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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29587/2021 del 22/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (acquirente)

La controversia

La lite nasce dalla vendita di 16.000 piantine biologiche di pomodoro che, secondo l'acquirente, risultavano contaminate/inquinate. Il tribunale aveva accolto in parte la domanda risarcitoria dell'acquirente e aveva condannato il venditore al pagamento di euro 15.526,00. In appello la somma era stata ridotta a euro 3.622,92, ritenendosi risarcibile solo il lucro cessante derivante dalla coltivazione, poiché non era provato che l'acquirente svolgesse anche attività di trasformazione e vendita del prodotto come passata di pomodoro. Il ricorrente per cassazione ha proposto due motivi: con il primo ha dedotto la nullità della sentenza d'appello per violazione degli artt. 301 c.p.c., 24 e 111 Cost., sostenendo che il processo avrebbe dovuto essere interrotto per la morte del suo procuratore, avvenuta prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni, con conseguente lesione del diritto di difesa perché non aveva potuto precisare le conclusioni né depositare la comparsa conclusionale; con il secondo ha denunciato omesso esame di un fatto decisivo, contestando l'affermazione della corte territoriale secondo cui la sua attività sarebbe stata limitata alla sola coltivazione agricola.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto inammissibile la censura fondata direttamente sugli artt. 24 e 111 Cost. e ha accolto il primo motivo nella parte relativa all'art. 301 c.p.c., affermando che la morte del procuratore determina automaticamente l'interruzione del processo, anche se non conosciuta dal giudice o dalle parti, con nullità degli atti successivi e della sentenza. Ha inoltre ritenuto sussistente, nel caso concreto, un concreto pregiudizio al diritto di difesa perché la parte non aveva potuto precisare le conclusioni né depositare la comparsa conclusionale. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Palermo, in diversa sezione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 301 c.p.c.

    La morte del procuratore costituito determina automaticamente l'interruzione del processo, anche se l'evento non sia conosciuto dal giudice o dalle altre parti; gli atti compiuti dopo l'evento sono nulli, così come la sentenza.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    Il vizio processuale è rilevante solo se determina un concreto pregiudizio al diritto di difesa della parte; non è tutelata l'astratta regolarità dell'attività giudiziaria.

  • artt. 24 e 111 Cost.

    La censura di violazione diretta dei parametri costituzionali è inammissibile se non veicolata tramite la norma di legge applicata e, se del caso, mediante questione di legittimità costituzionale.

Massime di principio

  • La morte del procuratore costituito comporta l'interruzione automatica del processo, con conseguente nullità degli atti successivi compiuti senza la ripresa del giudizio secondo le forme previste.
  • Ai fini della nullità processuale dedotta in cassazione, non è sufficiente lamentare una violazione formale: occorre allegare e dimostrare un concreto pregiudizio al diritto di difesa subito in conseguenza del vizio.
  • La deduzione di un contrasto con norme costituzionali non può essere proposta come motivo autonomo di ricorso per cassazione, dovendo passare attraverso la norma ordinaria applicata e, se del caso, mediante questione di costituzionalità.
  • Quando il primo motivo di ricorso determina la cassazione della sentenza per vizio processuale assorbente, le ulteriori censure sul merito restano assorbite.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProve
RamiProcesso civileContrattiResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessarioOnere della prova

Testo integrale

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