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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8414/2022 del 11/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 14/05/2021 con cui era stato rigettato il riesame avverso il provvedimento del GIP del 27/01/2021 che aveva disposto nei confronti di Copelli la custodia cautelare in carcere per: capo 17) reato in materia di stupefacenti (art. 73 DPR 309/1990) per la cessione/offerta di una partita di droga; capo 59) estorsione continuata e aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosa ai danni dell'imprenditore Perrone Giuseppe. Il ricorrente ha contestato la gravità indiziaria, la identificazione dello "zio" menzionato nelle intercettazioni con Copelli, la attendibilità/traduzione delle trascrizioni ambientali, l'insussistenza della capacità drogante del campione e la qualificazione giuridica della condotta (offerta/cessione). Ha inoltre censurato la sussistenza delle esigenze cautelari, chiedendo misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico). In corso di causa la difesa ha rinunciato al gravame relativo al capo 17) per sopravvenuta cessazione dell'efficacia della misura.

La decisione

Il giudice ha dichiarato inammissibili i motivi relativi al capo 17) per sopravvenuta carenza di interesse (cessazione della misura). Sui restanti motivi relativi al capo 59) il ricorso è stato rigettato: la Corte ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria a carico di Copelli come interlocutore/intermediario nella richiesta estorsiva, fondando la decisione sulla valutazione di più conversazioni intercettate e sul contenuto di una conversazione in cui la vittima (Perrone) riferisce di rapporti con lo "zio" di Giovinazzo. È stata inoltre confermata l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 416‑bis.1 c.p. (finalità mafiosa) sulla base del ruolo svolto. Le censure riguardanti le trascrizioni e la qualificazione del fatto non hanno scalfito il quadro indiziario complessivo. Sono state ritenute sussistenti le esigenze cautelari (pericolosità e rischio di reiterazione), e pertanto è stata confermata la custodia cautelare; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali. È stata disposta la trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che regola l'investitura del Tribunale della Libertà per il riesame dei provvedimenti cautelari; richiamata come base procedurale per il riesame

  • art. 73 DPR n. 309/1990

    Norma sulla materia degli stupefacenti richiamata in relazione al capo 17); la corte ha però ritenuto sopravvenuta la carenza di interesse sul punto per la cessazione della misura

  • artt. 110 e 629 cod. pen.

    Art.110 (concorso di persone nel reato) e art.629 (estorsione): utilizzati per inquadrare la partecipazione concorsuale di Copelli all'estorsione contestata

  • art. 416‑bis.1 cod. pen.

    Aggravante per finalità mafiosa: la Corte ha ritenuto desumibile l'elemento soggettivo dall'incarico e dal ruolo concreto svolto da Copelli quale latore delle richieste estorsive per conto della cosca

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamata la presunzione relativa di pericolosità e l'adeguatezza della custodia in carcere nei reati aggravati dalla finalità mafiosa; la difesa non è riuscita a superare tale presunzione

  • art. 275‑bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina gli strumenti di controllo a distanza (es. braccialetto elettronico): la Corte ha ritenuto implicita l'impossibilità di usare tali strumenti nel caso concreto per contenere il rischio di reiterazione

  • art. 94, comma 1‑ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Previsione formale per la trasmissione al direttore dell'istituto penitenziario di copia del provvedimento; disposta dalla Corte

Massime di principio

  • La mera indicazione testuale di un soprannome o di un appellativo («zio», "Turi") nelle intercettazioni non è automaticamente decisiva: il giudice valuta l'identificazione alla luce di elementi di riscontro paralleli (concordanza temporale, controlli esterni, riferimenti in più conversazioni).
  • Le contestazioni sulla trascrizione di captazioni ambientali richiedono che la difesa proponga elementi certi alternativi o chieda l'ascolto dell'audio; in mancanza, il giudice può ritenere prevalente la trascrizione ufficiale della polizia giudiziaria se non adeguatamente confutata.
  • Se, nel frattempo, viene meno l'efficacia della misura cautelare relativa a un capo d'imputazione, i motivi di ricorso su quel capo possono essere dichiarati inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Nei reati aggravati dalla finalità mafiosa opera una presunzione relativa circa la pericolosità e l'adeguatezza della custodia in carcere: la difesa ha l'onere di fornire elementi concreti e aggiornati per superarla, compresi fatti di buona condotta o legami che rendano affidabile una misura meno afflittiva.
  • La derubricazione di condotte in materia di stupefacenti (es. da cessione a mera offerta o consegna di campione) dipende dalla prova della disponibilità effettiva della sostanza e dalla sua capacità drogante: l'assenza di tali riscontri può portare, comunque, alla conferma di una misura se il quadro indiziario complessivo è ritenuto grave.
  • La partecipazione concorsuale in estorsioni richiede elementi che colleghino l'attività del singolo imputato all'effettivo apporto alla consumazione del reato (ricezione dell'incarico, contatti con la vittima, atti concreti di sollecito); conversazioni anche indirette possono essere sufficienti se lette nel loro complesso e corroborate da altri riscontri.

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