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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48255/2022 del 20/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Piacenza che non aveva convalidato l'arresto in flagranza per tentato furto aggravato con impiego di "mezzo fraudolento". Il PM ha censurato la decisione sostenendo che, dai verbali e dalla notizia di reato, risultava che l'arrestato aveva agito con particolare astuzia: aveva occultato bottiglie nello zaino e aveva eseguito un piccolo acquisto pagando una parte per distrarre il personale di cassa e così eludere i controlli ai varchi, idoneo a integrare la circostanza aggravante del mezzo fraudolento prevista per il reato.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero. Ha ritenuto corretta la valutazione del Tribunale, in quanto, ex ante (sulla base degli elementi conoscibili al momento dell'arresto), il semplice occultamento della merce sulla persona e il pagamento di una parte degli acquisti non costituiscono di per sé il "mezzo insidioso o fraudolento" capace di compromettere apprezzabilmente le difese del personale del supermercato. Occorre un "quid pluris" di artificio o di particolare scaltrezza idoneo a trarre in inganno il personale addetto; in mancanza di tale elemento, non ricorre l'aggravante e pertanto la convalida poteva essere negata. Il ricorso è pertanto rigettato e l'ordinanza di diniego della convalida è confermata.

Norme richiamate

  • art. 381 cod. proc. pen.

    art. 381, comma 2, cod. proc. pen.

    Disciplina la convalida dell'arresto; il giudice deve verificare la sussistenza del titolo di reato e i presupposti che legittimano la privazione della libertà, tenendo conto dei limiti di pena rilevanti per la convalida

  • Giurisprudenza di legittimità - Sez. IV, n. 8094/2014 (Pisani)

    Sez.4, n.8094 del 29/01/2014, Pisani, Rv.259288

    Il mero occultamento della merce addosso non integra necessariamente il "mezzo insidioso o fraudolento" che vulnera apprezzabilmente le difese del bene

  • Giurisprudenza di legittimità - Sez. V, n. 3478/2018 (Gullà)

    Sez.5, n.3478 del 5/02/2018, Gullà, Rv.210807

    Il pagamento parziale o l'esibizione di scontrini non determina automaticamente il mezzo fraudolento; è necessario un quid pluris (es. artificio idoneo a eludere i controlli) per integrare l'aggravante

  • Giurisprudenza di legittimità - Sez. III, n. 12954/2021

    Sez.3, n.12954 del 12/01/2021, pmt/la spina, rv.280886

    Nel giudizio di convalida il giudice opera una valutazione ex ante, limitata agli elementi conosciuti o conoscibili al momento dell'arresto, per verificare l'astratta configurabilità del reato e la sua attribuibilità

  • Principio sul sindacato di legittimità

    Sez.4, n.252 del 28/01/2019, Gervasoni; Sez.6, n.21771 del 18/05/2016, Saluci

    Il sindacato di legittimità sull'ordinanza di convalida è limitato alla verifica del corretto percorso logico-giuridico del giudice; non è consentita una rivalutazione di merito delle condizioni che hanno portato all'arresto o al fermo

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida dell'arresto il giudice compie una valutazione ex ante: valuta solo gli elementi noti o conoscibili al momento dell'arresto e non può fondare la decisione su elementi sopravvenuti.
  • Per configurare l'aggravante del "mezzo fraudolento" nel furto è richiesto un "quid pluris" rispetto al semplice occultamento: occorrono artifici o comportamenti idonei ad ingannare in modo apprezzabile il personale preposto alla vigilanza.
  • Il compimento di un piccolo acquisto o il pagamento parziale non costituiscono automaticamente un mezzo fraudolento; la prova dell'intenzione di eludere i controlli richiede elementi concreti che dimostrino l'inganno del personale.
  • In sede di ricorso per cassazione contro l'ordinanza di convalida/ diniego di convalida, il motivo deve censurare il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; la Corte di cassazione non riesamina i fatti né rivaluta il merito operativo della polizia giudiziaria.
  • Il pubblico ministero che impugna la mancata convalida dovrebbe valorizzare nel verbale e negli atti indicazioni concrete e specifiche sugli artifici utilizzati dall'indagato per dimostrare la sussistenza del "quid pluris" e la sussistenza dell'aggravante.

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