nella specie.
art. 178, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
La Corte ha richiamato questo articolo per affermare che la mancata acquisizione del parere del pubblico ministero prima di un decreto de plano costituisce una nullità a regime intermedio deducibile solo dalla parte pubblica (PM), non dalla parte privata.
art. 568, comma 4, cod. proc. pen.
Richiamato nella giurisprudenza citata sul concetto di interesse a impugnare: la Corte ricorda che l'interesse non può consistere nella sola rivendicazione astratta della correttezza della legge ma deve essere un interesse concreto e utilitaristico.
Massime di principio
- Quando si propone un incidente di esecuzione per accertare la data di irrevocabilità di una sentenza è essenziale indicare e documentare l'interesse concreto e l'utilità pratica che si persegue con l'accertamento; nelle impugnazioni in Cassazione l'interesse generico non è sufficiente.
- Il Presidente del Collegio può adottare un decreto "de plano" ai sensi dell'art. 666, comma 2, c.p.p., per dichiarare l'inammissibilità per manifesta infondatezza: tale strumento è applicabile anche agli incidenti di esecuzione quando la richiesta appare priva di rilievo pratico perché già raggiunto l'effetto invocato.
- La mancata acquisizione del parere del pubblico ministero prima dell'adozione di un decreto de plano non genera una nullità deducibile dalla parte privata: si configura una nullità a regime intermedio che può essere fatta valere solo dal pubblico ministero.
- L'attestazione di irrevocabilità effettuata dalla cancelleria ha natura ricognitiva; può essere contestata, ma la parte che la impugna deve dimostrare in concreto come la rettifica della data produca un vantaggio giuridico effettivo.
- Nelle controversie che coinvolgono la validità delle notifiche (es. notificazione di estratto contumaciale in riti particolari) è necessario fondare la questione su elementi normativi e giurisprudenziali solidi (es. orientamenti delle Sezioni Unite) e collegare la doglianza a un interesse concreto e utilitaristico.
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