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Ordinanza

Ordinanza n. 112/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, A) quanto al ricorso n. 262 del 2026: - del provvedimento di decadenza dal nulla-osta P-MS/L/Q/2023/100179, emesso dalla Prefettura di Massa Carrara il 15 agosto 2025; B) quanto al ricorso n. 263 del 2026: - del provvedimento di decadenza dal nulla-osta P-MS/L/Q/2023/100180 emesso dalla Prefettura di Massa Carrara il 15 agosto 2025.

Giustizia amministrativa202600263

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimenti di decadenza dai nulla-osta al lavoro subordinato emessi dalla Prefettura di Massa Carrara il 15 agosto 2025

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Due lavoratori stranieri hanno impugnato i provvedimenti con i quali la Prefettura di Massa Carrara ha dichiarato la decadenza dai rispettivi nulla-osta al lavoro subordinato, rilasciati il 5 aprile 2024 sulla base delle richieste presentate dal datore di lavoro. La decadenza è stata motivata dal decorso di oltre sei mesi dal rilascio del nulla-osta senza l'ingresso dei lavoratori in Italia o la richiesta di conversione nei termini previsti. I ricorrenti hanno rappresentato che, sulla base dei nulla-osta, avevano richiesto il visto d'ingresso, ma i relativi procedimenti consolari erano rimasti pendenti: per uno il procedimento non era stato definito, mentre per l'altro l'appuntamento era stato cancellato senza riconvocazione. Hanno dedotto che la decadenza impedirebbe sia il rilascio del visto, nonostante la pendenza del procedimento, sia l'eventuale proposizione di un ricorso contro il silenzio dell'ufficio consolare, per carenza di interesse in assenza di un nulla-osta valido. È stata chiesta, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia dei provvedimenti impugnati.

La decisione

Il Collegio ha riunito i due ricorsi per l'analogo contenuto dei provvedimenti impugnati e delle censure. Ha respinto le domande cautelari, ritenendo prevalente, nel bilanciamento degli interessi, la circostanza che i due lavoratori non fossero ancora entrati in Italia e non fossero quindi esposti al rischio di irregolarità sul territorio nazionale. L'ordinanza non definisce nel merito la legittimità dei provvedimenti di decadenza. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha deciso la sospensione richiesta valutando il bilanciamento degli interessi contrapposti.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, il giudice amministrativo può respingere la domanda di sospensione di un provvedimento di decadenza dal nulla-osta al lavoro subordinato quando il lavoratore straniero non sia ancora entrato nel territorio nazionale e, pertanto, l'esecuzione dell'atto non lo esponga nell'immediato al rischio di irregolarità sul territorio italiano.
  • La pendenza del procedimento per il rilascio del visto d'ingresso e le difficoltà connesse alla definizione del procedimento consolare costituiscono elementi allegati dal ricorrente, ma non determinano di per sé, nella fase cautelare, la sospensione della decadenza dal nulla-osta, ove il bilanciamento degli interessi conduca a ritenere prevalente l'assenza di un rischio attuale di irregolarità sul territorio nazionale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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