Cassazione Penale, Sentenza n. 14015/2022 del 12/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere adottata per il reato di partecipazione ad associazione per delinquere aggravata (per numero dei partecipanti e uso di armi), dedita a estorsioni, rapine e traffico di stupefacenti. Le censure principali erano: 1) mancata prova dei gravi indizi circa la sua consapevolezza e partecipazione al sodalizio, essendo gli incontri e i comportamenti addebitati episodici e riconducibili ad attività lecite; in particolare il ricorrente sosteneva di aver avuto rapporti solo con Pattarello Paolo e di non conoscere l'esistenza dell'organizzazione; 2) vizio di motivazione e genericità nella valutazione del pericolo di recidiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato, in linea di principio, la valutazione del Tribunale di Venezia. Il Collegio ha ritenuto che il ricorrente non avesse adeguatamente confutato i punti essenziali della motivazione impugnata: il Tribunale aveva indicato specifiche occasioni di incontro con più sodali di vertice, intercettazioni interpretate come prova della volontà d'ingresso nel gruppo, il contributo concreto del ricorrente nel rintracciare un soggetto debitore da avvicinare con modalità violente, nonché la partecipazione a un tentativo di azione predatoria. Quanto al pericolo di recidiva, la Corte ha ritenuto fondata la valutazione prognostica basata sulla pericolosità del gruppo (presenza di armi e ordigni), sugli apporti del ricorrente dopo precedenti carcerazioni e sui gravi precedenti penali. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
Art. 94 disp. att. cod. proc. pen.
art. 94, comma 1-ter disp.att.cod.proc.pen.
Norma richiamata per gli adempimenti amministrativi a seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso (trasmissione alla cancelleria per gli adempimenti di competenza).
Giurisprudenza su intercettazioni (Sez.6, n.11794 del 11/02/2013, Melfi)
Sez.6 n.11794 del 11/02/2013, Melfi
La Corte ricorda che l'interpretazione del linguaggio e del contenuto delle intercettazioni è valutazione di fatto rimessa al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità se motivata secondo logica e massime di esperienza.
Giurisprudenza sul pericolo di recidiva (Sez.2 e Sez.5, pronunce citate)
Sez.2 n.47891 del 07/09/2016 (Vicini); Sez.2 n.53645 del 08/09/2016 (Lucà); Sez.2 n.11511 del 14/12/2016 (Verga); Sez.5 n.33004 del 03/05/2017 (Cimieri)
Orientamento consolidato secondo cui il pericolo di recidiva può essere valutato come "attuale" anche in assenza di una specifica occasione imminente per delinquere: è sufficiente una valutazione prognostica fondata su elementi concreti tratti dalla personalità dell'indagato, dalle modalità del fatto e dalle sue condizioni di vita.
Massime di principio
- Per censurare in Cassazione un provvedimento cautelare è necessario affrontare punto per punto la motivazione di merito: argomentazioni generiche o mere alternative di ricostruzione non sono sufficienti e possono portare all'inammissibilità.
- La consapevolezza di far parte di un'associazione per delinquere può essere desunta da incontri ripetuti con soggetti apicali, da intercettazioni (la cui interpretazione è valutazione di fatto del giudice di merito) e da contributi concreti alla realizzazione del programma criminoso, anche se non si dispone di una pluralità di episodi tipicamente delittuosi.
- Le intercettazioni e i collegamenti tra indagati, se adeguatamente motivati dal giudice di merito, limitano il sindacato di legittimità; in sede di impugnazione va contestata la concreta logica probatoria, non solo offerta un'interpretazione alternativa.
- Il pericolo di recidiva valutato ai fini della custodia cautelare non richiede la previsione di una specifica occasione di futuro reato: è sufficiente una prognosi ragionevole basata su precedenti penali, comportamento post-carcerario, appartenenza a gruppi armati e altri elementi di pericolosità.
- In una difesa efficace contro misure cautelari, è utile produrre elementi che contrastino direttamente le intercettazioni (contestandone l'interpretazione fattuale), dimostrare l'estraneità o la lecita finalità di incontri e fornire prove concrete dell'assenza di contributi al programma criminoso.
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