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Sentenza

Sentenza n. 3853/2026 - Milano, Sezione 3

per l'annullamento - del decreto n. -OMISSIS- Imm. del 17/03/2023, notificato il 23.03.2023 della Questura di Milano di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, presentata dal sig. -OMISSIS-, del provvedimento del Prefetto della Provincia di Milano Prot. 2023 - 009265 Area III Affari legali, del 22.06.2023 con il quale il Prefetto della Provincia di Milano ha disposto il rigetto del ricorso gerarchico presentato;

Giustizia amministrativa202301989

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato e rigetto del ricorso gerarchico

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto della Questura di Milano che aveva rigettato la sua istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, nonché il successivo provvedimento prefettizio di rigetto del ricorso gerarchico. Nel corso del giudizio, il Ministero dell'Interno ha depositato un provvedimento di revoca dell'atto impugnato, motivato dall'esito degli accertamenti svolti in sede contenziosa e dal conseguente riesame della posizione amministrativa dell'interessato. Il ricorrente ha chiesto il rinvio della trattazione per poter eventualmente proporre motivi aggiunti contro un futuro provvedimento negativo e, in subordine, la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.

La decisione

Il TAR ha rigettato la richiesta di rinvio, rilevando che il provvedimento che il ricorrente avrebbe voluto impugnare con motivi aggiunti non era ancora stato adottato e che si trattava quindi di una mera eventualità, non idonea a integrare i presupposti di eccezionalità richiesti dall'art. 73, comma 1-bis, c.p.a. In ragione della revoca dell'atto impugnato e della riapertura del procedimento amministrativo, il giudice ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese di lite sono state compensate, considerata la limitata attività difensiva svolta dalle parti.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    presupposti di eccezionalità

    Il rinvio della trattazione può essere disposto soltanto in presenza dei presupposti di eccezionalità previsti dalla norma; la prospettata futura adozione di un provvedimento negativo, non ancora esistente, non è sufficiente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    La disposizione è richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento delle generalità del ricorrente.

Massime di principio

  • La revoca dell'atto amministrativo impugnato, accompagnata dalla riapertura del procedimento amministrativo, determina il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione sul ricorso e comporta la dichiarazione di improcedibilità.
  • Il rinvio della trattazione ai sensi dell'art. 73, comma 1-bis, c.p.a. non può essere disposto per consentire l'impugnazione di un provvedimento meramente eventuale e non ancora adottato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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